AUGURI PER IL 2010

                                                                                                                          

All’inizio di ogni nuovo anno è consuetudine scambiarsi gli auguri, perché quello che viene sia migliore di quelli già passati. Tanti buoni propositi che s’intrecciano speranzosi con migliori prospettive. Il 2009 è stato sicuramente un anno difficile per molte persone, direi come sempre, facile per molte altre. Parole come lavoro, sicurezza economica e personale, ambiente, buon governo insomma e quant’altro sono state sbandierate con ottimismo dal governo e dal Presidente del Consiglio che, bontà loro, sono persone agiate e non vivono le difficoltà degli operai licenziati, dei giovani sottopagati che mai hanno avuto un vero lavoro, di poveri pensionati. Parole che si sono svuotate di contenuti fino a indebolire anche quelli più forti e combattivi, che hanno visto crollare davanti a loro, le poche certezze lavorative. Ammortizzatori sociali e interventi a pioggia per i più poveri, che non sono serviti allo scopo, ma solamente a renderli più diversi e, oggettivamente a isolarli e ghettizzarli, imprimendo loro il timbro di povero. Provate voi a recarvi in un ufficio postale o in un supermercato e sentirvi dire che quei 40 euro mensili non vi sono nemmeno stati caricati (bastard.n.d.a). Il nazismo, come ho avuto già modo in qualche intervento precedente di osservare, imprimeva una matricola sul braccio agli oppositori del regime, agli ebrei e ai diversi, il nostro trio BerluscoTremonBrunetta (per indicarne uno, ma ve ne sono altrettanti) hanno trovato molto più signorile e educato fare una card, che ha reso già in partenza qualche milione di euro al costruttore-ideattore della medesima. La verità è che questo governo ha lavorato bene per chi stava già bene e ricco, hanno continuato ad arricchirsi alla faccia del solito Pantalone, che sfortunato com’è, continua a pagare tasse e balzelli sempre più gravosi, con uno stato sociale fantasma. Se davvero si guardasse al bene di tutti, le cose migliorerebbero dall’oggi al domani ma fino a quando a comandare, saranno i rappresentanti della casta, le leggi saranno sempre a loro favore: mai si guarderanno indietro, mai vedranno i poveri che sempre più numerosi diventeranno orda, caratterizzata da odio e da violenza. Allora saranno guai! Noi però, siamo ostinati e testoni, non molliamo, ci sentiamo ancora più forti e combattivi di quanto non avremmo immaginato; ci sono tante altre persone più arrabbiate di noi, e insieme faremo fronte comune, contro un avversario che fa una politica  contro, o solo di parte. Insieme cercheremo di lottare perché il futuro ci offra pari opportunità soprattutto alle nuove generazioni. Si rischia di essere tacciati per anacronistici e pieni di sentimentalismo populistico, ma provate pure voi come si sta veramente, quando si arriva alla fine del mese con difficoltà, con istituzioni che non funzionano e con una tv generalista,(eccetto RAI 3), che ricicla la solita spazzatura di pervertiti e nullafacenti improduttivi per tutto il giorno, che lanciano messaggi di "ottimismo di Niente col Niente". Noi abbiamo il dovere di proteggere la nostra vita e quella dei nostri figli, e anche dei figli dei figli, anzi la dobbiamo rafforzare e valorizzare maggiormente, perché è attraverso di essi che noi continuiamo a vivere. Non dobbiamo dunque abbassare la testa, rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo i nostri diritti, quelli sanciti dalla Costituzione, che alcuni nanetti padani e non, vogliono cambiare. Non esistono bacchette magiche che cancellano i problemi e tantomeno che li risolvono. L’auspicio è quindi che quest’anno sia davvero l’anno della svolta e che ognuno a fronte dei diritti riconosciuti faccia il proprio dovere.  


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