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| NOT(e)E D'AUTORE | ||
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| andreasigona@hotmail
www.andreasigona.com scarica nuova canzone e dona un euro per la costruzione dei pozzi d'acqua in Africa. |
info: galleurob@tiscali.it
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![]() Una segnalazione particolare ai compaesani Annamaria Cossu, (nella foto insieme a Marino Severini) e a Manuel Casella che insieme al cantautore Franco Sechi hanno contribuito a rendere la serata piacevole. La foto è di Luca Vitali. |
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Gli artisti quando sono sul palco assumono la veste dello spettacolo: devono apparire e mostrare quello che il loro pubblico si aspetta da loro.Dietro il palco sono persone comuni | ![]() |
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Carissimi amici di XXL tutti, devo subito dire che la manifestazione è riuscitissima: alla GRANDE. Non avete mancato su niente. Una bella serata musicale....e di qualità! Vi siete contraddistinti per la gentilezza e la serietà sugli impegni di cui vi state facendo carico, da qualche anno a questa parte. La mattina presto del giorno dopo, ho visto la piazza che era tutto un dire, e solo qualche ora dopo vi ho visto tutti insieme a ramazzare e a ordinare. Ho parlato con gli artisti prima dell'esibizione e ciò che più li ha colpiti è il calore dell'accoglienza di tutti, di voi XXL in particolare. La macchina organizzativa di XXL è condotta da bravi autisti, ma come tutte le macchine va sempre oliata e messa a punto per ottenerne le migliori prestazioni, per esempio evitando concomitanze con manifestazioni di paesi del circondario.Tutto alla perfezione, noi che siamo tanto imperfetti. |
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Chi sono I GANG:Sono un gruppo rock marchigiano , formato dal nucleo storico dei due fratelli (laureati in giurisprudenza) Sandro e Marino Severini, entrambi nativi di Filottrano (AN) e la partecipazione di altri musicisti di notevole spessore artistico. All’inizio della loro carriera, e grazie all’esperienza maturata a Londra, in stretto contatto con la scena sociale e musicale della capitale inglese, vicino ai disoccupati ed emarginati della periferia cittadina, assunsero come proprio modello il gruppo dei Clash .
Rientrati in Italia, incominciano un lungo periodo di repertoriazione .
I primi pezzi vengono composti direttamente
in lingua inglese con tematiche e musicalità riprese da due album fondamentali
dei Clash, London Calling del 1979 e il successivo Sandinista.Nel 1984
i Gang decidono di far uscire un album autoprodotto. Si tratta di “Tribes’
Union”, comprendente otto brani scritti certamente sotto l’influenza dei
Clash, ma nel quale si nota anche la crescente influenza del musicista inglese Billy
Bragg.L’album viene accolto entusiasticamente dalla stampa specializzata e
anche se i testi sono in inglese e con forti tematiche, qualcuno comincia a
parlare di evento culturale e timidamente di vero rock italiano.Nel
1986 esce il loro secondo LP, “Barricada
Rumbe Beat” sempre in inglese e ancora più esplicito nei testi, ma
qualcosa gradualmente è cambiata, il ritmo si contamina, appaiono cadenze
derivanti dal Rhythm’n’blues e i Gang si avvicinano maggiormente alla
tradizione popolare accostandosi anche al Dub, alla Black music e alla realtà
sociale afroamericana.Nel 1989 esce
un album interlocutorio, “Reds”,
lo stesso anno firmano un contratto, ma con la clausula di godere di nessuna
interferenza esterna e della più ampia libertà di espressione, assicurando nel
contempo la necessaria distribuzione.I gang si schierano a favore di ogni lotta
civile e si esibiscono insieme ad artisti e gruppi come i Pogues, Blasters, Jesus and the Mary Chain ed infine con lo stesso Billy
Bragg.La svolta si ha all’inizio degli anni 90, quando i fratelli Severini decidono di comporre in italiano, perché vogliono essere più
diretti e perché per denunciare degrado, situazioni sociali e politiche non si
può prescindere dalla madre lingua.Anche dal punto di vista musicale i tre
album che seguiranno, Le Radici e le
ali(1991), Storie D’Italia (1993) e
Una Volta per sempre(1995) risulteranno influenzati dalla tradizione
popolare e possono essere annoverati tra i migliori album del cosiddetto Folk
Rock italiano, inserendo una chitarra acustica a dodici corde, violino,
fisarmonica, armonica, fiati ed anche una banda di paese.Si sviluppa nel
contempo un nuovo rapporto dei Gang con l’arte e il loro percorso individuale,
cominciano ad essere attratti dall’epica e dalla poesia narrativa, sviluppando
così la metafora e il linguaggio profetico come antidoto alla perdita della
memoria individuale e collettiva, uno dei mali della società italiana.Così nel
1997 nasce l’album “Fuori
Controllo”, i Gang ritornano alla classica struttura rock – basso,
chitarre e batteria e dedicano il lavoro a personaggi della storia del nostro
Paese, visti come eretici, appunto come “fuori controllo” : ci sono Giordano
Bruno, Davide Lazzaretti, Pier Paolo Pasolini, don Giuseppe Puglisi (il parroco
palermitano ucciso dalla mafia) Nicola Sacco, Ilaria Alpi e Santa Maria Goretti
.Nel 2000 pubblicano l’album “Controverso”,
mantenendo la stessa struttura rock, sentendosi sempre
legati alle proprie radici e alla teologia della liberazione, tenendo conto
dello sviluppo economico dell’Italia e delle diverse contraddizioni generate
nel Nord e nel Sud.Nel 2001 nasce il
progetto Gang con i Modena
City Ramblers congiungendo due generazioni di combat – folk – rock . I due gruppi
iniziano una lunga tournee e
indimenticabile rimarrà la serata
del 25 aprile a Macerata in una piazza Mazzini stracolma di oltre 6000
persone.Nel 2002 fanno girare in rete
una canzone clandestina , “All’ultimo sangue” regalata al movimento per la
pace, contro ogni guerra.Nel 2004
lavoreranno con il gruppo marchigiano di ricerca e canto popolare denominato
“La Macina”, con i quali continua una costante collaborazione artistica.Nel 2006
infine è la volta dell’ultimo album,
“Il Seme e la Speranza”,
registrato in casa per permettere a Paolo Mozzicafreddo, batterista dal 1997, già
malato, di partecipare alle registrazioni. Morirà il 19 giugno 2006 all’età
di 31 anni.E’ ora sostituito da Piero Montecchiari.Il disco è dedicato al
lavoro della terra e realizzato in collaborazione con la Regione Marche. Lo
spirito dell’album è quello della testimonianza storica delle radici
contadine del nostro Paese o meglio dedicato all’”umanesimo contadino”
come ama dire Marino Severini durante i concerti.