INVENTARIO DEI SITI ARCHEOLOGICI DELLE CULTURE PRENURAGICHE, NURAGICHE E ROMANE, ATTESTATE DALLA RICOGNIZIONE NEL TERRITORIO DI CHIARAMONTI.
DA MARIO UNALI

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 Essi sono testimoni degli antichi progenitori, arditi nelle costruzioni ciclopiche, di poderosi megaliti che emanano rispetto e sacralità a chi li osserva, parchi nelle architetture, svettanti nel cielo con armoniche fattezze. E ancor prima nel tempo, le domus de janas, le tombe dei protosardi, di cinque sei millenni fa, dove i defunti con accanto le loro suppellettili tornavano al grembo della Madre terra coperti di ocra,che simboleggiava il sangue e con la speranza che si rigenerassero.

Oggi, per la gente comune, esse sono le case delle fate, abitate da misteriose streghe non sempre buone,  qualche volta cattive, che la credenza popolare suscita e anima nel contesto di lunghi racconti, tramandati oralmente dai più vecchi alle nuove generazioni presso il focolare.

Seguono le tombe dei giganti, alcune con pietre a taglio, altre con pietre isodome con lastroni ciclopici di copertura, taluni con l'esedra altri senza. Non di rado ci si ritrova davanti a un dolmen, ad un betilo, ad un menhir, ad una fortezza prenuragica, ad un circolo cerimoniale di grandi o piccole dimensioni, o ancora ad un tempietto tipo megaron greco.

 

 

Si puo’ camminare per ore tra campi ondulati e fertili, per declivi impervi e irti, passando dagli 86 metri di "Runda e Suerzones" (73 m.l.m ai piedi della cascata di Moronzanos) ai 638 metri di "punta Rittia" a Sassu Altu.

Il territorio comunale si estendeva fino a qualche anno fa per oltre 111 Kmq, poi, con la costituzione del nuovo comune di Erula ne sono stati ceduti circa13, per cui attualmente la circoscrizione comunale comprende 98 Kmq.

All'interno di profondi canaloni che le acque nei secoli hanno scavato tra rocce trachitiche e basalti bruno-scuri si sono determinati dei microclimi che hanno consentito la vita ad essenze rare e a specie locali di insetti e di altri animali. Non  si può che essere appagati della grande quantità di fiori e di funghi, che nascono nel sottobosco tra felci e muschi, e licheni umidi di rugiada, che sciolgono i sali del terreno, a creare  umori e profumi.
Il dolmen di Punta Corrales.

OGNI SITO E' CORREDATO DA UNA SCHEDA TECNICA IDENTIFICATIVA CHE NE RIPORTA ALCUNI DATI.
Una parte di queste schede a titolo di prova sono pubblicate in questo sito.
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E' così, che movendoti da un estremo all'altro del territorio, ci si  imbatte facilmente in uno dei cento e più  nuraghi, disseminati non in maniera omogenea, secondo regole inconciliabili di razionali e moderni ragionamenti, o in una tomba dei giganti o in una delle delle tante domus de janas o ancora in un betilo o in un circolo cerimoniale  di pietre fitte. Le costruzioni quindi appaiono edificate, quasi in  luoghi casuali che apparentemente non presentano tra di loro dei motivi o dei tratti di unione collegabili ad un obiettivo comune. I nuraghi posizionati talora sulle alture come sentinelle, talora su piccoli balzi  all'interno di fertili vallate o anche su dolci declivi, restano  muti testimoni di una grande civiltà mediterranea.

Non deve certamente sfuggire al ricognitore che ciò che influenzò gli antichi costruttori furono certamente motivi razionali di ordine tecnico e materiale, ma, anche motivi religiosi che spesso  sfuggono a causa del loro mistero.

Passando ad elencare i nuraghi visitati e dei quali in appendice s’inseriranno delle schede possiamo proporre questo catalogo.

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