A CESARE QUELLO CHE E' DI CESARE,  A........

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A drestha e a manca: Carrel'e cheja de Santu Matteu. Sutta sa chejareddha de Santa Justha

A Cesare quello che è di Cesare, a Dio quello che è di Dio.

 

In una lettera aperta al signor sindaco del Marzo 2008, si prendevano in esame i lavori di rifacimento dell’acciottolato nel nostro centro urbano e nella chiesetta campestre di Santa Giusta. In essa si lamentava da parte dello scrivente, la poca attenzione posta in essere nell’eseguire quei lavori, e riferita in particolare, all’abbattimento delle barriere architettoniche come prevede la Legge 9 Gennaio 1989, n°13. Seppure tardivamente e col capo cosparso di cenere devo riconoscere i giusti meriti, e  i diritti delle persone e degli uffici ai quali ho fatto riferimento, in quanto eventuali colpe da me adombrate in quella occasione così non sono. Infatti i lavori in questione e i relativi progetti non dipendono dal comune, ma da altri enti che sovrintendono ognuno nel proprio ambito, e non sempre sono ligi al dovere e all’osservanza delle leggi vigenti in materia. Cosa invece che devo pubblicamente riconoscere all’ufficio tecnico del comune di Chiaramonti, egregiamente diretto dal geom. Canalis, persona competente e particolarmente sensibile alle tematiche legate all’handicap, e al suo collaboratore geom.Canu.
Vero è che la Pubblica Amministrazione e la moltitudine di Enti esistenti, talvolta inutili,viaggiano a compartimenti stagni e su binari ancora a scartamento ridotto. Lacci e laccioli impediscono tra loro, una sana e costruttiva collaborazione,  finalizzata alla trasparenza e alla velocità di esecuzione delle opere. E’ vero anche, che sotto alcuna forma comunicativa,  pubblica o privata, l’amministrazione, nella persona del sindaco o dell’assessore competente si sia sentita in dovere di rispondere. Forse, si è in altre faccende affacendati e i perditempo non sono graditi. Giaiju naraiat “ pessa male chi inzesthas”. Cordialmente Mario Unali.