Linaunali111.jpg (7295 byte) Lina Unali.

Lina Unali è nata a Roma da genitori originari del Nord della Sardegna. La bisnonna materna, Maria Antonia Morla, era di origine spagnola e più precisamente andalusa di Jerez de la Frontera. La sua famiglia si era trasferita in Sardegna nei primi decenni dell'800. Il nonno materno era pittore, aveva studiato a Roma all'Accademia d'Arte. Il nonno e bisnonno paterni erano poeti. Di entrambi si conservano molte composizioni, alcune di grande valore artistico. Lina Unali ha cominciato a scrivere poesia a quindici anni e ha poi ripreso all'età di 19 anni quando frequentava i primi anni della Facoltà di Lettere presso l'Università di Roma.

L'attività di ricerca nel campo della Letteratura inglese, americana e italiana è nata negli stessi anni. L'interesse per la composizione poetica e per la ricerca sono sempre andate di pari passo, sono state sempre strettamente legate. L'una ha sempre rimandato all'altra. Ha insegnato negli Stati Uniti Letteratura Italiana presso l'Università di Washington a Seattle, usufruendo allo stesso tempo di una borsa di Studio Fulbright presso il Dipartimento di Inglese. Mentre insegnava presso l'Università di Cagliari dal 1969 al 1982, ottenne una seconda borsa Fulbright presso l'Università di Harvard. Successivamente ha insegnato per tre semestri, 1981, 1989 e 1990 a Mogadiscio presso l'Università Nazionale Somala. Ha soggiornato vari mesi in India dal 1980 al 1985 sotto gli auspici della Nehru University. Nel 1986 ha tenuto corsi presso l'Università Nazionale di Taiwan, Department of Modern Languages, di Storia del Pensiero Intellettuale Europeo e Poesia Americana. Il soggiorno a Taiwan ha stimolato il suo interesse per la Cina, la sua tradizione culturale, la sua storia, la sua poesia. Successivamente ha attraversato più di una volta il vasto territorio della Cina e si propone di farlo ancora.

I suoi interessi si sono mossi prevalentemente nel campo della poesia americana, della teologia protestante, della storia culturale britannica e americana. Ha scritto sulla poesia di William Carlos Williams (Mente e Misura, Roma, 1970), su Marianne Moore, sulla storia religiosa della Nuova Inghilterra (Rivoluzioni a Harvard, Firenze, 1977), su Ralph Waldo Emerson, Henry David Thoreau. A Taipei ha pubblicato un'antologia della poesia italiana dal titolo Modern Italian Poetry (Taipei, Bookman Books, Ltd., 1986). Ha presentato a Siviglia in occasione della EAAS nell'aprile del 1992 la relazione dal titolo Little islands of the Mediterranean of confinement and migration: the oral and written records. In anni più recenti si è occupata in modo approfondito delle relazioni tra Asia e Occidente, prima tra Inghilterra e India (Stella d'India, Roma, 1993) e successivamente tra Inghilterra-America e la Cina. Ha studiato anche la letteratura cinese americana soprattutto con riferimento a Maxine Hong Kingston e Amy Tan. Ha presentato numerose relazioni alla EAAS (European Association of American Studies), AIHA (American Italian Historical Association), Spanish Semiological Association. Ha tradotto in italiano Continuities in Cultural Evolution di Margaret Mead (Il Futuro senza volto, Bari, 1977). Dirige un Master in Letteratura e Informatica presso l'Università di Roma Tor Vergata dove è professore ordinario di Letteratura Inglese dal 1983 (professore ordinario dal 1980). Ha vinto un premio letterario per la narrativa (Alghero Donna, 1994) e 2 Premi Parola di Donna rispettivamente per la poesia e la narrativa. Si considera poetessa universitaria e University wit, secondo la definizione coniata per alcuni autori dell'età elisabettiana.

