COMUNE DI MARTIS

Provincia di Sassari

 

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Comunicato Stampa
Martis, 25 marzo 2010

 

 

Presentazione del volume:

Limbas e culturas de minoria,

cunfrontu de isperientzias internatzionales

 

 

 

Martedì 30 marzo 2010, alle ore 18.30 presso il Centro Culturale “Sa Tanca e’Iddha, ed entro il programma Libri d’Autore, la Sardegna raccontata dagli Autori, curato dal Comune di Martis, Salvatore Patatu presenterà il Volume “Limbas e culturas de minoria. Cunfrontu de isperientzias internatzionales“, curato da Maria Vittoria Migaleddu Ajkabache, Loredana Rosenkranz e Salvatore Sfodello, alla presenza di Maria Vittoria Migaleddu coordinatore del progetto linguistico. Di seguito sono allegate due recensione al volume curate da Andrea Velardi  e Isella Magiafuoco.

 

Negli anni 70 gli intellettuali sardi intrecciano i loro destini con quelli del panorama europeo. L’effervescenza di questa linea di azione è ampiamente testimoniata in “Limbas e Culturas de Minoria. Cunfrontu de isperientzias internatzionales”, a cura di Maria Vittoria Migaleddu Ajkabache, Loredana Rosenkranz e Salvatore Sfodello. Un libro affascinante e vitale, composito e ricco. Un’analisi della Sardegna non come terra di arcaici idiomi, come prigione di indigeni compiacimenti, ma come laboratorio internazionale, come vivaio di una esperienza paradigmatica, come modello cosmopolita. Accanto alla “limba” troviamo studi sul friuliano, sul ladino delle Valli di Gardena e Badia, sulla minoranza inglese del Quebec, sui catalani di Spagna, sui bambini bilingui delle Contee di Gwynedd e Anglesey nel Galles.  Il volume affronta questi temi attraverso una formula moderna: la scoperta delle capacità della mente bilingue, l’enfasi è posta sulle doti particolari che si riscontrano nei bambini che sin dalla tenera età, e poi a scuola, sono educati a processare nelle aree del cervello due lingue diverse. Ne viene fuori un’idea nuova di didattica, che va analizzata con cautela, come fanno notare la coordinatrice della ricerca Migaleddu Ajkabache e altri autori. I bambini bilingui avrebbero maggiore flessibilità mentale, ricchezza culturale, sarebbero più creativi, più precoci nei processi di astrazione e nella formulazione dei concetti, avrebbero una maggiore stimolazione dell’attenzione.  Forse i bambini sardi insegneranno a tutti noi come parlare lingue minoritarie e dialetti sia un privilegio e non un disagio entro un cervello e una società multiformi.  (Andrea Velardi  3 gennaio 2010) 

 

 

“Ischire limbazos est sabidoria” recita un antico detto sardo, stampato, non casualmente, nel frontespizio del libro “Limbas e culturas de minoria. Cunfrontu de isperientzias internatzionales“, curato da Maria Vittoria Migaleddu Ajkabache, Loredana Rosenkranz e Salvatore Sfodello.

L’opera cerca infatti di dare fondamenta scientifiche nuove a questa affermazione di saggezza antica. Il volume contiene essenzialmente gli atti di un workshop tenutosi ad Alghero nel settembre 2006  a cui hanno partecipato numrosi docenti, dirigenti e operatori scolastici provenienti da tutta la Sardegna; autorevoli rappresentanti delle minoranze del Galles, della Catalogna, del Quebec, delle Valli Ladine dell’Alto Adige/Sud Tirolo e del Friuli. A questo incontro di lavoro internazionale ha fatto seguito, nel novembre del 2007, presso l’Università di Sassari, il convegno “Limbas e culturas de minorias: cunfrontu de isperietzias e chircas iscientificas”. Un tema interessante della pubblicazione è la sottolineatura dell’importanza di un profondo rinnovamento metodologico che dovrbbe essere, allo stesso tempo, la condizione e l’opportunità per la costruzione in Sardegna di una scuola bilingue e biculturale. I riferimenti teorici per tale rinnovamento sono i risultati più recenti delle neuroscienze sui processi di apprendimento del ostro cervello.  L’altro aspetto significativo è l’approfondita rassegna dei risultati delle ricerche psico e neurolinguistiche che dimostrano i vantaggi del bilinguismo non solo dal punto di vista cognitivo ma anche sociale, culturale e, potenzialmente, anche economico. Ecco che, quindi, tenendo conto anche del concetto di ecologia linguista elaborato da Haugen, il bilinguismo può essere considerato e dovrebbe essere valorizzato come una risorsa naturale della Sardegna. Il pregio principale di questa pubblicazione è senz’altro quello di ancorare il dibattito sul bilinguismo in Sardegna ad un vasto panorama internazionale di ricerche nell’ambito delle neuroscienze e di inserirlo nelle esperienze, in particolare scolastiche, che molte minoranze in Italia, in Europa e anche in altri continenti stanno realizzando. (Isella Mangiafuoco “mensile di informazione socioeconomica della Sardegna” Dicembre 2009 ).