Egregio Sig.Sindaco del Comune di Chiaramonti,            <<<<< SOMMARIO 
e,p.c all’Assessore competente LL.PP e viabilità.           Chiaramonti, Marzo 2008

Legge 9 Gennaio 1989, n°13.                                torna a Cesare >>>>>>

Lo scarso contrasto di colore, non serve a mettere in evidenza la stella che, ripropone un disegno simile esistente nel vecchio selciato ora scomparso.

I rifacimenti di alcune strade interne al nostro abitato con l’acciottolato, provviste di liste laterali e centrali di basolato, eseguite durante la precedente amministrazione capeggiata dal sindaco Schintu, costituirono motivo di critica (credo costruttiva) che lo scrivente sollevò nei confronti della stessa amministrazione e dell’Ufficio Tecnico Comunale. Quest’ultimo, a mio parere, avrebbe dovuto controllare con maggiore attenzione che l’opera fosse eseguita, certamente a regola d’arte ma, rispettando soprattutto,  le direttive legislative per le opere pubbliche e private, in materia di abbattimento delle barriere architettoniche, permettendo la percorrenza a chiunque, e, in particolare, a chi non deambula. Infatti nei primi interventi eseguiti in paese, per altro ancora verificabili, la larghezza delle liste di basolato, non consente il passaggio a quei cittadini diversamente abili, che sono costretti a muoversi in carrozzina. Dopo ripetute insistenze, devo riconoscere l’impegno seppure tardivo del sindaco e del tecnico comunale, e i lavori proseguirono adeguando la grandezza delle liste del basolato alla larghezza del passo delle carrozzine.Tuttavia, il non aver ripreso tutti i lavori precedenti ed il loro adeguamento allo spirito e alle direttive precise della legge n°13, ha fatto si che, ancora oggi, solo una parte delle vie siano percorribili in carrozzina, altre solo in parte, e, altre ancora, per niente.  Il percorso spesso, ha una sua discontinuità tra una via e l'altra, sia per le differenza della larghezza delle liste del basolato sia per la mancanza di raccordi fra le liste stesse. Ciò denota che esse, in sede di progettazione, sono nate senza un giusto fine, se non quello della bellezza che, per altro lascia molto a desiderare. Sono già passati due anni dalla loro realizzazione, quasi uno, con l’attuale amministrazione e le barriere continuano ad esistere. Anzi, a dire il vero l’ultima sospensione dei lavori, simili, antistanti la chiesa campestre di Santa Giusta de s’Abba o di Orria Pitzinna, indicano che gli amministratori, e con essi i tecnici comunali, hanno ribadito il loro menefreghismo in proposito. Puntuale è infatti la denuncia di tale manchevolezza, e il conseguente invito all’assessore a bloccare i lavori, rilevata e pubblicata dal sito www.patatu.it . Non di meno gridano vendetta il piazzale della chiesa di Santa Giusta, insieme alle strutture circostanti, molto approssimative e, il non meno obbrobrioso   acciottolato per arrivare alla vecchia parrocchiale di San Matteo già castello dei Doria

L’acciottolato tutto, nei diversi siti, è anch’esso criticabile per due ordini di motivi: il primo è che il materiale non è quello che veniva usato nel passato, e, che tra pietra e pietra, vi rimane uno spazio eccessivo, creando discontinuità e difficoltà di passaggio anche a persone normali. Secondo, la pavimentazione non si ottiene ponendo le pietre in orizzontale, ma di taglio con poco spazio tra una e l’altra, per permettere una percorribilità comoda.
(Vedi anche Archivio News 49)

In via Vitt.Emanuele la lista di basolato si restringe e, manca il raccordo con quella di via San Matteo. 

La lista centrale di basolato, stretta, si interrompe davanti alla chiesa di San Matteo Apostolo, per proseguire poi, con una larghezza adeguata ad essere percorsa da un disabile in carrozzina.

Solo i romani circa duemila anni fa, facevano queste strade, ed oggi, talune di esse sono ancora percorribili. Quella che porta a Santa Giusta, invece, non è percorribile dai disabili che, dovranno rimandare l'eventuale richiesta di Grazie alla Santa, a data da destinarsi, quando i nostri amministratori, bontà loro, saranno più attenti anche ai loro bisogni.

Le altre strade non interessate dai nuovi lavori, all'interno del centro abitato, e ancora col vecchio battuto di cemento, eseguito coi “famigerati” cantieri comunali degli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso, che fece scomparire l’antico acciottolato, per quanto sconnesse e desuete, permettono un più agevole passaggio a tutti in generale.

Infine, il pressappochismo e la superficialità con la quale sono stati eseguiti gli ultimi lavori di pavimentazione e di abbellimento di Piazza Repubblica e di Piazza San Giovanni non ci mettono in condizione di lasciare ai posteri grandi opere: povere, e di poca pregevole fattura. 

 A poco e a niente sono serviti gli intenti di qualche amministratore, ora assessore, fatti come promessa in campagna elettorale. E cioè di mettere mano subito, in caso di vittoria, a quella situazione, per risolvere tali manchevolezze.  Ma si sa, le promesse servono principalmente a farsi eleggere, il mantenerle è altra cosa.

 L’invito Signor Sindaco è quello di riprendere in mano tutti i progetti relativi ai siti quì menzionati, ricordandosi quanto segnalato, anche per non venire meno alle promesse fatte in campagna elettorale; di essere il primo cittadino di tutti, nessuno escluso, in particolare di coloro che sono stati più sfortunati di noi, e di venire incontro alle loro esigenze, per altro definite precisamente da una legge.  Certamente le prossime festività dedicate a Santa Giusta sono alle porte, e non si farà in tempo a rimediare. Temo anche, che ugual cosa succederà in paese, anche se San Matteo, ha da venire.
I tempi della politica sono lunghi, si dilatano talmente tanto da  prenderci la mano, e, cadendo questi, nel dimenticatoio mentale, poi, far finta che i problemi non esistono.
Fatevi un giro per il paese, Lei signor sindaco con amministratori e tecnici, e portatevi uno o più cittadini svantaggiati che, sapranno consigliarvi per il meglio. Con affetto e simpatia. Mario Unali.

La chiesa campestre di Santa Giusta, molto venerata dai chiaramontesi e paesi vicini come Nulvi e Ploaghe.