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Il giorno 04/08/2007, in occasione della festa dell'emigrato a Chiaramonti, sono stati premiati i vincitori del I° Concorso di Letteratura Sarda Chiaramontese. Essi sono stati individuati da una giuria appositamente composta che ha valutato i testi,  proponendo quali vincitori ex-equo, i seguenti partecipanti:
- Maria Pileri
-Luca Manchia
-Marco Stincheddu.
I vincitori appartengono alla categoria dei ragazzi, cioè di coloro che hanno meno di diciotto anni. Per gli altri si è "stabilito" di non individuare alcun vincitore. Per tutti i partecipanti, anche dall'estero, una bella targa ricordo col proprio nome e una bella prospettiva del castello dei Doria.

Direi, fin qui la cronaca, scarna e stringata ma, questi sono i fatti. Non me ne vogliate amici miei della giuria (a quelli che vi hanno partecipato), nutro per voi affetto e stima, e proprio per questo motivo voglio esprimervi apertamente il mio punto di vista che, non ha come fine, quello di creare polemica. Affetto, perchè le medesime radici, sebbene in tempi diversi, ci accomunano nella nascita e nella crescita dentro lo stesso paese. Questo ci porta ad amarlo, talvolta con forme di campanilismo troppo evidenti, nonostante qualche "avversità", non sempre meritata. Stima, perchè ognuno di noi, si è inserito nella società dove svolge con serietà e impegno il proprio lavoro, e volentieri dedica parte del suo tempo, alle iniziative che in esso nascono e vengono da chiunque promosse, per il buon nome del paese stesso.
Certamente è da apprezzare l'idea dell'istituzione del concorso e, con essa lo sforzo economico. Altrettanto rispetto però, doveva essere dovuto a quanto richiamava il contenuto stesso del concorso. Cioè la premiazione anche dei "grandi".Una più attenta impostazione iniziale avrebbe migliorato l'evolversi dello stesso concorso conferendogli maggiore "dignità culturale". E niente da dire sulla caratura e preparazione della giuria che al suo interno accomuna alcuni che hanno una discreta produzione letteraria con diversi premi e riconoscimenti, altri che conoscono bene la lingua sarda perchè ne sono amanti e cultori, e allo stesso tempo studiosi. Di essi alcuni hanno anche svolto il ruolo di docenti abituati a correggere elaborati che, in tutti i casi non possono essere valutati solo per gli errori ma, si sa bene, lo si fa anche per il contenuto. Pur certo che tali criteri sono stati seguiti e, non conoscendo al momento la motivazione ufficiale che è stata addotta, per la mancata premiazione dei grandi, ne dico una, ma solo tanto per dire,"c'erano un sacco di cose scriteriate che non ce la siamo sentita di premiare nessuno"!!! Mi pare povera e semplicistica per non dire falsa. Forse che, in una competizione, si premiano solo i record? Non basta più la semplice partecipazione? De Coubertin se ne avrebbe molto a male. Un modo poco elegante per non osservare il bando di concorso, cosa abbastanza grave nella fattispecie, se fatta dall'organizzazione. Il mio è solo un parere personalissimo e apprezzo lo sforzo di promuovere e avvicinare i giovani alla nostra lingua (se preferite a quella parlata), con qualsiasi mezzo. Spero che il tutto possa continuare, anzi deve continuare, magari per il prossimo anno, sedendoci a tavolino davanti ad un bel caffè o, se l'amico Stefano ci vorrà far godere un pò di gagliarda natura in quel di Lavrone o giu di lì, a studiare in anticipo criteri e regole per favorire una più numerosa partecipazione di persone che come noi amano il proprio paese. Si potrebbe dare maggiore risalto all'evento coinvolgendo la scuola che, nell'attività didattica potrebbe inserire un momento di produzione letteraria "sarda tzaramontesa" informando e diffondendo nel contempo la nostra parlata locale. Lingua, mi pare esagerato!