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satira5rutellialemanno.jpg (11953 byte) STATO  DI    DIRITTO
satira6Romano-Prodi-Mortade.jpg (25915 byte)       E   DI ROVESCIO
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Satira e Libertà. 

Bisogna ammetterlo qualche volta ci si da dentro con forza forse un po’ esagerando. Prendersi un po’ in giro fa quasi parte del quotidiano, serve ad esorcizzare la paura derivante dai problemi e dalle difficoltà di ogni giorno, che a dire il vero non mancano. Se poi si proietta il tutto nel futuro dei figli e dei nipoti, in termini di lavoro e di sicurezza sociale, allora la paura diventa terrore. Il potere non ha mai tollerato la satira più di tutto quand’esso è rappresentato da un regime. La satira è linfa vitale per la democrazia, la tiene viva e attenta ai cambiamenti, catalizza in un certo qual modo tutti quei fenomeni evolutivi che coinvolgono in particolar modo il governo della cosa pubblica. Essa è come l’adrenalina nel corpo umano, che lo tiene vivo ed efficiente, caricandolo di positività. Nel passato i principi si circondavano di menestrelli e dei burloni di corte, che con acutezza cantavano e raccontavano storie al loro padrone, il più delle volte  prendendolo in giro. Il re si divertiva a discutere con Bertoldo, brutto e gobbo ma pieno di acume e di intelligenza, e utilizzava le sue “frecciate” per tirarne fuori cose sagge. Oggi, il potere è esercitato da persone poco intelligenti e quindi si circondano di compari, di persone che li devono assecondare o che ne condividono i profitti, in termini economici e d’immagine. Né critiche ne controlli, loro ricchi sempre più ricchi, gli altri, poveri sempre più poveri. Farei anche a meno di Santoro, ma Vauro fattelo tornare, a me le tue battute piacciono, e con me altri milioni di telespettatori. Te ne vai tu ce ne andremo in molti anche noi.Lo share è troppo forte, e tu ne fai tanto.Il potere mediatico di destra e di sinistra non ti abbandonerà mai. 

P.s: dimenticavo che mentre loro si arricchiscono, si arrogano, prevaricano, noi “poveri scemi”,  meno male non tutti, li votiamo tenendoli al potere. Ci consoliamo con qualche magra, talvolta irriverente vignetta. Mi rimane comunque un dubbio: quella volta berlusconi aveva ragione, ci sono un sacco di coglioni che si accompagnano a due a due a tante teste di minchia.