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SIMBOLOGIA E RELIGIONE DEGLI ANTICHI POPOLI
SARDI. (Questa pagina è dedicata al caro amico G.T, che mi ha dato la così detta "dritta".)
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Il
principio maschile che insemina il grembo femminile, il quale a sua
volta, lo accoglie e lo matura,
generando nuova vita; così il dio sole infonde luce e calore ai semi che
la madre Terra contiene e fa germogliare con forza, dando buoni raccolti e
rendendo vigorosi gli animali. Nelle doppie corna taurine è congelato il
principio della vita che sta dentro il grembo materno. Esso viene
stretto dolcemente dalle braccia che aiutano la fuoruscita del
nascituro. Nella figura sopra è rappresentato il principio maschile e
quello femminile che genera vita, e dà forza al clan attraverso la
nascita di nuovi individui che sostituiranno via via i più deboli e
anziani.
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Nonostante
le moderne tecniche abbiano migliorato notevolmente il momento del
parto, mettere al mondo un bambino è una cosa estremamente delicata e
molto particolare che la madre vive con tanta apprensione e attesa. E'
forse l'attimo più importante della vita stessa dando
origine a quel meraviglioso spettacolo che ancora la scienza non riesce
a spiegare completamente nella sua più intima essenza non solo materiale
ma anche spirituale.link collegati Domos de Janas >>>> |
| La vita ha inizio nella donna, perciò essa è madre, è colei che dona la vita, di conseguenza la terra stessa è madre in quanto i semi nel suo grembo vi germogliano producendo altri semi quindi altra vita, e da essa attingono linfa vitale. E' convinzione di quelle popolazioni che dopo la morte il corpo e lo spirito rinascono, e dunque possono tornare agli stessi luoghi usando le medesime cose che avevano usato in vita. Le domus de janas erano quindi dei sepolcri, delle tombe che assurgevano a ruolo di tempio, un luogo sacro agli uomini dove gli "Dei" dovevano proteggere e difendere i morti dalle forze del male, ma allo stesso tempo condurli alla rinascita di una vita nuova. | |
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I disegni sono eseguiti su libera
interpretazione dell'autore. I siti a Domos de Janas sono presenti assai
numerosi anche nel territorio chiaramontese. Le Domos sono dislocate quà e là nel
vasto territorio comunale, fino a costituire delle interessanti
necropoli sia per il numero di tombe, che per la tipologia dei simboli
in esse rappresentati. Alcuni anziani del paese ricordano ancora il
detto " su male de sa pedras ficchidas" che pare legato alla leggenda
secondo la quale le partorienti in tempi assai lontani venivano portate
a sgravarsi presso queste pietre che altro non sono che dei Betili.
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La coscienza religiosa diede senz'altro un impulso "moderno" a quelle genti in quanto credere in uno o più dei presupponeva una vita ultraterrena e quindi nasceva l'esigenza di tumulare i morti e il culto dei defunti. I luoghi ove i defunti venivano deposti erano ricavati su tacchi o frontoni rocciosi, calcarei, basalti o granitici e si articolavano in più ambienti. In Sardegna si svilupparono le domus de janas che singole o raggruppate, numerose nacquero in Sardegna. Le culture subirono continue evoluzioni, talvolta ci furono dei prolungati momenti di stasi o addirittura decaddero. Ciò che rimase forte fu il senso religioso magari trasformandosi in altre manifestazioni cultuali come quelle dell'età nuragica, ma di questo parleremo un altra volta. |
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| I disegni sono interpretati liberamente dall'autore ma si riferiscono a siti veramente esistenti nel territorio di Chiaramonti, che risulta essere uno dei comuni in Sardegna dove maggiore è la presenza di questi tesori. | |