NON MI PIACCIONO QUELLE SCRITTE E IO LA CASA NON LA RESTAURO...ANZI LA VENDO.

 

I periodi storici sono pieni di scritte e di simbologie. Naturalmente non tutte sono condivisibili e piacevoli. Purtroppo anche chi ha tiranneggiato ha lasciato le sue tracce. I simboli servono a conservare la memoria viva perchè certi errori non abbiano a ripetersi. Giusta dunque è l'indicazione dell'ufficio tecnico comunale che ha dato le direttive per la salvaguardia delle scritte. Altrettanto bene e in piena libertà, hanno fatto gli attuali proprietari a mettere l'immobile in vendita.

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Inaugurazione del monumento ai caduti nel 1926. I presenti salutano col saluto romano.

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Gerarchi e militari fascisti durante una manifestazione del partito a Chiaramonti.
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Un altra istantanea dell'inaugurazione del monumento al milite ignoto ai giardini pubblici nel parco delle rimembranze.
I proprietari volevano sistemare la casa comprata qualche anno fa, con una legge regionale per il recupero del centro storico. Alla notizia che dovevano lasciare le scritte risalenti al ventennio fascista, disfanno i ponteggi già pronti per i lavori di recupero e restauro e rinunciano  alla somma di qualche migliaio di euro, quale contributo messo a disposizione dalla Regione Sardegna.
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In "piata Betza" nelle facciate degli edifici delle persone più in vista campeggiavano scritte che inneggiavano al duce e alla sua politica. Poi col tempo arriva la repubblica (meno male), i fascisti si riciclano e diventano democristiani. Sotto le scritte prima in divisa poi vestiti da carnevale e tutto va a tarallucci e vino.          OBBEDIRE CREDERE COMBATTERE
L'abitazione in questione si dice che sia in vendita. Si trova in piazza Azuni conosciuta nel passato come "piata". Diverse famiglie aderirono politicamente al partito fascista soprattutto quelle più abbienti, meno quelle del popolo che militarono nei partiti di sinistra. In questa piazza avvenivano le principali manifestazioni del partito fascista.
Il Fascismo, il cui nome faceva riferimento al «fascio littorio» dell’antica Roma, era il movimento costituitosi a Milano il 23 marzo 1919 intorno a Benito Mussolini, come continuazione dei «Fasci di azione rivoluzionaria», sorti dall’inizio del 1915 per sostenere l’entrata in guerra dell’Italia.

 

 

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Il 3 gennaio 1925 Mussolini si presenta in Parlamento per assumersi la piena «responsabilità politica, morale, storica» di quel periodo.
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Il volto del duce e le scritte campeggiano ovunque. DUCE E PATRIA si può leggere ancora dietro una allegra combriccola carnevalesca che posa per il fotografo in piazza della Resistenza, davanti alla casa vescovile.
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La scritta "SIAMO CONTRO LA VITA COMODA" ironia della sorte proprio a casa di chi poltriva dalla sera alla mattina.
Non sapevo che nel fatto fosse coinvolta la Soprintendenza ai beni culturali: conoscendo la sensibilità e l'attenzione di alcuni dirigenti si auspicherebbe una più ampia e meticolosa ricerca, rivolta al recupero di altri situazioni simili all'interno del paese. Per onore di cronaca pare che l'abitazione interessata sia stata venduta, o sono in corso trattative in tal senso.