Fra i titoli più recenti: “Immigrants in Mainstream American Literature” in Ethnic Literature and Culture in the U.S.A. and Culture (ed. by Igor Maver, Peter Lang, Frankfurt an Main, 1996); "Conferma del mito shakespeariano in The Herbal Bed di Peter Whelan", pubblicato in Mithos, Actos do VII Congreso Internacional de la Asociacion espanola de Semiotica, edito da Tua Blesa, Zaragoza, 1998; ha curato il volume Talk-story in Chinatown and away basato su un seminario da lei diretto nell'ambito della Conferenza EAAS a Varsavia (pubblicato nel 1998). Ha pubblicato: “Mount Allegro and the Euro-American Common Denominators” in The Future of American Modernism, Ethnic Writing Between the Wars (ed. by William Boelhower, Amsterdam VU, Amsterdam Press, 1999); "Un edificio di Sabbia. Da Gregory Bateson a Mary Catherine Bateson e le tendenze anti-accademiche nella tradizione letteraria americana" in Metamorfosi della parola tra letteratura e filosofia, a cura di Lia Secci, Roma, 2000; Trilogia della Somalia Musulmana, Salerno, 2002; "The sense of suspense in politically troubled waters: Parents and Politics in Jerre Mangione's To Walk the Night and Lan Cao's Monkey Bridge", in Asia and the West. A Difficult Intercontinental Relationship, atti della seconda Conferenza annuale AW.dir, 19-21 dicembre 2001, Roma 2003, a cura di Elisabetta Marino; Materia Cinese. Chinese Matter, Hargeisa, Pisa, Londra, 2003; Generale andaluso, Roma, 2004; Asia and the West. The Body the Gods, atti della terza Conferenza annuale Aw.dir, 19-21 dicembre 2002, (a cura e con introduzione di Lina Unali), Roma, 2004; "A Case of Double Logic in Amy Tan's The Bonesetter's Daughter with a Comparison with Honoré del Balzac's The Accursed Child" in The United States of/in Europe. The Cultural Shuttle, a cura di Véronique Béghain e Mark Chénetier, con la collaborazione di Jean-Paul Gabilliet, VU University Press, Amsterdam, 2004; "Family ties and a sense of the past in Italian-American Women Poets", relazione letta durante la conferenza Aisna (ottobre 2005) nell'ambito della quale Lina Unali ha organizzato e diretto il Workshop n.1, dal titolo "Italian American Women Poets: Solitary Families and Individual Sorrows"; conferenza introduttiva del Convegno internazionale "Asia and the West" dal titolo "New Asian American writers and news from UK, Italy and Asia: Literature and the Visual Arts" (organizzato da Lina Unali presso l'università di Roma Tor Vergata, 19-21 dicembre 2005); dispense Master universitario di II livello in modalità e.learning "Letteratura inglese in ambito informatico e multimediale", Consorzio Baicr Sistema Cultura, 2005-2006 ( 1. La produzione letteraria e artistica dell'Inghilterra tra la fine del '400 e la fine del '700; 2. La produzione letteraria e artistica dell'Inghilterra tra la fine del '700 e la fine del '800; 3. Il XIX secolo: da D.H. Lawrence, a Virginia e Leonard Woolf, a James Joyce; 4. Dalle colonie americane ad aspetti della cinematografia moderna, alla presenza della cultura cinese negli Stati Uniti della fine del '900); conferenza intitolata "Il mito di Iphigenia nel teatro inglese del '700", febbraio 2006, Università di Roma Tor Vergata.

Il suo Sardinian-Logudorese-Italian Glossary può essere liberamente scaricato da www.babylon.com.

Intervista TV U.S.

