Giù le mani dalla Sardegna.
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Procurade
'e moderare
est unu componimentu iscrittu in su 1794-1796 de Frantziscu Ignazio
Mannu, Mazistradu de sa reale Udientzia.
.....Trabagliade
trabagliade
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![]() Il panorama di Chiaramonti; irrimediabilmente compromesso dal parco eolico di monte Iscoba di Nulvi. Link collegati
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La Sardegna da sempre è stata terra di
conquista. A turno fenici, cartaginesi, saraceni, barbari, romani,
spagnoli e piemontesi ne hanno abusato depredandola delle sue ricchezze.
Oggi più che mai costituisce una riserva energetica per l'Italia.
Nell'Ottocento le sue foreste di alberi secolari sono quasi scomparse,
trasformate in traversine per i binari delle linee ferroviarie italiane,
poi i carbonai toscani a dare man forte e a saccheggiare i boschi
dell'Isola. Più tardi sono state le miniere di carbone del Sulcis a
fornire energia al continente.
E che dire del sudore dei nostri emigrati
mandati a scavare nelle gallerie del
Belgio, dell'Olanda e della Germania in cambio di sacchi di carbone per
rimettere in moto le industrie dell’Italia settentrionale. Quando
la Sardegna è stata collegata con il SACOI, un cavo sottomarino, alla
Penisola si pensava che sarebbe arrivata
energia a basso costo anche per le
industrie sarde. E invece il cavo è servito per trasportare
energia fuori dall'Isola. Ora la Sardegna sembra al centro dei progetti
energetici più svariati. Dall'idea primaria di costruire una centrale
nucleare si passa a quella subordinata che vi sia almeno un deposito per
le scorie nucleari, tanto i sardi sono pochi e non si ribellano, fino a
costituire un vero arsenale per realizzare fattorie eoliche in terra e
in mare. Sono decine i progetti
per "parchi eolici". Dobbiamo mobilitarci
compatti e numerosi per evitare gli scempi dell’ambiente. Molti comuni,
allettati da un pugno di euro e da qualche posto di lavoro temporaneo,
stanno concedendo autorizzazioni a far sorgere foreste di pali eolici.
Ci illudiamo di trarne dei vantaggi, intanto il costo della bolletta
elettrica non ha subito diminuzioni e noi sardi continuiamo a pagare la
corrente più cara in Italia. Le industrie rischiano di chiudere (già
molte lo fanno), perché i costi energetici le mettono fuori dal mercato
perché poco competitive, e l'energia prodotta nell'Isola continuerà a
prendere la via del Continente. Fino a qualche anno fa mostravo la
bellezza del nostro territorio, che in parte ancora, lo è, fino a quando
ancora non lo so. Di certo il panorama a 360° che si godeva dal nostro
comune è cambiato lungo l’orizzonte. Fanno bella mostra di se i parchi
eolici di vari comuni come Ploaghe, Nulvi, Tergu, Sedini, Bortigiadas,
Tula. Gli abitanti di questi |
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La navetta a terra prima dell'installazione. Parco eolico di Nulvi(SS). |
I
tralicci di Monte Iscoba a Nulvi(SS). |