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San Matteo Vecchio e Nuovo.

Nella foto: al centro la chiesa di San Matteo, e in alto sul colle San Matteo, la torre campanaria ottenuta dal rimaneggiamento del vecchio castello dei Doria.
a sinistra la vecchia parrocchiale di San Matteo sul colle omonimo. A destra la nuova chiesa prima degli ultimi restauri che depauperarono la medesima di arredi ed altri accessori architettonici di pregevole fattura.

 

 

                          COSTRUZIONE NUOVA PARROCCHIA
 


Le vicende della parrocchia sono legate al lascito fatto dalla nobile Donna Lucia

 Tedde già nell'anno 1755. Da questa data passerà più d'un secolo prima che la

 comunità abbia a disposizione la nuova chiesa; tuttavia già nel 1827 il sindaco, a

 nome del consiglio comunale, si rivolge al Vescovo di Sassari, facendogli notare

 come "l'esercizio del culto divino è abbandonato e molti individui passano

 all'eternità senza essere in punto di morte muniti dei sacramenti, per la lontananza della parrocchia". Del resto, sottolinea che già dal 1799 i soldi del legato

 erano passati all'amministrazione del parroco per l'edificazione della nuova chiesa;

 tuttavia non si vede il minor preparativo per la "medesima" anche se da diversi

 anni si erano venduti a tal scopo i bestiami a questa appartenenti.

 

Si ribadisce,in questo documento, la lontananza della chiesa ufficiata "ella è

 collocata alla cima di un monte, sull' orlo di una precipitevole rocca, lontana dalla

 popolazione un quarto d'ora di strada scabro sa e scoscesa, e poi la sua

 improprietà che fa orrore non solo celebrarvi le sacre funzioni, ma ben anche a

porvi il piede".

Sempre il sindaco nel 1828 chiede al Vescovo di intervenire poichè venga usata come parrocchia l'ausiliare, in questo periodo ufficiata solo d'inverno, finchè non si possa o costruire un'altra chiesa o ingrandire l'oratorio; la soluzione verrà appena un mese dopo, almeno a livello di proposta, dal vicario Satta, il quale propone di demolire la chiesa di San Giuliano, (antica non meno di 6 secoli) per ingrandire, con quel materiale l'oratorio di Santa Croce.

Nel 1829 si avviano i lavori, anche se con qualche difficoltà, aiutati anche, finanziariamente,dal comune

ma a ottobre si chiede ancora una volta il parere dell'Arcivescovo se si debbano o

 no sospendere i lavori durante l'inverno; egli risponde affermativamente. Inizia

 così a fungere da parrocchia l'oratorio di Santa Croce dove nel settembre 1834 è

 stato eretto un altare per San Matteo. Ma questi lavori che per quarant'anni circa

 si susseguono sono sempre molto precari: una volta si ristruttura il campanile,

 un'altra la volta etc. Si arriva così agli anni '82-'83, quando, dopo una transazione

 fatta dal comune contro lo Stato, si utilizzano i soldi del legato per costruire la

 parrocchia ex novo demolendo,-per economizzare, l'oratorio di Santa Croce, (con

 questi soldi il comune avrebbe voluto anche edificare la nuova casa comunale, per

 cui si aprì un'aspra lotta fra il consiglio ed il parroco su cui interverrà

 l'Arcivescovo). Dopo il benestare del Vescovo per la soluzione suggerita dal

 consiglio si iniziano i lavori, che precedono alacremente, anche se il sindaco prega

 Sua Eccellenza di interessarsi presso l'amministratore del fondo per il culto e

 l'economato generale per ottenere un sufficiente sussidio per rendere

 maggiormente sontuosa l'iniziale opera. Viste le difficoltà per costruirla in un altro

 sito, accettano di aderire al desiderio del municipio e dell'Arcivescovo anche i

 confratelli dell'Arciconfraternita di Santa Croce, purchè nella nuova costruzione

 siano ad essi destinate una cappella per le funzioni ecclesiastiche ed una sacrestia

 in cui potersi radunare e riparare gli oggetti di culto. La nuova parrocchia di San

 Matteo viene ultimata nel 1886, il 25 gennaio 1888 è stata benedetta "la

 popolazione ha partecipato nella sua totalità, eppure la chiesa non era totalmente

 piena; (è stato per Chiaramonti un vero giorno di festa!); qualche mese più tardi,

 cioè il 16 settembre è stata solennemente consacrata da Monsignor Marongio Del

 Rio.

Il resto è ...... cento anni di storia!

(tratto da Chiaramonti e la sua storia,Gruppo Giovanile 1988)