NO AL NUCLEARE

Non esiste un Nucleare sicuro, gli episodi di guasti alle centrali nucleari esistenti sono numerosi, e non tutti vengono resi ufficiali dalle autorità. Spesso il nucleare è anche frutto di varie sperimentazioni militari che vengono tenute segrete. Grandi sono gli interessi che ruotano attorno alle energie rinnovabili. Governi di tutto il mondo, tra cui alcuni stati considerati "canaglia" fanno esperimenti che non sempre sono dediti all'uso civile dell'atomo. Le scorie che sono fortemente radioattive per diversi secoli, sono molto pericolose e sono causa di malformazioni di tutti gli esseri viventi, spesso in modo irreversibile.

Nucleare, le regole.  Link collegati:Nucleare si, ni,bo: No Grazie >>>  , Sardegna denuclearizzata >>>>> , Giù le mani dalla Sardegna>>>>>

 Il consiglio dei ministri del 23 dicembre 2009, ha approvato il decreto legislativo dove vengono indicati i criteri per l’individuazione delle località dove si potranno costruire le centrali atomiche e i depositi per le scorie radioattive. I comuni individuati potranno godere di tanti benefici, come consistenti finanziamenti per opere locali, riduzione delle bollette dell’energia elettrica ed altre. La prima centrale nascerà nel suolo italiano nel 2013, ma con la burocrazia italiana i tempi saranno certo dilatati, e se così fosse entreranno in produzione nel 2020. Intanto ci stiamo impadronendo di una tecnologia già vecchia con impianti obsoleti che altre nazioni in Europa e nel mondo stanno dismettendo, anche per gli alti costi che il materiale fissile sta raggiungendo. Intanto comitati e associazioni promettono un nuovo referendum abrogativo dopo quello del 1987. Il ministro Scajola dichiara: «Abbiamo fissato i criteri per la localizzazione dei siti, dando come obiettivo prioritario non soltanto la loro sicurezza, ma anche le esigenze di tutela della salute della popolazione e di protezione dell’ambiente, saranno poi le imprese interessate a proporre in quali zone intendono realizzare gli impianti ».
Scajola assicura che l’atomo «consentirà di garantire all’Italia non solo energia elettrica a prezzi inferiori del 30% come in altri Paesi europei, ma anche una fonte di energia disponibile su vasta scala, con sicurezza delle forniture e soprattutto con emissioni zero».

«Non vedo la fattibilità, l’utilità e il senso di avventurarsi in un piano con queste tecnologie, che dobbiamo importare dall’estero», è il commento di Bersani.«Se fossimo in un Paese dove il nucleare è già presente, non consiglierei di chiuderlo, ma visto che siamo in Italia che è un Paese che dal nucleare è uscito, non renderei le cose più difficili. I siti in prima fila sembrano quelli individuati prima del 1987, e cioè Trino Vercellese, Caorso, Montalto di Castro, Latina e Garigliano. La Conferenza delle Regioni «non dovrà esprimere alcun parere vincolante» e «se una Regione è contraria il Governo potrà imporre la scelta». Se in futuro «una diversa maggioranza politica decidesse di abbandonare il programma nucleare, gli utenti pagherebbero comunque nelle bollette i costi sostenuti dalle aziende energetiche per avviare la realizzazione degli impianti». (m.u)


 

Sardegna. Ogliastra: la zona costiera in corrispondenza del fiume Riu Mannu e della località di Torre di Bari.
Provincia di Nuoro, la zona costiera a sud della località di Santa Lucia e in corrispondenza dell’isola Ruja.
Provincia di Cagliari: la zona costiera tra Pula e Santa Margherita di Pula.

Ecco l’elenco dei siti meno vulnerabili dal punto di vista di eventi naturali e dunque probabile sede di una centrale nucleare, così come individuati da Greenpeace:

