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"Tra
storia e leggenda" |
Santa Giusta de s'Abba o de Orria Pitzinna. Chiaramonti. | Santa Giusta di Arborea. Oristano. | ||
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Lettera
del sacerdote di Chiaramonti Calvia. Nel
villaggio di Chiaramonti che nel secolo undecimo era la città di
Castro, vi sono due chiese dedicate a Santa Giusta, una ad oriente
l’altra ad occidente del paese. Non bisogna passare in silenzio la
grande devozione che havvi in quella posta ad occidente, poiché là
concorrono ogni anno numerosi pellegrini da tutte le parti dell’Anglona
per (apporre?) le loro promesse. Vi si ottengono molte grazie e ne sono
luminosa prova i moltissimi e svariati voti. Sotto il Presbiterio vi è
una grande fonte di acqua cristallina riputata prodigiosa che ha la
bocca in forma di finestra nei gradini del medesimo presbiterio.
L’acqua che ne scorre sotto il pavimento senza nuocere alla chiesa ha
lo sfogo sotto la porta maggiore e forma un rigoglioso ruscello. Tra gli
altri prodigi operati da Dio per mezzo di Santa Giusta in favore ai suoi
devoti in questa chiesa piacemi accennare solo il seguente: un sacerdote
della diocesi di Sassari era affetto da molti anni da crudel morbo;
mosso dalla fama dei miracoli venne in questa chiesa con ferma fede o
come dice la storia venne trasportato dai parenti e pregando
fervorosamente il Signore e invocando l’intercessione della gloriosa
Santa Giusta si unse con l’olio della lampada; all’indomani si
ritrovo perfettamente guarito con la vista intieramente ricuperata,
concelebrò la Santa Messa privone da molti anni a causa della cecità e
la continuò di poi sempre in rendimento di grazie per la perfetta sanità
recuperata. Trascrivo in proposito una lettera del parroco di
Chiaramonti: Rev.m sig. Parrocco, mi congratulo con lei per la buona e
santa ispirazione avuta di scrivere la vita della nostra Taumaturga
Vergine e martire Santa Giusta. Certo che farà molto bene nelle anime e
farà conoscere al popolo sardo l’eroina protettrice della Sardegna.
Io non le posso favorire alcun documento perché in questo archivio
parrocchiale non ve ne esiste. In secondo luogo sono parroco novello in
parrocchia e mi dichiaro subito fortunato di essere in protezione di
questa Santa. Le posso dire che esistevano nell’agro di Chiaramonti
due chiese di Santa Giusta, una detta Santa Giusta di Magola dal
territorio ove era fabbricata ed ora è distrutta. L’altra è detta
Santa Giusta de Orria Pizzinna dal territorio e paese antico che vi
esisteva chiamato Orria Pizzinna. Santa Giusta di Magola era festeggiata
in Maggio, Santa Giusta de s’abba de Orria Pizzinna era festeggiata in
settembre.Tutte e due erano feste popolari e di grande concorso da tutte
le regioni della provincia. Ora queste due feste sono celebrate nella
sola chiesa di Orria Pizzinna detta comunemente Santa Giusta e s’abba
e si celebrano una la domenica infra odara Axcensionis, l’altra la
prima domenica di settembre. Tutte e due le feste sono frequentate da
gran concorso di festaioli. La chiesa sta aperta tutti i giorni vi è un
romito a custodia con case apposite e con case per il clero che ora sono
un pò cadenti. Ha una cartella di rendita perché possedeva dei beni.
L’altare è di marmo fatto dallo scultore cav.Sartorio costrutto nel
1895 due anni dopo il mio ingresso in questa parrocchia. La statua è
alta un metro e venti rinnovata dai fratelli Clemente di Sassari a spesa
del prof. Falchi nel 1896, è coronata con diadema ducale d’argento,
ed ha una palma bellissima in mano pure d’argento. Vi esiste una
reliquia di Santa Giusta però senza autentica è dichiarata insigne dal
nostro Arcivescovo perché è un pezzo d’osso del braccio lungo 15 cm.
