I GRANDI (quasi tutti), DELLA TERRA.
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G8,G9,G20 ecc.
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| Un buco doppio rispetto a quello dichiarato dal G8. È di ben 20 miliardi di dollari (16 miliardi di euro) la somma che i Paesi del G8 devono stanziare per mantenere fede alla promessa di aiutare i Paesi più poveri entro il 2010. Mark Fried, portavoce di Oxfam International. «Chiediamo al G8 un piano d’emergenza per versare i 20 miliardi mancanti entro il 2012. Dietro ogni dollaro in meno versato dal G8 c’è un bambino che non è potuto andare a scuola, un paziente senza medicine, una donna che muore di parto per mancanza di cure».Il G8 ha il dovere di mantenere le promesse fatte e aiutare le future mamme e tutti quei bambini che non raggiungono il loro quinto anno di vita». Italia fanalino di coda Cinque anni fa, a Gleneagles, i leader del G8 si impegnarono ad aumentare gli aiuti ai Paesi del Sud del mondo di 50 miliardi di dollari (40 miliardi di euro) entro il 2010. Di questi, 25 miliardi di dollari (20 miliardi di euro) sarebbero andati all’Africa. Inoltre all'Aquila, gli Otto Grandi della Terra avevano lanciato l'Aquila Food Security Initiative, che prevede l'investimento di 22 miliardi di dollari in tre anni in aiuti per la sicurezza alimentare e per uno sviluppo agricolo sostenibile. «Ad oggi - osserva ActionAid - mentre il numero degli affamati supera il miliardo di persone, i G8 dichiarano che solamente 6 miliardi sono risorse nuove: due terzi sono fondi già impegnati in passato. «Il G8, e ora il G20 - conclude Carstensen - dovrebbe lanciare un messaggio chiaro al resto del mondo sul fatto che si sta lavorando per ridurre le emissioni per ridurre gli impatti sui più vulnerabili, e stimolare un'economia a basse emissioni di carbonio per tutti». Anche su questo fronte, l’Italia eccelle: nel peggio. «A dicembre del 2009, durante la Conferenza di Copenaghen - denuncia il senatore del Pd, Francesco Ferrante - il ***** aveva annunciato lo stanziamento a sostegno dei Paesi in via di sviluppo di 200 milioni di euro l'anno per tre anni nell’ambito del pacchetto clima». In entrambi i casi, critica il senatore del Pd, c’è «il solito trucco dell'illusionista *****, perché nessuno di tali impegni è stato mantenuto». «Il Governo italiano ha un vuoto di memoria e non ricorda le promesse fatte lo scorso anno a L'Aquila. (fonte L'Unità) | ||
Accordo G20, economia fragile e
diseguale
La corruzione minaccia la ripresa
A dare la notizia è stata la canceliera tedesca Angela Merkel. Tra i punti anche una tassa sulle transazioni finanziarie
L’accordo tra i
grandi del mondo sul metodo per far fronte alla crisi è arrivato nel pomeriggio
di oggi. A dare l’annuncio è stata la cancelliera tedesca,
Angela Merkel. Si tratta di una bozza condivisa da tutti.
In sostanza le economie avanzate si impegnano a piani fiscali
che dimezzino i disavanzi entro il 2013 e stabilizzino o riducano il rapporto
debito pubblico-Pil entro il 2016. Il documento evidenzia che la ripresa è
“diseguale e fragile” ed è, dunque, cruciale dare rigore e sincronizzare le
azioni. “Per sostenere la ripresa sono necessarie finanze sane”, prosegue la
bozza. I Paesi del G20 si “impegnano” a “intraprendere azioni concertate per
sostenere la ripresa, creare nuovi posti di lavoro e pervenire a una crescita
più vigorosa, sostenibile ed equilibrata”. Tali misure, si legge ancora,
“saranno differenziate e concepite sulla base delle peculiarità nazionali”.
Per riattivare la domanda privata, è necessario che le misure siano coordinate.
Ecco allora come prosegue il documento: “Esiste il rischio che adeguamenti
fiscali sincronizzati in alcune delle principali economie possano ripercuotersi
negativamente sulla ripresa. Vi è poi l’ulteriore rischio che il mancato
consolidamento, ove questo risulti necessario, possa minare la fiducia e
ostacolare la crescita”. Nessun riferimento nell’ultima bozza circolata
all’ipotesi di una tassa sulle transazioni finanziarie proposta dalla
cancelliera tedesca, Angela Merkel. Il Presidente del Consiglio,
S.B, aveva definito nei giorni
scorsi questa ipotesi “ridicola”.
Ma il G20 lancia anche l’allarme corruzione: e’ la peggior minaccia alla ripresa
ed ai fondamentali dell’economia. I capi di Stato e di Governo sono concordi:
le mazzette minacciano l’integrità dei mercati, erodono la concorrenza equa,
distruggono la fiducia pubblica mettendo a repentaglio lo Stato di diritto.
Nella bozza di documento finale del vertice si afferma che è giunto il momento
di procedere con la ratifica e l’attuazione della convenzione delle Nazioni
Unite. Il G20 ha anche deciso di istituire un gruppo di lavoro per elaborare
raccomandazioni contro le tangenti. Tra le misure previste ci sono
l’interdizione all’accesso dei sistemi finanziari globali per le persone
corrotte, l’estradizione e il recupero dei beni, nonchè la tutela degli
informatori che si ribellano alla corruzione. L’obiettivo è giungere a applicare
le norme anti-corruzione sia nel settore pubblico che in quello privato. Servono
azioni vigorose. (fonte il Fatto Quotidiano)