Piemonte: Provincia di Vercelli: tutta la zona intorno al Po, da Trino Vercellese fino alla zona a nord di Chivasso.
Provincia di Biella: la zona intorno alla Dora Baltea a sud di Ivrea.
Lombardia: Provincia di Pavia: la zona dell’Oltrepò Pavese a nord di Voghera.
Provincia di Mantova: l’intera zona a sud di Mantova in corrispondenza del Po
Provincia di Cremona:zona a sud di Cremona in corrispondenza del Po (vicino a Caorso)
Veneto: Provincia di Rovigo: la zona compresa tra l’Adige e il Po (a sud di Legnago)
Friuli: Provincia di Udine e provincia di Pordenone: tutta la zona interna, intorno al fiume Tagliamento, da Latisana fino a Spilimbergo
Emilia Romagna : Provincia di Parma: la zona a nord di Fidenza, compresa tra il Po e il Taro
Toscana: L’isola di Pianosa
Lazio: Provincia di Viterbo: la zona interna a sud del Tevere, nella zona di affluenza della
Nera, tra Magliano Sabina e Orte.
Calabria: Provincia di Catanzaro: la zona costiera ionica in corrispondenza di Sellia Marina, tra il fiume Simeri e il fiume Alli (Principali località: Belladonna, Marindi, Simeri Mare, Sellia
Marina).
Provincia di Crotone: la zona costiera ionica in corrispondenza della foce del fiume Neto, a nord di Crotone (Marina di Strongoli, Torre Melissa, Contrada Cangemi, Tronca).
Provincia di Cosenza: la zona costiera tra il fiume Nicà e la città di Cariati
Puglia: Provincia di Taranto: la zona costiera ionica, in corrispondenza della località di Manduria.
Provincia di Lecce: la zona costiera ionica a nord di Porto Cesareo e quella a sud di Gallipoli; la zona costiera adriatica a nord di Otranto e quella a sud di Brindisi (esistono su
queste ultime dei vincoli naturalistici).
Provincia di Brindisi: la zona costiera in corrispondenza di Ostuni.
Sicilia: Provincia di Ragusa: la zona costiera tra Marina di Ragusa e Torre di Mezzo.
Provincia di Caltanissetta: la zona costiera intorno a Gela.
Provincia di Agrigento: la zona costiera intorno Licata.
Provincia di Trapani: la zona costiera a sud di Mazzara del Vallo, in corrispondenza della località Tre Fontane.
Sardegna. Ogliastra: la zona costiera in corrispondenza del fiume Riu Mannu e della località di Torre di Bari.
Provincia di Nuoro, la zona costiera a sud della località di Santa Lucia e in corrispondenza dell’isola Ruja.
Provincia di Cagliari: la zona costiera tra Pula e Santa Margherita di Pula. (Greenpeace)

Perchè NO:

Il nucleare copre poco più del 2 per cento dei consumi globali di energia nel mondo, meno dell’idroelettrico. Raddoppiare la potenza nucleare oggi installata, oltre a aumentare i rischi di incidenti, le scorie e i rischi di proliferazione di armi nucleari, avrebbe un effetto molto limitato sulle emissioni globali, dell’ordine del 5%. E implicherebbe l’apertura di un nuovo reattore ogni due settimane da oggi al 2030.

A circa 60 anni dalla nascita della tecnologia nucleare civile non esiste una tecnologia nucleare intrinsecamente sicura, la gestione a lungo termine delle scorie nucleari non è stata risolta da nessun paese e non c’è una tecnologia che non possa essere utilizzata anche per produrre materiali per le bombe atomiche. E, infine, le riserve di Uranio estraibili a costi calcolabili, ai livelli attuali di consumo ce ne sono per 70-80 anni.

Nemmeno dal punto di vista economico il nucleare ha funzionato: i costi di generazione elettrica da nuovi impianti nucleari sono superiori a quelli delle altre fonti convenzionali e dell’eolico. E, proprio per i rischi anche finanziari di questa tecnologia, l’industria nucleare nei mercati liberalizzati è in crisi e cerca fondi pubblici, sia come incentivi che come fondi a tasso agevolato, come la presidenza Bush aveva introdotto negli USA.

E’ una tecnologia in declino e la proposta del governo italiano di ritornare al nucleare è un nonsenso economico e industriale, che serve solo a piccole ma potenti lobby.

Per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e combattere il riscaldamento globale bisogna puntare sulle alternative più sicure ed efficaci: fonti rinnovabili ed efficienza energetica. Investire sul nucleare invece introduce altri rischi e assorbe molte risorse che vanno invece utilizzate per le fonti davvero pulite.

 

 Roma, ItaliaInaugurata a Roma la prima "farmacia nucleare" ambulante che distribuirà alla popolazione il "Nuclease65", ovvero materiale informativo sotto forma di scatolette di finte pillole allo iodio. Una simulazione di quello che periodicamente fa l'Agenzia di Sicurezza Nucleare francese.

Vere pillole allo Iodio da 65 mg, invece, sono state consegnate dai nostri volontari alle Giunte regionali di Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Sicilia. Si tratta delle quattro regioni che potrebbero ospitare un reattore e che non hanno impugnato la legge 99 del 2009, con cui il Governo ha riaperto le porte al nucleare in Italia.

Lo ioduro di potassio è un farmaco da banco che l'Autorità di Sicurezza Nucleare francese distribuisce ai cittadini e che, in caso di incidenti con fuoriuscita di sostanze radioattive, deve essere assunto da tutte le persone che vivono in un raggio di 10 chilometri dai reattori. Questa distribuzione dovrà essere pianificata in futuro anche dalla nuova Agenzia di Sicurezza Nucleare italiana di cui è imminente l'emanazione del decreto attuativo . Il farmaco serve a saturare la tiroide di Iodio, riducendo il rischio di assorbire lo Iodio-131, uno degli elementi radioattivi che viene emesso dalle centrali nucleari. Le pillole riducono il rischio alla tiroide ma non hanno alcun effetto su altri organi del corpo che sono sensibili a molti altri elementi radioattivi come il Cesio-137, lo Stronzio-90, il Plutonio-239 e altri.

Dei volontari distribuiranno le scatole di pillole di "Nuclease65" anche presso i siti italiani che, in futuro, potrebbero ospitare impianti nucleari: Brindisi, Caorso, Chioggia, Garigliano, Genova, Latina, Oristano, Monfalcone, Montalto di Castro, Scanzano Jonico, Termini Imerese, Termoli, Trino Vercellese.(Greenpeace)