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Pubblico la lettera dell’On. Berlusconi nel caso che , qualcuno di voi non l’abbia ricevuta…

 


Roma, gennaio 2006
come forse Lei già sa, stiamo realizzando un vasto ed articolato piano di riforme per l'ammodernamento dello Stato. In particolare stiamo lavorando ad un grande cambiamento in tutti gli uffici delle Istituzioni centrali e locali che costituiscono la Pubblica Amministrazione. Si tratta della cosiddetta "riforma digitale" che rende possibile il rapporto tra l'Amministrazione e i cittadini attraverso le nuove tecnologie informatiche. In questo modo il computer personale si può trasformare in uno sportello pubblico sempre aperto attraverso il quale ciascuno può ottenere informazioni, avere servizi e svolgere pratiche senza doversi recare negli uffici pubb!ici e sottoporsi alle rilevanti perdite di tempo che tutti abbiamo dovuto affrontare nel passato. Già ora il 60% dei cosiddetti "navigatori Internet" si collega abitualmente con i siti della Pubblica Amministrazione. L'Italia è salita così all' ottavo posto in Europa per la qualità dei servizi pubblici in rete: nel 2001 eravamo al dodicesimo posto. Si tratta davvero di una grande rivoluzione che vede impegnate migliaia di pubbliche amministrazioni centrali e locali in questo sviluppo organizzativo e tecnologico. E' un percorso di cui non c'era traccia all'inizio di questa legislatura e che noi siamo orgogliosi di aver avviato capillarmente in tutti gli uffici pubblici del Paese, con benefici che saranno progressivamente percepiti da tutti i cittadini e da tutte le Imprese. Abbiamo anche promosso la diffusione dell'accesso a Internet con le connessioni veloci alla cosiddetta "larga banda", che è l'autostrada digitale attraverso la quale vengono trasmesse quantità molto elevate di informazioni, di immagini e di dati. Attraverso questa autostrada digitale possono dunque transitare le nuove risorse
di un Paese moderno: l'informazione, l'istruzione, la formazione, i servizi, le comunicazioni, gli acquisti. Questa che stiamo vivendo è la seconda storica "alfabetizzazione" degli italiani: quella digitale. Il governo la sta promuovendo attraverso una serie di iniziative senza eguali in Europa, a partire dall' insegnamento dell' informatica sin dal primo anno di scuola sino alle agevolazioni per l'acquisto di computer e di accessi alla "larga banda".I progressi ottenuti in questi ultimi cinque anni sono evidenti: le famiglie italiane hanno raggiunto un livello elevato nell'uso di queste tecnologie. Non solo siamo il primo Paese europeo per diffusione di telefoni mobili (che sono diventati ormai altrettanti "minicomputer") ma, grazie anche alle agevolazioni che abbiamo messo a disposizione delle scuole, dei giovani e delle famiglie, siamo all' avanguardia in Europa per crescita di accessi a Internet e di connessioni veloci in "larga banda" . Siamo al primo posto anche per la diffusione di nuovi strumenti come la Posta elettronica certificata, la cosiddetta raccomandata elettronica, o la Firma digitale, che dà pieno valore legale ai documenti informatici. La modernità di un Paese si misura anche da questo, dalla diffusione delle nuove tecnologie digitali.Noi quindi siamo sulla strada giusta per l'ammodernamento del nostro Paese e per un nuovo e più facile rapporto tra il cittadino e lo Stato. La pubblicazione che Le facciamo pervenire è una guida utile per conoscere gli strumenti e le opportunità che sono a Sua disposizione e di cui speriamo anche Lei possa trarre vantaggio.

 

 

Presidente Berlusconi……..
o più familiarmente mi verrebbe da dire Oh!!!

Quando ho ricevuto la lettera del Presidente del Consiglio dei Ministri (come me credo, altre decine di milioni di italiani), a firma dell’onorevole Berlusconi, ho avuto una reazione istintiva che è stata quella di buttarla immediatamente via, senza nemmeno leggerla. Constatata però anche la presenza di un opuscolo, preso dalla curiosità ho letto l’uno e l’altro. Subito dopo ho pensato di rispondere al presidente Berlusconi che, mai e poi mai avrebbe letto la mia risposta. Ecco perché gli rispondo attraverso l’web giacchè le vie istituzionali non sempre sono garanzia di democraticità e il più delle volte sono precluse a noi cittadini normali. Caro Onorevole ma in quale paese vive? A sentirla è tutto un dire; la sua è un Italia che noi non conosciamo. O quantomeno non è di tutti, come invece costituzionalmente dovrebbe essere. L’ammodernamento dello stato non passa attraverso la maggiore diffusione dei computer e dei telefonini ma, più di tutto, creando uno stato di diritto che preveda la sicurezza sociale e quella economica e, che consenta quindi di soddisfare i bisogni primari della gente. Riforme strutturali e leggi per il bene di tutti e, non solo quelle “ad personam” che il Suo governo non ci ha lesinato.Vede ci sono dei cittadini, e mi creda, molti di più di quelli che i suoi sondaggi le indicano, che vivono nella precarietà e nella insicurezza sociale e che, mai e poi mai useranno un computer: primo perché la loro cultura scolastica è quella dei primi decenni del novecento (si ricorda che c’era una guerra, e la civiltà era quella contadina e pastorale), secondo perché non hanno i soldi per acquistarlo. Fare fronte ai bisogni primari significa: alimentarsi, coprirsi e ripararsi e poi, soddisfatti questi, ben vengano anche quelli secondari. Certo che nell’era moderna l’istruzione è anch’essa primaria ma, bisogna nutrire il corpo e proteggerlo, poi anche la mente.

