PRESERVARE, DIFENDERE = IMPEDIRE ?
E' un atteggiamento encomiabile di persona egregia quello che porta a difendere il nostro patrimonio dei Beni Culturali e Archeologici. Vi sono delle leggi nazionali e regionali che, se pure quasi sempre prive di fondi, danno precise indicazioni per la difesa del nostro patrimonio, già sottoposto nel passato ad ogni genere di depredazione e distruzione. La motivazione che ha portato alla messa in opera del cancello proprio prima di arrivare sul pianoro di "su Monte de Cheja" deve essere stata sicuramente questa. Il fatto è che impedendo l'ingresso alle macchine non lo si impedisce a chi realmente, privo del più elementare senso civico, vi si reca con cattive intenzioni. Anzi credo si ottenga l'effetto contrario, perchè in caso di intervento di una forza pubblica il cancello ne rallenterà l'ingresso, permettendo la fuga agli eventuali colpevoli. Chi si reca in auto ne viene come dire imbottigliato. Il cancello è subito dopo una curva in salita con grande pendenza e non vi è lo spazio per fare una inversione di marcia, più di tutto se si è con più auto. Non si è nemmeno tenuto conto che è impedito l'ingresso anche delle persone a piedi che, a meno che non si esaltino nel salto della siepe o del muretto, mettono a repentaglio la propria incolumità. Per non parlare dell'impedimento ulteriore a fronte della presenza di un disabile a piedi o in carrozzina.
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| I malintenzionati purtroppo da anni, colpiscono soprattutto di notte, talvolta anche bivaccando con tanto di focolare. Le forze dell'ordine comprese quelle comunali e i barracelli potrebbero istituire un servizio atto a cogliere sul fatto, coloro che con tanta noncuranza depauperano e inquinano il territorio. Sarebbe altrettanto facile prendere i nomi che con dabbenaggine o forse insolenza, giovinastri hanno lasciato incisi sui muri. | ||
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| Anche la Soprintendenza di Sassari qualche anno fa operò una serie di scavi molto superficiali e poco professionali, lasciando l'area interessata senza apportarvi gli opportuni interventi di copertura e di risanamento. Tutta l'area circostante è molto interessante per gli studi degli specialisti e degli archeologi ragion per cui giustamente va preservata. Dei cartelli indicatori dovrebbero segnalare già dall'ingresso in paese, l'impossibilità di accesso in auto all'area del Castello dei Doria , tenendo comunque a disposizione le chiavi per chi ne facesse richiesta in presenza di persone con disabilità e segnalando i parcheggi più vicini all'area stessa. Intanto pare che finalmente si è trovata la soluzione per scacciare gli storni dai loro dormitori notturni coprendo i pini con una rete, senza tenere conto che essi si sposteranno semplicemente sopra un altro albero vicino, come già fanno sui lecci. A parte una attività vegetativa per gli alberi che viene rallentata non credo che l'intervento serva ad un bel niente. In materia di interventi sul nostro centro, corre voce che è intenzione della amministrazione di chiudere i giardini durante le ore notturne. La speranza è che per "scacciare" qualche bevitore notturno, giovani con la chitarra e qualche sporadica coppietta, davvero non si chiudano i giardini: sarebbe una limitazione dell'uso di una cosa pubblica perciò della propria libertà. Auspicabile invece un intervento di riqualificazione dei giardini, in materia di verde, di fiori e del muro di recinzione, per esempio costruendovi dei sedili adatti per sedersi, insomma come si dice a misura d'uomo, e infine abbellendo i due ingressi dal punto di vista architettonico che sembrano tutto meno che quello. Un obbrobrio. | ||
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