TAGLI E RITAGLI

 

L'antefatto:
l'Assessore dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza Sociale della Regione Sardegna A. Liori, il 22 dicembre 2009, prot. n° 15365, invia a tutti gli operatori sociali dei Comuni della Sardegna la seguente comunicazione avente per oggetto: Legge 162 del 1998-Programma 2009-Comunicazioni.

"Con delibera 55/33 del 16/12/2009 la Giunta Regionale ha assicurato la piena operatività dei piani personalizzati di cui alla L.162/98, a partire dal 1° Gennaio 2010, modificando come di seguito indicato l'entità dei finanziamenti:

-per tutti  i piani il finanziamento è ridotto di 1.000 (mille) euro sull'assegnazione prevista dalla scheda informatizzata (segue il resto della comunicazione)...........................................-I comuni devono trasmettere allo scrivente lo stato delle economie entro il 28 febbraio 2010.

Firmato Ilario Carta, direttore del servizio.

 

Tutti gli ammalati della Sardegna che usufruiscono della Legge 162 del 1998, attraverso la quale hanno un aiuto alla persona e all’ambiente dove vivono, si vedranno il piano personalizzato del 2010 decurtato di mille euro.  Tradotto in ore lavorative, si tratta di circa sessanta ore annue. La mannaia si abbatte in maniera indiscriminata su tutti gli ammalati, senza esclusione di colpi e senza tenere conto della gravità del soggetto, in modo ragionieristico, insomma per far quadrare i conti. Non si va tanto per il sottile. Molte migliaia di euro rientreranno nelle casse regionali, per fare fronte alle sempre più numerose richieste  da  nuovi ammalati. Il nostro legislatore non si lambicca molto il cervello e non trova altra soluzione che togliere mille euro a testa ai già esanimi e poveri progetti in essere. Siamo alle solite. Fare cassa con tagli così detti orizzontali che non guardano in faccia nessuno come se si trattasse di cose inanimate. Ma gli ammalati hanno un’anima, e più di tutto sono individui che la costituzione reputa alla pari degli altri; anzi riconosce a essi oltre che le pari dignità, l’abbattimento di qualsiasi forma d’impedimento di svolgere una relazione con gli altri, promuovendo interventi e progetti per l’abbattimento di tali barriere che, non sempre sono materiali ma anche mentali. Mi dispiace dirlo, ma questo, insieme a molti altri punti della Costituzione, sfugge al nostro Governatore Cappellacci, al suo Assessore alla Sanità e all’Assistenza Sociale, e dulcis in fundo, al nostro presidente del Consiglio Nazionale. In questi giorni diversi ammalati del nostro centro si sono visti recapitare a casa la comunicazione dell’avvio del progetto dell’anno in corso 2010, con la non felice notizia che le spese previste per ogni progetto erano ridotte di mille euro.

Lascio pensare gli sguardi e i pensieri dei familiari che assistono i loro cari ammalati e che non possono fare niente per avere almeno quel poco che si aveva in passato. La politica nazionale detta le linee economiche da seguire: tagli ancora alla povera gente e agli ammalati, poca attenzione agli operai disoccupati e ai giovani laureati, disinteresse per le ridotte capacità di acquisto dei pensionati, men che si dica verso chi NON HA MAI VISTO un posto di lavoro, e invece avanti a gran carriera, i tentativi di far passare leggi riferite a singole persone o a gruppi di alta finanza che, per dirne una, con lo scudo fiscale messo in atto dal governo, fanno rientrare dall’estero miliardi di euro dalla dubbia provenienza (pagando una inezia e rendendoli di conseguenza leciti).

 

L'ingiustizia è palesemente manifesta nel taglio uguale a tutti i progetti, infatti da una veloce scorsa degli stessi, prendendone alcuni come esempio, si manifestano tagli dal 10% fino al 50% e più. Domanda: ma se uno ha un progetto inferiore ai mille euro sarà obbligato a versare la differenza ai nostri politici sempre assettati di danaro?