La chiesa sarà lunga un trenta metri e alta un quindici o venti metri.
Sotto al Presbiterio che è alto un dieci metri dal suolo trovasi una
fonte perenne che mai è venuta meno. Quest’acqua trovasi chiusa in
uno scavo nella roccia viva
di un metro e mezzo di circonferenza, poi in apposito canale chiuso
attraversa la chiesa e si scarica nell’angolo esterno a destra
alimentando tre molini idraulici. Il sito è incantevole e tutte le
scampagnate dei paesi vicini si fanno a questa chiesa. Quando pubblicherà
la vita mi farà grazie di mandarmene alquante copie. Le prometto che ne
acquisteranno molte copie in questo paese tanta è la venerazione che
hanno tutti per la Santa. Io vado sempre con piacere per visitarla
quantunque disti un ora e mezzo dal paese; tratto tratto vi celebrano
messe i devoti e vi accorrono anche i preti da lontani paesi. Ecco
quanto le so dire di Santa Giusta. Mi permetto d’acchiuderle una copia
dei gaudi che si cantano nella chiesa. Intanto la saluto di cuore e mi
creda di Lei Dev.mo servo Sac. Giuseppe Calvia Parrocco.
Ringrazio di cuore le
seguenti persone che mi hanno aiutato nella ricerca: Pierina, Andreina
dr.ssa Sechi, don Paolo Ghiani. |
Chiaramonti: interno della chiesa di Santa Giusta, dove sono esposte due statue della Santa. Cenni storici:
reliquia di Santa Giusta, Chiaramonti. |
Cenni storici e leggende. I
primi scritti sulla testimonianza cristiana di S. Giusta, insieme a
molti libri sacri e agli "Atti dei martiri", sono stati
probabilmente distrutti al tempo della persecuzione dell'imperatore
Diocleziano nei primi anni del IV secolo. Le notizie che sono giunte
fino a noi sono il frutto di una trasmissione orale nei secoli. Solo nel
1616 un canonico arborense Antonio Martis scrisse in lingua spagnola un
libro su S.Giusta, dicendo di aver attinto le notizie da un antichissimo
manoscritto latino ritrovato negli archivi della cattedrale di Oristano.
Questa "biografia leggendaria" del Martis fu tradotta in
italiano e data alle stampe nel 1911 dal sacerdote Serafino Sanna, già
parroco di S. Giusta. Da queste fonti popolari e leggendarie si possono
raccogliere alcune note biografiche della Santa. S. Giusta nacque in
Eaden - Othoca (ora Santa
Giusta) al tempo dell'imperatore Adriano (117-138). Sua madre si
chiamava Cleodonia, e pare fosse di ricca e nobile famiglia.
L'abitazione di Cleodonia era sita nei pressi dell'attuale Basilica.All'età
di dodici anni cominciò a frequentare le riunioni di catechesi tenute
dal presbitero (o vescovo) Ottazio (Octaten) e aderì subito con entusiasmo al cristianesimo.Dallo stesso
sacerdote Ottazio ricevette il battesimo e cominciò a professare
apertamente la fede cristiana.Sua madre Cleodonia, fervente pagana, si
oppose alla conversione della figlia Giusta e ne ostacolò con ogni
mezzo la fede e la partecipazione alla vita della piccola comunità
cristiana. Ma invano. Allora, dice la tradizione popolare, la rinchiuse
nel sotterraneo della sua casa (corrispondente, come sito, all'attuale
cripta della Basilica) ricorrendo anche a inaudite violenze fisiche.Ma
Giusta non cedette né alle violenze né alle lusinghe della madre e
rimase ferma nell'adesione alla fede cristiana.Nel frattempo due ancelle
di Cleodonia, Giustina ed Enedina, vista la serena e coraggiosa
testimonianza di Giusta, abbracciarono anch'esse la fede cristiana e
furono il confronto ed il sostegno di Giusta.Le fonti della
"biografia leggendaria" e della tradizione popolare a questo
divergono.Alcune dicono che Cleodonia stessa, inviperita
dall'atteggiamento sereno e risoluto della figlia, la denunciasse al
