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IL PARCO EOLICO DI CHIARAMONTI E LA FORTEZZA NURAGICA DI PUNTA DE S'ARROCCU.
(A tutto malandare, "vendiamo cara la pelle".Così invece che camminare scalzi ci facciamo tutti un paio di scarpe).

Antesignani: a sinistra, su mulinu de su bentu a Cudinarasa. Al centro e a destra i resti del vecchio mulino ad acqua di Badu Olta.

 

LA FORTEZZA NURAGICA DI “PUNTA  DE S’ARROCCU”.

 

La fortezza Nuragica di Punta de s'Arroccu: da sx a dx, ingresso a Dolmen a Nord, muro megalitico, e ingresso Sud. 
Arroccu=Irroccu, Irroccare=agabbare.Arroccare: muovere le truppe lungo linee interne al fronte.Mettersi al riparo in una posizione difendibile. Arrocco: mossa nel gioco degli scacchi, tra la torre e il re per dare a questo maggiore protezione.

 

LA FORTEZZA NURAGICA DI “PUNTA  DE S’ARROCCU”. 

La fortezza Nuragica di “Punta de s’Arroccu” (597.7m.l.m), si trova nel territorio di Chiaramonti, in quell’ampia regione, dai più, conosciuta comunemente come “Elighia” in Sassu Altu. La sua precisa localizzazione la pone entro il territorio di “su Laccu Segadu” che, confina a Nord con Codinas Limpias, a Sud con su Campu de Othieri, ad Est con monte Sassu (623.3mt), e ad  Ovest con monte Elighia (559.0 mt).

 La sua imponenza in termini di sviluppo e dei grossi monoliti che la costituiscono, ne fa un esempio di opera militare  ciclopica. E' di forma abbastanza irregolare e il muro di cinta che la costituisce, largo dai tre ai quattro metri, con ripieno di pietrame da riporto, non segue un disegno regolare, ma, dà l'impressione che voglia unire tutti gli spuntoni di roccia esistenti naturalmente, inglobandoli in un unico insieme più forte, più massiccio. I grandi massi poligonali di trachite e basalto, vagamente sbozzati, sono sistemati organicamente tra pietre più piccole talora bene abbozzate. Il muro è lungo diverse decine di metri e, partendo dal costone al confine territoriale col comune di Ozieri, si sviluppa a linea spezzata verso nord-ovest, con andamento vagamente curvilineo sull'altipiano, per poi tornare verso il costone più ad est, nuovamente verso il dirupo che, presenta un salto di qualche centinaio di metri.  A nord della fortezza vi è un ingresso che se non fosse inglobato nella muraglia si potrebbe definire quasi una tomba dei giganti, alto quasi due metri profondo 2.50, con grandi pietre trasversali che lo ricoprono come un dolmen  piattabandato. Proprio davanti a questo ingresso, distante di una decina di metri, si erge una seconda muraglia che si chiude a semicerchio sulla prima quasi a formare una sorta di atrio o antemurale, finalizzato ad una migliore difesa da eventuali incursori che potevano giungere dall'altipiano e mai dalla parte opposta in quanto in presenza del dirupo. Quasi diametralmente opposto, quindi a sud-ovest, un secondo ingresso di dimensioni più piccole e meno appariscente del primo ma di buona fattura.  Guardandolo di fronte si ha la sensazione di vedere il primo ma con ridotte dimensioni con a destra una piccola nicchia prima dell'ingresso. Vi si può giungere attraverso tre direttrici: la prima, la più facile e comoda, a piedi o in auto, preferibilmente un fuoristrada. Arrivati a Codinas Limpias, dirimpetto a Funtana Preideru, dopo aver percorso il rettifilo davanti alle vecchie case Rottigni di Elighia, e aver fatto cento metri dalla curva a destra, si prende il primo cancello sempre a destra,  seguendo con attenzione un sentiero, appena marcato, che si inerpica dolcemente verso sud. Nel percorso si incontrano diverse sorgenti di acqua, (benas Ierritzas), che hanno creato un sub strato adatto a diverse flore endemiche come lo zafferano, (crocus minimus)=zafaranu aresthe , e alcune varietà di orchidee. Il sentiero si ferma ad un centinaio di metri dalla fortezza che, appare quasi di incanto in direzione sud. Il secondo percorso si fa partendo dalla grande quercia quasi prospiciente le vecchie case coloniche di Elighia. Guardando ad est si deve affrontare il grande muro di rocce antistante, e scalarle  seguendo con attenzione dei piccoli camminamenti, lasciati da capre e maiali selvatici. Dopo duecento metri si arriva sull’altipiano dove si deve continuare tra grandi e intricate piante di cisto e asfodelo. Il terzo percorso sempre partendo dalla grande quercia davanti la casa colonica ex-Rottigni si diparte dritto verso sud,  costeggiando le rocce, avendo come riferimento il crinale a gobba di Eleghia. Da qui si deve affrontare una salita ripida che s’inerpica tra grosse rocce e piante di leccio  modellate dal vento fino al pianoro. Si giunge dal lato sud della fortezza davanti all’ingresso più piccolo.

     

Descrizione generale della zona in termini archeologici: prendendo come punto centrale di riferimento la fortezza di punta de s'Arroccu, distante in linea d'aria 750 metri, troviamo ad Ovest nuraghe Elighia I°, sul cocuzzolo del monte omonimo 559.0 m.l.m,.Distante in linea d'aria 800 metri, più a valle l'altro nuraghe Elighia II° a 532.8 m.l.m. In linea con questi due in direzione Nord-ovest una tomba dei giganti. Piu a valle distante mille metri circa e sempre in direzione Ovest un terzo nuraghe Tinnaru a quota 512 m.l.m. Dal punto di vista geomorfologico si fa riferimento al Miocene inferiore medio e Oligocene superiore: attualmente a Codinas Limpias, zona dove sorgerà il parco eolico, si trovano diverse cavità naturali che da un primo esame non paiono abitate dall’uomo in alcuna epoca.

Dall'allegato A alla delibera del C.C di Chiaramonti, n° 8 del 18/04/2008, ho cercato di localizzare l'area destinata al parco eolico e dentro di essa le singole postazioni, ma pur conoscendo bene il luogo e con qualche conoscenza di topografia, ho incontrato delle difficoltà dovute alla scala di riduzione, troppo grande, e alla evidenziatura quantomeno grossolana della cartina dell'IGM fornitami.Gli amministratori farebbero bene a salvaguardare il nostro patrimonio archeologico e architettonico da distruzioni e manomissioni, quantomeno nel caso specifico, costruendo il parco eolico a ragionevole distanza. Fatto questo, chiedere una cifra congrua (molto più grossa di quella derivante dall'attuale accordo), alla società costruttrice,anche per finanziare eventuali progetti di ricerca e di studio del territorio,  visti gli introiti milionari delle stesse.