da Io non Mollo a Boia chi Molla

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Ho assistito in diretta TV alla modesta manifestazione del PDL del 4 agosto 13, in via del Plebiscito a Roma a favore di S.B. I poco più dei quattro gatti che si sono presentati hanno fatto fare una pessima figura al loro leader che già di suo ci ha messo tanto puntualizzando che lui è quì, che non va via e che non molla. Boia chi molla allora? I suoi ministri attualmente in carica col governo delle larghe intese di Letta hanno pensato bene di starsene nascosti perchè giustamente ha evidenziato l'omino sul palco che l'Italia ha bisogno di questo governo e che i suoi affari personali con la magistratura non devono interferire con l'azione governativa. Ma bravo l'uomo politico che ha a cuore i problemi degli italiani. Ma si sa che i nani, avendo il cuore troppo vicino al buco del culo, sono cattivi. Mi scuso coi nani veri, che hanno piena dignità e per questo li adoro. Dicevo tra battute di senso di responsabilità e di io me ne fotto, del tipo bastone e carota, il nostro, è andato avanti con minacce nemmeno tanto velate contro il governo e i magistrati proponendo tesi insulse di buon governo e pregevoli suggerimenti al quirinale per eventuali Grazie. Dal palchetto (  in via del Plebiscito, ma vorrà dire qualcosa?) tirato su senza autorizzazione comunale, da dove a parlato il piccolo ometto agli altri sparuti lillipuziani, sono partite invocazioni di aiuto, ma come è solito fare il Cav, anche dichiarazioni di guerra. Tra la folla piccoli fazzoletti malescritti e stendardi di rozza maniera inneggiavano a S imperatore e al gran fornicatore mai domo. Quello che mi ha dato molto fastidio, ma poco conta, è l'utlizzo dell'inno di Mameli che ha accolto l'ingresso del presidente che tra l'altro non ha perso tempo a riportare tutto sul suo recente caso. «Vi devo dire, guardandovi negli occhi come ho fatto con i giudici, che io sono innocente!», ha detto Silvio Berlusconi dal palco in via del Plebiscito. Ha rivolto un duro attacco alla magistratura, arrivando a dire che quanto sta accadendo é tipico «dei regimi». Il motivo, spiega, è semplice: «una parte della magistratura è fortemente ideologizzata e politicizzata e lo dichiarano in chiaro. Ci sono alcuni aderenti che sono segreti perché non dicono a quale associazione appartengono e sono convinti di dover usare il loro temuto potere per toglierlo ai cittadini per aiutare il popolo ad avere la democrazia che, secondo loro, c'è solo se c'è la sinistra al governo». La magistratura, ha detto Berlusconi, «ha tentato di buttarmi fuori per 20 anni dalla politica, ora hanno raggiunto il loro traguardo». Ha detto di essere passato in questi giorni «attraverso le giornate più dolorose» della vita. Ha sottolineato di aver «ripensato a quello che ho fatto come figlio, padre, cittadino e servitore dello Stato, ma mi vedo attraverso le sentenze di questa magistratura come in uno specchio che rimanda un'immagine deformata, che non é il vero Berlusconi. Io sono innocente, non c'é mai stata una falsa fatturazione a Mediaset».  

 

manifestazione-pdl2.jpg (25219 byte) Non è B. che mi fa paura ma il berlusconismo dei berluschini che lo votano e dei vecchi cattocomunisti che lo appoggiano per perpetuare il potere della casta cui appartengono senza distinzione politica ma per mera appartenenza alle famiglie dei privilegiati.