magistrato, insieme alle ancelle Giustina ed Enedina, come cristiana. Il
magistrato, constatata la irrevocabile adesione alla fede cristiana
delle tre ragazze, le avrebbe fatte uccidere mediante
decapitazione.Altre fonti dicono che Cleodonia, visto inutile ogni suo
tentativo di far recedere la figlia dalla fede cristiana, morisse di
crepacuore e che Giusta riprendesse con maggior fervore e con
particolare attenzione verso i poveri e gli umili, la pratica della vita
cristiana.Ma un giovane pagano, nobile e ricco di nome Claudio,
l'avrebbe richiesta in sposa, ed avendone avuto un netto rifiuto, perché
Giusta si era consacrata totalmente a Cristo, avrebbe cominciato a
perseguitarla e avrebbe anche tentato di rapirla con l'aiuto di maghi e
stregoni.Ma Dio era al suo fianco per proteggerla, e tutti i tentativi
di Claudio non approdarono a nulla. A questo proposito la leggenda dice
che gli stregoni di Claudio, già sulle tracce di Giusta, furono sviati
da una nebbia fittissima e non riuscirono a portare a compimento il
progetto del rapimento (la spiegazione della nebbia di alcune mattinate
di maggio). Poco
dopo, al tempo della costruzione del ponte romano sul Tirso, presso
Oristano, fu edificata sulla tomba della santa una cappella dove i
cristiani si riunivano per pregare e per ravvivare la fede nel suo
ricordo.In epoca posteriore, per impedire che i resti mortali di S.
Giusta fossero profanati dalle tante incursioni saracene, furono
traslati a Cagliari e sepolti nella cripta della chiesa di S. Restituta.
Il
culto per la santa si diffuse anche in altri centri della Sardegna: alla
sola S. Giusta sono dedicate ben undici chiese, e feste in suo onore si
celebrano in molti paesi (Calangianus, Loiri, Gesico, Chiaramonti, Uta
ecc.).
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![]() Oristano: Immagine di Santa Giusta martire. |
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Foto della Basilica dedicata a Santa Giusta nel paese di Santa Giusta di Arborea. ![]() |
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Ss.
Giusta, Giustina ed Enedina martiri (inizio II sec.) La
martire sarda S. Giusta è sconosciuta
alle prime fonti agiografiche, ma il suo nome, con quello delle compagne
Della
vita delle tre sante non sappiamo nulla con sicurezza. La tradizione
afferma che esse versarono il sangue per Giusta
nacque ad Eaden (Othoca) e fu istruita nella fede dal sacerdote
Ottaten. La madre Cleodonia, pagana e nemi- Sullo
scritto del Martis sono stati fatti molti rilievi ed esso è
certamente falso. Non è stato tratto infatti da antichi mano- Secondo
il Lanzoni e il Delehaye, Giusta, Giustina ed Enedina sarebbero delle
martiri africane, il cui culto era diffuso L'antichità
del culto di S. Giusta è documentata
in modo inequivocabile dal fatto che alla città punica e romana La
nuova denominazione risale all'alto Medioevo come si può dedurre dal
fatto che un vescovo di S. Giusta, riportando In
quegli stessi anni venne dato inizio alla costruzione della cattedrale
della diocesi, che è tra le
maggiori e le più belle Il
culto della Santa non si limitava nel Medioevo al Campidano, e lo
dimostra il fatto che nel secolo XII i Camaldolesi Che
il suo nome fosse assai .diffuso in tutte le parti dell'Isola è
attestato dai condaghi: Justa appare 30 volte nel Le
Sante Giusta, Giustina ed Enedina sono patrone della diocesi di Ales Terralba-Usellus. 14 maggio. Festa popolare
nello stesso giorno (o nella terza domenica di maggio) a S. Giusta,
Calangianus e Uta.
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