<<<<< SOMMARIO


http://www.studifilologici.uniroma2.it/scheda_unali.html

Il libro col quale Lina Unali concorre al al Premio Dessi'2008.

 

LINA UNALI, nata a Roma da famiglia di origine sarda, è professore ordinario di
letteratura inglese a Roma Tor Vergata. Studi e insegnamento negli Stati Uniti (l'Università
a Washington a Seattle e Università di Harvard).

Docente di Letteratura americana presso l'Università di Cagliari (1969-198211' si è molto
 interessata ai rapporti intercu turali tra Asia e Occidente, soggiornando in In­dia, a varie
 riprese, dal 1980 al 1985 sotto gli auspici della Nehru University. Nel 1986 corsi di
Letterature moderne presso l'Università Nazionale di T aiwan; tre semestri presso l'Univer-
sità Nazionale Somala di Mogadiscio tra il 1981 e il 1990. Scritti sulla poesia di William
Carlos Williams (Mente e Misura, lo poesia di William Carlos William, Roma 1970),
su Marianne Moore (sulla storia religiosa della Nuova Inghilterra (Rivoluzioni a Harvard,
Firenze 1977); sulla scrittura autobiografica americana del 700 (Roma 1979); ha pubblicato
 i risultati della sua estesa ricerca sulle relazioni tra l'Asia e l'Occidente (Stella India, temi
 imperiali britannici, modelli di rappresentazione dell'India,
Roma 1993); ha curato
nel 2005 il volume Asia and the West, The Body the Gods; articoli su Jack Kerouac
(Il Ponte 1988), Italo Calvi no, D.H. Lawrence e Grazia Deledda. Ha tradotto per l'editore
 Laterza Continuities in Cultural Evolution di Margaret Mead.

Ha vinto vari premi letterari per la poesia, per la narrativa e un premio Lawrence per la
 critica.Si è dedicata allo studio poetico della Sardegna, basandosi principalmente sulle
fonti orali (11 seme dell'acero, Esperienze della Sardegna, Cagliari 1977); e in seguito
nel 1990 La Sardegna del desiderio (Ripostes).

 Il glossario del sardo logudorese di Lina Unali e’ gia’ stato caricato in babylon.com (Yehuda Road tra Gerusalemme e Tel Aviv).
http://info.babylon.com/gl_index/gl_template.php?id=11738

 

Brano tratto da Lina Unali, La Sardegna del desiderio, Ripostes, Salerno, 1991.
Indagini sulla regalità. 

Medioevo sardo. I giudici re del Logudoro venivano sepolti davanti all’altare. Costantino con la moglie Marcusa Degunale, variante del cognome giudicale, riposa nella basilica di Saccargia che la coppia aveva promesso alla Madonna se il desiderio di avere un figlio fosse stato esaudito. Chiesa a volte, avvolgente, non protesa verso l’alto, fu eretta nella zona della vacca pezzata, S’ACCA ARGIA, in basalti bianchi e neri, come le lane degli arazzi, due bande nere più ampie. 

Nel Libellus judicum turritanorum che ho letto nella biblioteca della Facoltà di Lettere dell’Università di Cagliari, si legge che Gunnari, figlio di Costantino e di Marcusa, perseguitò tanto i suoi nemici e coloro che gli si erano opposti che fece uccidere un proprio cugino davanti alla porta del castello del Goceano, nonché Atten di Pozzomaggiore, dietro l’altare della chiesa di San Nicolò di Trullas, la chiesetta abbandonata con le lesene in stile romanico, sul pendio di un colle tra Pozzomaggiore e Semestene.
Statue del Medioevo.
Stesso mio cognome.

Quando Marcusa rimase vedova emigrò in Sicilia e lì è sepolta. Prima di morire fondò l’ospedale di San Giovanni d’Oltremare.
Sardegna medievale aperta.
Il cimitero di Pozzomaggiore a qualche chilometro da San Nicolò di Trullas serba l’eco di quei fatti. Gunnari se ne andò a Gerusalemme a espiare il suo assassinio nella cattedrale.
Scrive il Libellus: “E consideradu chi haviat fattu mali meda conta a Deus e su prossimu, deliberait de andare a Ierusalem a visitare su Santu Sepulchru e sos atteros logos santos”.

Oggi il cimitero è tutto fiorito, addobbato come un salottino. Dovunque mazzi di gladioli, di crisantemi, di zinnie. Vige il culto dei genitori e degli antenati. Vi si lancia un ponte con il passato.La chiarezza e la luminosità.

Ci si incontra tutti in pochi metri quadrati di terra. Il popolo erige tombe importanti per se stesso, le cosparge dei fiori della nuova crescita, le bagna, le ammorbidisce, le rende lucenti.
La chiarezza, la aconcettualità, la rinuncia.
Il silenzio del marmo, il silenzio del legno.

 (Il tema sarà sviluppato maggiormente in un libro che sarà intitolato Viaggio a Istanbul.)