- Premesso che gli storni, insieme a tutti gli altri esseri viventi del mondo vegetale e
animale, fanno parte di catene alimentari assai complesse, ma, tutte utili e intrecciate
insieme, nel grande "puzzle" che è la natura, ricca di biodiversità, tutte
difendibili e tutte importantissime.
- Considerato che siamo contro la caccia e la eliminazione di qualsiasi essere vivente,
nel caso specifico gli storni.
- Visto il disagio provocato alla popolazione, bambini in particolare, dal numeroso guano
prodotto da questi volatili durante la sosta notturna negli alberi dei giardini pubblici.
- Preso atto che costituiscono grave pericolo per la salute del cittadino, e concorrono
alla diffusione di gravi malattie.
Constatato che diversi amici non possiedono il pc e che non possono
partecipare al sondaggio di www.patatu.it ( Chiaramonti:
per risolvere definitivamente i gravi problemi igienici causati dagli storni che, a
migliaia, hanno colonizzato gli alberi dei giardini pubblici, l'amministrazione comunale
dovrebbe.............. ), e che archeologosardos aveva in passato già segnalato
questo disagio (vedi archivio Noas e Betzas pagina 44)
si suggeriscono
a integrazione del sondaggio proposto da patatu.it, e, a chi di dovere, alcune
soluzioni che lo scrivente ha raccolto, interloquendo con un gruppo di amici, presenti
diversi ragazzini, che hanno detto la loro:
- Ridurre la chioma degli alberi, abbassandola e sfrondandola, praticamente facendo una
potatura energica.
- Eliminazione degli alberi (pini) e mettendo al loro posto dei cippi che ricordino con
una targa in bronzo o altro metallo i caduti in guerra (poichè questa è la motivazione
della loro messa a dimora). Questi, possono essere sostituiti da semplici pietre, meglio
rocce al naturale di basalto o trachite, facilmente reperibili nel nostro territorio, o
anche, meglio, se trattasi di pietre betiliche, anch'esse numerose nel nostro territorio,
e allineate lungo il margine ad est che degrada a "Funtana Noa".
- Restando tutto come allo stato attuale, si potrebbero legare delle lenze ai rami più
alti e più fragili (posatoi), che scendono ad altezza di uomo e sono rese visibili da
bandierine colorate, arricchite da messaggi, tipo......."ci spiace disturbare il
vostro sonno ma noi vogliamo giocare coi nostri giochi"etc.Queste saranno
tirate, mettendole in tensione, con leggeri strattoni e provocheranno di conseguenza
scossoni ai rami dove si posano gli storni.
- Eliminare in un primo tempo solamente i grandi pini, riducendo energicamente la chioma
dei lecci. I lecci producono subito rametti nuovi che rinnoverebbero tutta la fronda. Il
taglio dei grandi alberi, anche in considerazione che il rapporto, piante / superficie,
destinata a parco pubblico è troppo elevata.I rimanenti alberi di leccio coprirebbero in
poco tempo lo spazio, momentaneamente lasciato vuoto dai pini, per produrre nuova ombra
già dalla prossima estate.

Il campanile e il tetto della parrocchia di San Matteo sono il punto di
raccolta principale della sera: si fa il punto della situazione, ci si scambiano
informazioni sulle zone più o meno ricche di cibo, si amoreggia e si combatte per la
conquista delle femmine e per posti di vigilanza e sicurezza contro i rapaci sempre
all'erta che arrivano da Conca'e Costhe.Poi si va a dormire sugli alberi dei giardini
pubblici.