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Siamo proprio sFINIti da troppo berlusconismo.


Il pezzo che segue era stato scritto prima dei
fatti di Milano, che hanno visto coinvolto il nostro Presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi, lacerato in viso da una miniatura del Duomo di Milano,
scagliatali da certo Tartaglia. Non avendo cambiato idea sul contenuto dello
scritto, ho aggiunto questa breve premessa, e lo pubblicherò tale e quale la sua
stesura iniziale.
Prima di tutto voglio condannare il gesto deprecabile che l’ha
vista coinvolta, in attesa che le indagini avviate dalla magistratura facciano chiarezza
sull’accaduto, esprimendo un caloroso augurio a Lei Signor Presidente, e doverosamente
all’uomo malato Tartaglia, perchè anche la malattia abbia rispetto e dignità.

Spesso mi sono domandato: ma dove vuole arrivare il nostro Presidente del Consiglio? Tuoni e fulmini da ogni dove. Vorrebbe cambiare la Costituzione, poi abolire la Corte Costituzionale, perseguire giudici e magistrati, a suo dire comunisti. Sarà vero quello che dice, o è mania di persecuzione? Confondendo la causa con l’effetto di un determinato evento. Si bea e si autocelebra da solo per il consenso espresso dalla maggioranza degli elettori. All’ultimo summit del PPE, a una platea annichilita dichiara che in Italia ci vuole qualcuno con le palle, e lui a trentadue denti, conferma che si che le ha, e che terra duro. Il nostro paese è davvero unico: il presidente Napolitano riconosce la grande e irrinunciabile presenza della chiesa nella nostra società, cosa che in parte condivido, e il cardinale Bertone di rimando riconosce l’azione umanitaria e sociale svolta da Togliatti in parallelo con quella religiosa (perché no?).
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Paese meraviglioso il nostro, che ha una sua
unicità nel bene e nel male: ricco di santi e di poeti, di navigatori e di
cantanti, di presidenti e di imperatori, di buoni e di malfattori, di giudici e
di mafiosi, ma anche di tante persone oneste desiderose di una vita dignitosa e
democratica che offre a tutti pari opportunità. Tanti sono malati di
protagonismo, qualcuno in particolare che vuole fare il Cesare, a dir poco,
altre volte l’Unto addirittura. Ora ha preparato un’altra spedizione dei Mille.

Il neo nobel per la pace Obama (leggi Obush), (si vis pacem, para bellum), per festeggiare il premio tanto ambito quanto inaspettato, rafforza l’impegno militare in Afganisthan e in Iraq,
e il nostro
governo da buon subalterno, contrariamente alla nostra Costituzione che nega la
guerra, gli manda altri mille giovani militari italiani. Dice il ministro Larussa “mossi da amore patrio e forte abnegazione, per difenderci dal
terrorismo e darci maggiore sicurezza”. Carne da macello il popolo. Non ci vanno
certamente i figli dei ricchi e degli onorevoli. Sicurezza di chi, e di che
cosa? Ogni giorno continui licenziamenti, mobilità e cassa integrazione, posti
di lavoro il più delle volte fasulli e in nero, che penalizzano i giovani
operai, studiosi e ricercatori che fuggono sempre più numerosi all’estero.
Qualcuno farebbe bene a ricordarle signor presidente, che grazie alla ricerca si
è potuto rifare quei cappelli che porta con tanto orgoglio, così forse
arriveranno nuovi e corposi finanziamenti. E il sacrificio delle tante famiglie
di pensionati che aiutano figli e nipoti a trovare uno sbocco lavorativo
nell’intricata giungla delle raccomandazioni e della politica sempre più
personalizzata e mossa al proprio interesse, quasi mai a quello pubblico.

Gli altri mille soldati partiranno col cuore straziato di mogli e di mamme, certi solo di una cosa. Un guadagno mensile importante che consentirà loro di mettere su famiglia, ma con l’apprensione di essere attaccati prima o poi nella salute, dal Grande Male procurato dalle armi al fosforo o all’uranio, che seppure messe al bando per la loro pericolosità, continuano a essere utilizzate indiscriminatamente su tutti e contro di tutti. Vite di giovani senza lavoro, figli di operai, buttate e vendute per la sicurezza dei ricchi capitalisti, avventurieri e contrabbandieri d’ogni sorta. Bel Paese l’Italia. Evasori e grandi imprenditori realizzatori di fortune finanziarie in borsa perseguite con titoli fasulli e società inesistenti piene di Niente. Specchietti per le allodole per piccoli risparmiatori che vi perdono i risparmi di una vita di sacrificio e di lavoro, attratti da facili arricchimenti. Il più delle volte trascinativi dalle stesse banche o da impiegati infedeli che vendono falsità. Intanto il governo interviene per salvare i capitali versati nelle banche che guarda caso, non sono mai dei poveri lavoratori e dei pensionati. Di nostro caso mai, si ritrova qualche piccolo conto o altra modesta somma in libretti di risparmio, che in quanto non movimentati da dieci anni, li hanno definiti dormienti, e quindi sottratti ai legittimi proprietari.