Ha mai pensato come fa un pensionato INPS a 400.00 euro al mese a mangiare? E pagare la pigione e i servizi?  Luce, gas e telefono. E l’operaio che lavora, quand’anche a rare giornate, coi figli da mantenere agli studi e le rate da pagare,con salari di circa 1.000,00 euro al mese? Ma dove sono tutti i nuovi posti di lavoro che Lei e il suo governo avete creato? Precarietà e insicurezza infusa nei giovani che vedono vanificati i loro sacrifici nello studio e, quelli della famiglia che li ha sostenuti fino a quanto possibile per stipendi da 500.00 e 700.00 euro mensili. Ammesso che riescano a comprarlo cosa mai se ne faranno del computer? Prima il pane, il riscaldamento e gli abiti per coprirsi poi anche qualche piccolo sfizio, col grosso e consistente aiuto economico che ti passa lo stato, a tutti, compresi quelli ricchi, che di cento duecento euro non se ne fanno proprio niente. Ma mi faccia il piacere! Provi lei a togliere dal magro stipendio o dalla misera pensione 200.00 euro per una visita cardiologica e poi divida ciò che resta della pensione per gli altri trenta giorni rimanenti. Se poi chiedi la fattura ti caricano altri 40.00 euro di IVA così che il disgraziato per risparmiare almeno quelli, concorre a coprire il lavoro in nero del professionista che, manco a dirlo non gli sembra vero, di avere anche il concorso del poveraccio nell'evadere il fisco.   Il suo piano articolato per la diffusione di internet va a farsi fottere, va solamente a favore di pirati telematici, che si sollazzano a carpire dati personali di ignari navigatori, o di non meglio identificati porci a caccia di bambini, (V. la grande diffusione dei pedofili). Caro presidente la giustizia e lo stato sociale che sia dignitoso per tutti lo si raggiunge con altre riforme. Dando in mano ai cittadini strumenti, e leggi, più consone ad uno sviluppo collettivo il più dignitoso e sostenibile allo stesso tempo. Poi anche il computer e internet. Cara amica, caro amico, così comincia la Sua lettera…….già infondendo il dubbio se si è maschi o femmine o tutti e due insieme o peggio, nessuno dei due . Scusi tanto ma la carta intestata comprese le spese di spedizione ricadono su di noi? La campagna elettorale non si può fare coi soldi dei cittadini. Questa è solo pubblicità, becera pubblicità a scrocco, pagata dalle nostre tasche.Quanto ci è costata la produzione di quel libretto al seguito della sua lettera con la presentazione del ministro Stanca? Badi che la gente davvero è stanca: di essere presa in giro e di vedere vanificate le prospettive di un futuro migliore soprattutto per i giovani, per i diversamente abili e per i vecchi. Avete ammodernato la struttura pubblica con computer che gli impiegati non sanno usare e che diventano vecchi dopo poco tempo e dopo aver sperperato ingenti somme di danaro. Fantomatiche società di informatica, finanziate coi danari pubblici,  preparano dei corsi di alfabetizzazione e altri corsi avanzati per impiegati e docenti che, non sortiranno alcun effetto positivo o che abbia una ricaduta sulla didattica a scuola. Non si sostiene la ricerca e l’università in modo adeguato; essa è solo per chi è ricco. Il diritto allo studio è cosa ormai molto lontana e vaga. Non che sia vietato iscriversi alle facoltà: basta avere i soldi per acquistare i libri, pagare gli esosi affitti, in nero, e le tasse comprese quelle per i laboratori che nelle facoltà scientifiche mancano dei più elementari componenti di base. I figli degli operai dovranno continuare a fare gli operai e a produrre altra forza lavoro. Lavoro che oramai è sempre più precario con salari da fame e senza i diritti che ogni lavoratore dovrebbe avere. I capitalisti intanto con la delocalizzazione vanno a far profitto in quei paesi dove i diritti civili dei cittadini, dei lavoratori e in particolare dei bambini e delle donne non sono riconosciuti.
Ella tende a puntualizzare che  siamo il primo paese europeo per telefonini, per tv, e per auto. Bella consolazione!Molto magra direi. Pensi, che sono tutti prodotti all’estero pochi in Italia, anzi, al momento credo nessuno. Il più delle volte, questi beni da considerarsi voluttuari, servono solamente ai ricchi ma, anche ai poveri che, bontà loro così facendo, un po’, si sentono simili ai primi. Il digitale terrestre. La Sardegna e la Val d’Aosta sono state le regioni pilota in questo campo. A parte i fondati dubbi sul fornitore degli apparecchi obsoleti e diversi da quelli concordati con la regione, lei ha visto i programmi che ci propinano? Palinsesti vuoti e scarni di contenuti ma, con tanta pubblicità ed altre vergogne che evito di scrivere, e che, certamente non concorrono all'educazione dei giovani e alla formazione della coscienza civile del futuro cittadino. La pubblicità è l’anima del commercio, Lei non si stanca mai di ripeterlo ma, a noi serve ben poco, perché ormai si va a comprare dai cinesi che, è tutto un dire, ma sono ancora alla portata delle nostre tasche. Caro Presidente torni a fare l’imprenditore, quello giusto intendo, anche perché tanto il falso in bilancio il suo governo lo ha depenalizzato. La smetta di credersi perseguitato e di vedere comunisti dappertutto. Quello che mi tranquillizza è che Lei ha dichiarato che non mangia i bambini, mentre quello che mi preoccupa è che cerchi di camminare sulle acque. In quel caso scelga dei bassi fondali. Il mio voto insieme a quello di tanti altri milioni di cittadini italiani se lo può solo sognare!!