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Egregio Sig.Sindaco del Comune di Chiaramonti, <<<<<
SOMMARIO
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Legge 9 Gennaio 1989, n°13. |
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Lo
scarso contrasto di colore, non serve a mettere in evidenza la stella
che, ripropone un disegno simile esistente nel vecchio selciato ora
scomparso.
I rifacimenti di alcune strade interne al nostro abitato con
l’acciottolato, provviste di liste laterali e centrali di basolato,
eseguite durante la precedente amministrazione capeggiata dal sindaco
Schintu, costituirono motivo di critica (credo costruttiva) che lo
scrivente sollevò nei confronti della stessa amministrazione e
dell’Ufficio Tecnico Comunale. Quest’ultimo, a mio parere, avrebbe
dovuto controllare con maggiore attenzione che l’opera fosse eseguita,
certamente a regola d’arte ma, rispettando soprattutto,
le direttive legislative per le opere pubbliche e private, in
materia di abbattimento delle barriere architettoniche, permettendo la
percorrenza a chiunque, e, in particolare, a chi non deambula. Infatti
nei primi interventi eseguiti in paese, per altro ancora verificabili,
la larghezza delle liste di basolato, non consente il passaggio a quei
cittadini diversamente abili, che sono costretti a muoversi in
carrozzina. Dopo ripetute insistenze, devo riconoscere l’impegno
seppure tardivo del sindaco e del tecnico comunale, e i lavori
proseguirono adeguando la grandezza delle liste del basolato alla
larghezza del passo delle carrozzine.Tuttavia, il non aver ripreso tutti i
lavori precedenti ed il loro adeguamento allo spirito e alle direttive
precise della legge n°13, ha fatto si che, ancora oggi, solo una parte delle
vie siano percorribili in carrozzina, altre solo in parte, e,
altre ancora, per niente. Il
percorso spesso, ha una sua discontinuità tra una via e l'altra, sia
per le differenza della larghezza delle liste del basolato sia per la
mancanza di raccordi fra le liste stesse. Ciò denota che esse, in sede di progettazione, sono
nate senza un giusto fine, se non quello della bellezza che, per altro
lascia molto a desiderare. Sono già passati due anni dalla loro
realizzazione, quasi uno,
con l’attuale amministrazione e le barriere continuano ad esistere.
Anzi, a dire il vero l’ultima sospensione dei lavori, simili,
antistanti la chiesa campestre di Santa Giusta de s’Abba o di Orria
Pitzinna, indicano che gli amministratori, e con essi i tecnici
comunali, hanno ribadito il loro menefreghismo in proposito. Puntuale è
infatti la denuncia di tale manchevolezza, e il conseguente invito
all’assessore a bloccare i lavori, rilevata e pubblicata dal sito www.patatu.it
. Non di meno gridano vendetta il piazzale della chiesa di Santa Giusta, insieme alle
strutture circostanti, molto approssimative e, il non meno obbrobrioso
acciottolato per arrivare alla vecchia parrocchiale di San Matteo
già castello dei Doria L’acciottolato tutto, nei diversi siti, è anch’esso criticabile per
due ordini di motivi: il primo è che il materiale non è quello che
veniva usato nel passato, e, che tra pietra e pietra, vi rimane uno
spazio eccessivo, creando discontinuità e difficoltà di passaggio
anche a persone normali. Secondo, la pavimentazione non si ottiene
ponendo le pietre in orizzontale, ma di taglio con poco spazio tra una e
l’altra, per permettere una percorribilità comoda.
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Solo i romani circa duemila anni fa, facevano queste strade, ed oggi, talune di esse sono ancora percorribili. Quella che porta a Santa Giusta, invece, non è percorribile dai disabili che, dovranno rimandare l'eventuale richiesta di Grazie alla Santa, a data da destinarsi, quando i nostri amministratori, bontà loro, saranno più attenti anche ai loro bisogni. Le altre strade non interessate dai nuovi lavori,
all'interno del centro abitato, e ancora
col vecchio battuto di cemento, eseguito coi “famigerati” cantieri
comunali degli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso, che fece
scomparire l’antico acciottolato, per quanto sconnesse e desuete,
permettono un più agevole passaggio a tutti in generale. Infine, il pressappochismo e la superficialità con la quale sono stati eseguiti gli ultimi lavori di pavimentazione e di abbellimento di Piazza Repubblica e di Piazza San Giovanni non ci mettono in condizione di lasciare ai posteri grandi opere: povere, e di poca pregevole fattura.
A poco e a
niente sono serviti gli intenti di qualche amministratore, ora
assessore, fatti come promessa in campagna elettorale. E cioè di
mettere mano subito, in caso di vittoria, a quella situazione, per
risolvere tali manchevolezze. Ma
si sa, le promesse servono principalmente a farsi eleggere, il
mantenerle è altra cosa. L’invito
Signor Sindaco è quello di riprendere in mano tutti i progetti relativi
ai siti quì menzionati, ricordandosi quanto segnalato, anche per non venire meno alle
promesse fatte in campagna elettorale; di essere il primo cittadino di
tutti, nessuno escluso, in particolare di coloro che sono stati più
sfortunati di noi, e di venire incontro alle loro esigenze, per altro
definite precisamente da una legge. Certamente
le prossime festività dedicate a Santa Giusta sono alle porte, e non si
farà in tempo a rimediare. Temo anche, che ugual cosa succederà in
paese, anche se San Matteo, ha da venire.
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