Intanto l’altro cavaliere, Tanzi di Parmalat, col crack finanziario più grande d’Europa ha trascinato sul lastrico decine di migliaia di piccoli risparmiatori insieme ai bond argentini di Cragnotti, quelli di Cirio tanto per intenderci. Si sbandierano come opera propria i grossi risultati ottenuti contro la mafia. Risultati a orologeria e che comunque le forze dell’ordine conseguono al di fuori del nome o dell’appartenenza politica del presidente del consiglio, mettendo a rischio la propria vita e operando senza risorse con paghe mensili vergognose. Lei intanto non va ai processi, ci tenta col lodo Alfano e col legittimo impedimento, e continua ad accompagnarsi a persone chiacchierate che, qualche pendenza con la giustizia ce l’hanno, anzi le candida e le fa eleggere al governo nazionale. Coraggio si faccia processare e dimostri che è innocente come ritiene di essere, e che davvero per tutti questi anni l’hanno perseguitata. Le chiederemo tutti quanti scusa. Finalmente saremo sbugiardati e noi ci pentiremo di essere eternamente comunisti. Essere tacciati da comunisti non è motivo di vergogna. Noi siamo più di tutto liberali e democratici e sogniamo un paese dove uguaglianza e rispetto, diritti e doveri accomunano tutti i cittadini. Rispettiamo la giustizia e i magistrati e crediamo che davvero “ La Legge E’ Uguale per Tutti” e non come lei vorrebbe che sia “La Legge E’ Uguale per Gli Altri”. A noi caro presidente, ci basta il "comunista Fini" che la tiene a freno e le ricorda che non è l’Onnipotente. Poveri noi, cosa c’è dato vedere e patire.
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La sinistra, più sinistrata di così non lo è mai stata e non riesce a essere propositiva e credibile nell’azione di opposizione al suo governo. Quel tortellone di Bersani non fa meglio di faccia da mortadella attorcigliata ai teoremi di quel grissino di Fassino. Intanto Veltroni è sparito dalla politica, da quando ha comprato casa in America, e ora diventa ct di Totti, e scrittore. Baffetto d’Alema si eclissa a giocare basso, dopo il pluff per la mancata elezione a ministro per gli esteri nell’UE, e dopo la trombatura della bicamerale, propone un "inciuccio salva-premier”. Ah! Quanti calci nel sedere vi avrebbe dato Enrico Berlinguer. Intanto ci consoliamo con la Bindi alla presidenza del PD, ci mancava proprio un vecchio esponente democristiano, e la Binetti che ogni tanto deve partorire il miglior pensiero.
Migliore senz’altro
quello sgrammaticato di Dipietro, centomila volte migliore. Nel caso, non si sa
mai, aboliremo il congiuntivo con un decreto legge, e voteremo per lui,
sanguigno e determinato. Bel Paese il nostro. A noi per passare il tempo
serenamente e con una certa positività ci basta guardare la televisione, in
particolare la sua caro cavaliere, che sprizza ottimismo da ogni canale.
Continueremo a guardare quei bavosi di giornalisti che la difendono a spada
tratta. Ma non per la sua levatura di uomo politico, solo perché paga bene il
lavoro cui sono stati chiamati. In prima fila quello sfatto di Capezzone e Liguori, senza parlare di Fede e di Vespa che fanno a gara a suon di sbavate con
Gasparri. Ma sa che la sua corte è davvero ricca e variegata? Non vi mancano i
paggi e i burloni, i menestrelli che fan di tutto per allietarla. La sua corte
si è arricchita di personaggi fiabeschi, e con tutto il rispetto per loro, si
trovano molti Pinocchio e molti di più, dei sette nani di Biancaneve e
Cenerentole d’ogni tipo più o meno velate di sogni.
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Lei nel ruolo del Principe
che, già essendo Cavaliere, non si è portato anche il cavallo in parlamento, per
non rischiare di farlo senatore. Non bisogna esagerare, al massimo senatori si
eleggono anche chi è amico dei mafiosi. Lei per emergere ha bisogno di ministri
di piccola statura e si porta dietro il povero Brunetta, che se la piglia con
modesti servi dello stato e non tocca i dirigenti, che guadagnano in un mese la
paga di un anno di un semplice impiegato. Lei fa ridere tutti, quantomeno
sorridere; la stampa internazionale, la legge? Noi ci consoliamo dicendo che in
Italia non siamo tutti così, ma, che caso mai lo sono quelli che l’hanno votata;
siccome in democrazia vince la maggioranza noi la lasciamo governare, è suo
diritto. Il nazismo aveva identificato col numero di matricola impresso sul
braccio i diversi di razza e gli oppositori politici, voi avete inventato il
sistema più moderno ma subdolo della social card. Bel Paese il nostro. Abbiamo
anche l’assegno per le famiglie, da spendere nei super mercati ricchi di
mercanzie, ci allietiamo a fare shopping lungo le vie illuminate a festa con le
scritte di auguri di un buon Natale.

