INVENTARIO
DEI SITI ARCHEOLOGICI DELLE CULTURE PRENURAGICHE, NURAGICHE E ROMANE, ATTESTATE DALLA
RICOGNIZIONE NEL TERRITORIO DI CHIARAMONTI. |
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Essi
sono testimoni degli antichi progenitori, arditi nelle costruzioni ciclopiche, di poderosi
megaliti che emanano rispetto e sacralità a chi li osserva, parchi nelle architetture,
svettanti nel cielo con armoniche fattezze. E ancor prima nel tempo, le domus de janas, le
tombe dei protosardi, di cinque sei millenni fa, dove i defunti con accanto le loro
suppellettili tornavano al grembo della Madre terra coperti di ocra,che simboleggiava il
sangue e con la speranza che si rigenerassero. Oggi, per la gente comune, esse
sono le case delle fate, abitate da misteriose streghe non sempre buone, qualche volta cattive, che la credenza popolare
suscita e anima nel contesto di lunghi racconti, tramandati oralmente dai più vecchi alle
nuove generazioni presso il focolare. Seguono le tombe dei giganti, alcune con pietre a taglio, altre con pietre isodome con lastroni ciclopici di copertura, taluni con l'esedra altri senza. Non di rado ci si ritrova davanti a un dolmen, ad un betilo, ad un menhir, ad una fortezza prenuragica, ad un circolo cerimoniale di grandi o piccole dimensioni, o ancora ad un tempietto tipo megaron greco.
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Si
puo camminare per ore tra campi ondulati e fertili, per declivi impervi e irti,
passando dagli 86 metri di "Runda e Suerzones" (73 m.l.m ai piedi della cascata
di Moronzanos) ai 638 metri di "punta Rittia" a Sassu Altu. Il territorio comunale si
estendeva fino a qualche anno fa per oltre 111 Kmq, poi, con la costituzione del nuovo
comune di Erula ne sono stati ceduti circa13, per cui attualmente la circoscrizione
comunale comprende 98 Kmq. All'interno
di profondi canaloni che le acque nei secoli hanno scavato tra rocce trachitiche e basalti
bruno-scuri si sono determinati dei microclimi che hanno consentito la vita ad essenze
rare e a specie locali di insetti e di altri animali. Non
si può che essere appagati della grande quantità di fiori e di funghi, che
nascono nel sottobosco tra felci e muschi, e licheni umidi di rugiada, che sciolgono i
sali del terreno, a creare umori e profumi. OGNI
SITO E' CORREDATO DA UNA SCHEDA TECNICA IDENTIFICATIVA CHE NE RIPORTA ALCUNI DATI. |
E' così, che movendoti da un
estremo all'altro del territorio, ci si imbatte
facilmente in uno dei cento e più nuraghi, disseminati non in maniera omogenea,
secondo regole inconciliabili di razionali e moderni ragionamenti, o in una tomba dei
giganti o in una delle delle tante domus de janas o ancora in un betilo o in un circolo
cerimoniale di pietre fitte. Le costruzioni quindi appaiono edificate, quasi in luoghi casuali che apparentemente non presentano
tra di loro dei motivi o dei tratti di unione collegabili ad un obiettivo comune. I
nuraghi posizionati talora sulle alture come sentinelle, talora su piccoli balzi all'interno di fertili vallate o anche su dolci
declivi, restano muti testimoni di una grande
civiltà mediterranea. Non deve certamente sfuggire al
ricognitore che ciò che influenzò gli antichi costruttori furono certamente motivi
razionali di ordine tecnico e materiale, ma, anche motivi religiosi che spesso sfuggono a causa del loro mistero. Passando ad elencare i nuraghi visitati e dei quali in appendice sinseriranno delle schede possiamo proporre questo catalogo. continua pag.3>>>>>> |
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