STORIA E TERRITORIO.

                             Il Territorio di Chiaramonti: un museo a cielo aperto.

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Le fotografie sono inserite senza un ordine definito: vogliono e devono testimoniare il grande apporto che possono dare allo studioso. Lo studio del territorio e la sua salvaguardia deve essere di stimolo alle istituzioni che il più delle volte sono assenti per la mancanza di fondi atti allo sviluppo e alla definizione di progetti mirati, ma più di tutto quando esse non possono e non vogliono vedere.

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Dopo i recenti studi e le metodiche ricerche sul campo eseguite dal dr.Gianluigi Marras, relativamente ai villaggi medievali nel nostro territorio chiaramontese, sono andato a rivedere quelle che erano state le escursioni condotte da archeologosardos negli anni passati, e in quelli più recenti insieme a gruppi di amici, il più delle volte da soli. Il materiale fotografico dei luoghi e dei reperti, raccolto in quelle occasioni è vario, e allo stato attuale si è dimostrato alquanto interessante. Esso è collocabile cronologicamente in diverse epoche o periodi, e, come le tessere di un mosaico, sono utili per definire più a fondo e in modo preciso, il quadro sociale e lo sviluppo economico-culturale di quelle genti, che via via si sono succedute. Il territorio di Chiaramonti è stato fortemente antropizzato fin dalle epoche più remote, infatti numerose sono le testimonianze lasciate da quelle popolazioni, che, trovando le condizioni climatiche adatte al loro sostentamento e di interi clan, vi si sono insediati stabilmente, sviluppando una cultura progredita anche sotto l'aspetto religioso.
La scuola è uno strumento di formazione che deve intervenire nell'educazione del minore, formandolo nel suo contesto storico e sociale. arch1meta.jpg (25763 byte) Le istituzioni locali oltre che difendere il territorio lo devono valorizzare facendone uno strumento educativo e didattico.
Piccoli pezzi di terracotta di tegole o coperture "cappuccine", fondi di vaso e manici con la scritta del proprietario, si inseriscono nell'ambiente a testimoniare la presenza di diverse culture.S'Erva Nana, Santu Pedru, Santu Servadore e la più nota Orria Pitzinna sono ricche di storia e di tanti piccoli tasselli che attendono dallo studioso la loro giusta collocazione.
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Le testimonianze sono numerose e tangibili: si va da semplici reperti in terracotta, a fondi di vasi e manici, che riportano il nome del costruttore o del committente. Reperti in vetro che fanno presumere la presenza fenicia, ma più di tutto alcune monete e vasi di pregevole fattura. Non di meno sono importanti quelle parti di oggetti che erano gli strumenti di uso quotidiano e che più di altri erano necessari nella molitura delle bacche o nella frantumazione e macinatura delle granaglie, per la preparazione del pasto quotidiano. Si può facilmente ipotizzare, ma questo deve farlo lo studioso, che gli strumenti finalizzati all'ottenimento di un determinato risultato, cambiarono forma e materiale (diversa tecnica e tecnologia), però mantenendo nei secoli la medesima funzione, ed esprimendo la relativa funzionalità rispetto all'ambiente e al contesto storico. Numerosi sono i casi di sincretismo e dunque di sovrapposizione di valori sociali e religiosi che hanno funzionato come integrazione e socializzazione e che hanno gettato le basi per una cultura di pace che sono le nostre radici. (m.u)
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Il materiale non può essere ulteriormente disperso. Anche semplici e normali gesti di vita quotidiana lavorativa mettono a repentaglio la loro presenza e conseguente scomparsa contribuendo al depauperamento ormai inarrestabile della nostra storia.