Benedetto XVI, ci benedirà da quel di San
Pietro ricordandoci che il regno dei cieli intanto è dei poveri, e che loro, i
ricchi, non vi entreranno, mentre Bertone tuonerà contro chi userà la ru486.
Pensare che se molte madri, a suo tempo, avessero abortito, ora non ci troveremo
tra i piedi molti di quelli che ci governano. Noi ce ne staremo in casa magari
col riscaldamento ridotto e rinunceremo alle spese di Natale a guardarci
la
Canalis e il grande fratello, il gioco dei pacchi e il miliardario che ci farà
sognare di diventare ricchi. Continueremo a grattare bigliettini dell’win for
live, che ci assicureranno un futuro certo. Grande Paese il nostro! Meglio la
Mussolini di Play Boy,

e le pagine pattinate con Briatore. Lei intanto ha fatto
rientrare i capitali dall’estero, rendendoli a poco costo, anzi apprendo che lo
scudo fiscale è stato prorogato. I possessori le sono molto riconoscenti e ogni
tanto le manderanno uno Spattuzza in omaggio magari con Contorno. Mandi in giro
i suoi arcieri Bondiani e Cichitiani e gli azzeccagarbugli come Ghedini,
onorevoli della Repubblica Italiana pagati da noi, ma utilizzati personalmente
da lei, mandati a destra e a sinistra nelle trasmissioni più disparate a
difenderlo dagli attacchi dei “comunisti”. Grande paese il nostro. Paese di tope
e di Topolanek, di ville faraoniche e di ingenti conti nei paradisi fiscali
d’oltre Oceano.

Di vulcani che vomitano lava e tuonano col telecomando e di
bunker segreti alla Diabolik. Non le viene in mente nessuno che pose la parola
fine proprio dentro un bunker? Il popolo è sfinito e le famiglie non ce la fanno
più. Presto si rivolgeranno gli uni contro gli altri, individuando a caso chi
colpire, come nelle Filippine il nostro sfortunato giornalista che usciva da una
banca con pochi spiccioli. Che cosa vuole che si formino le bande come in
Somalia? Bel Paese il nostro. Intanto spontaneamente, ma chi sa quanto, nascono
comitati che la propongono per il Nobel, altri Santo subito.

Meglio un Santoriano Travaglio pur di approdare in qualcosa di concreto e di legale.
Siamo davvero sFINIti non se ne può più, il
teatrino della politica è perennemente aperto e lei non lesina figuracce da
nessuna parte. Sotto la tenda con Gheddafi a sparare cazzate in bandana, da
Putin perché faccia pace con Medvedev, e ci riesce, per questo motivo ci vuole
convincere che è riuscito a non far
scoppiare la terza guerra mondiale, infine dal monarca Lucashenko a stringergli la mano quasi identificandosi in lui e ammirandolo per il grande consenso avuto alle elezioni che ormai da vari decenni lo vedono l’unico candidato nel suo paese. E’ questo il concetto di democrazia che anche lei Signor Presidente vorrebbe? Grande Silvio Berlusconi, meno male che Silvio c’è, tuonano nel PdL!
Sono proprio schifato da questa politica. Per mio conto continuerò a partecipare alle manifestazioni come l’ultimo NO B day, che in futuro sarà sempre un No Berlusconi tutti i day, e a lottare per un futuro migliore che vada a vantaggio delle generazioni future.
Questo che avete appena letto voleva essere, come dire, uno sfogo personale. Se siete arrivati fin qui comunque sia, vi ringrazio per la compagnia che mi avete fatto, anche se non condividete i contenuti. Se non ci siete arrivati, vi perdete un caloroso saluto di AUGURI. (m.u)