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20 Agosto 07

Ai giardini pubblici, io personalmente ci sono molto affezionato e, credo la maggior parte dei chiaramontesi. Costituiscono insieme ai pochi locali pubblici il principale centro di aggregazione della popolazione e sono quasi sempre al centro di manifestazioni e sagre varie. Sono come dire, il biglietto da visita di presentazione del paese e, proprio per questo motivo, meriterebbero maggiore attenzione. Possibilmente da parte di persone esperte nell'arte del bello, per esempio, non sarebbe male un bravo architetto che, curerebbe le strutture, ingresso, recinzione, illuminazione e per l'arredo in generale.
Nel tempo quasi tutte le amministrazioni si sono cimentate nel fare e rifare ciò che la precedente aveva già rifatto,credo onestamente, e lo dico con garbo, senza troppe pretese del "gusto del bello" spesso e volentieri cadendo nel cattivo. Ma non è di questo che volevo disquisire quanto del fatto che la recente nastratura per cantiere,  dell'area del grande pino, fa pensare che sia giunta l'ultima ora per i due grandi pini che danno segnali gravi di instabilità statica.
La messa in sicurezza dei visitatori, sempre numerosi i bambini e i vecchi,
  ha priorità assoluta, su tutte le altre eventuali che potrebbero sorgere.Chi li mise a dimora non sapeva certamente molto di colture arboree ma si sa che le piante troppo vicine fanno a gara a cercare la luce necessaria per la fotosintesi clorofilliana. Ed è ciò che ha fatto il pino più vicino alla vasca che sfidando le leggi della fisica ha portato il suo baricentro talmente fuori della proiezione della sua chioma da decretare da solo la sua fine. Sempre che non si voglia mettervi dei tutori lignei  o altro tipo di impalcatura che ne sorreggano il peso anche in previsione di una nevicata che ne aumenterebbe a dismisura il medesimo.
Sotto: la fontana al centro dei giardini pubblici e, subito dietro i pini candidati al taglio. Sopra al centro: Preparazione della cerimonia di inaugurazione del monumento ai caduti nel 1926. Sotto: i giardini negli anni 50/60
L'amministrazione comunale guidata dal sindaco G.C.Cossu è chiamata a cimentarsi con  idee nuove. I risultati, quali che essi siano, saranno sottoposti alle critiche della gente. Io spero tanto che sia finita l'era del "fai da te" del geometra di turno o del capomastro, e che negli interventi pubblici vi sia maggiore dignità e responsabilità, dando il progetto a chi lo sa fare non dimenticando di abbattere il maggior numero di barriere architettoniche, per rendere il bene comune fruibile a tutti i cittadini.

21 Agosto 07: la piazza a mattina inoltrata si è riempita come d'incanto di persone: molte, quelle solite ma, cospicuo il numero di quelle che partecipano, solo agli eventi. Perchè di un evento si è trattato. Una nutrita squadra di persone, dipendenti comunali e altri in odore di "specialisti" hanno fatto man bassa di rami e branche di pino e di  leccio. Un restiling tutto sommato necessario ma fatto senza criterio sotto lo sguardo del sindaco Cossu, dispensatore di consigli ai lavoranti e, saluti ai cittadini che non gli hanno lesinato l'offerta di  prodighi consigli e punti di vista in merito all'accaduto. L'intervento è finalizzato anche a diminuire il numero dei posatoi per gli storni e, conseguentemente a diminuire la quantità di guano che rendeva l'ambiente malsano per la salute dei cittadini ed in particolare dei piccoli che sono i più esposti e i maggiori fruitori del parco giochi. Chi ci ha rimesso le penne è il pennuto metallico che stava nel grande pino centrale, perchè investito da un ramo maldestramente tagliato e rovinatogli addosso, e che doveva rappresentare il falco, che  nella catena alimentare sta sopra gli storni. Chi invece ci ha rimesso la branca, è il pino, quello più vicino alla vasca, con le due branche prominenti, in quanto ne ha perso una. Ora è monco, ma al momento basta così. Più avanti si vedrà. Io credo che ci sarà il tanto, come detto prima, che la prossima amministrazione avrà anch'essa il suo da fare ai giardini.