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Il fine principale che l’io narrante si pone, attraverso un triplice viaggio dall’isola di Sardegna alle terre dell’Anatolia,ora Turchia, si fonda sull’idea che ogni esperienza culturale possa essere comunicata artisticamente tramite la parola scritta,la sua potenziale musicalità, snellezza, incanto. Le scoperte che la narratrice fa in terre mai da lei avvicinate prima non vengono presentate con la rigidezza propria dello scrivere accademico, ma sono alleggerite dei loro pesi, zavorrate, si direbbe, al fine di produrre un testo artistico leggero e affascinante. Il tutto è legato da quella che è stata efficacemente chiamata trama dorata e che potrebbe essere anche definito filo di seta che tiene unito ogni elemento dellanarrazione pur mantenendolo separato.
Si deve aggiungere infatti che seguendo un particolar modo
di affrontare il concetto letterario di flusso di coscienza
le varie parti e segmenti narrativi che lo costituiscono non vengono assemblati confusamente, non sono mai ammassati in modo incongruo, ma vengono presentati come tra loro distinti per favorirne la comprensione. Notevole importanza viene data a quello che si chiamerebbe sguardo sul territorio, percezione del mondo esterno, descrizione di esso. Si potrebbe anche dire che pur essendo ogni elemento del paesaggio visto come interiore, non si affonda nell’interiorità.

Il testo procede lungo le seguenti linee di ricerca e narrazione.

Si è voluto valorizzare il passato bizantino della Sardegna e forse un particolare sentire e religiosità; si è visto nella figura dell’imperatore Costantino un campione di regalità che, a partire probabilmente dal tempo di Costantino stesso, permane tuttora vivo in alcune regioni e nazioni. Egli sembra aver costituito il modello sia per quelli che vengono qui definiti giudici antichi, che regnarono in Sardegna prima dell’anno 1000, sia di coloro che a quelli succedettero e che si chiamarono con il suo stesso nome. La santificazione di Costantino viene vista inoltre come fase terminale di un processo di divinizzazione dell’imperatore, che cominciò con Augusto, la Dea Roma e si estese a Domiziano, Traiano e Adriano.

Viene stabilita una contiguità territoriale tra la Sardegna, certe parti dell’Italia peninsulare e l’antica Costantinopoli.La Sardegna è immersa nel flusso di vaste relazioni internazionali e viene allo stesso tempo considerata nel suo carattere conservativo, proprio di un’entità territoriale che per secoli mantiene intatta la memoria di eventi lontani e, secondo il modo tipico dell’autrice di definire questo fenomeno, li trasforma in nuraghe, in cosa pregevole e antica, quasi inalterabile nel tempo.

Viaggio a Istanbul propone molti eventi storici ignoti ai più.

Si sono collegate l’una all’altra le figure dei Degunale, giudici del Logudoro, spesso in lotta con i Degunale degli altri tre giudicati, con l’aspirazione seppur vaga di approfondire una storia familiare remota e misteriosa.

Lina Unali*, Viaggio a Istanbul, Collana di letteratura sarda plurilingue diretta da Nicola Tanda, EDES, Sassari, 2009.

Nel volume vengono valorizzate sia le chiese bizantine presenti in Sardegna e nella penisola italiana sia quelle presenti in territori lontani, da Salonicco a Cipro, a Istanbul, come luoghi di reminiscenza e di meraviglia.

Anche Grazia Deledda è stata inserita quasi miracolosamente in terra bizantina, sia in Sardegna sia per la sua prolungata residenza sul litorale romagnolo.

Si è valorizzata al massimo la città di Istanbul, i suoi palazzi reali, i giardini, la storia repubblicana, il modo in cui si presenta al mondo tramite i propri scrittori e gli scrittori di altri paesi che hanno ad essa dedicato pagine diverse e momenti importanti della loro vita letteraria.

Il volume sembra avere sempre presente il motto dello scrittore E.M. Forster

Semplicemente connetti, unisci luoghi e riflessioni apparentemente eterogenei per illuminarli e renderli comprensibili.

Al di là di tutto questo va detto che Viaggio a Istanbul si volge alla scoperta e alla ricerca in territori che la scrittrice sente come fortemente congeniali, dal Mediterraneo alla Grecia e alla Turchia, territori rispecchiantisi in una narrazione che nel suo procedere mostra/cela una personalità dell’io narrante che tende a rifiutare modi di vita in voga a favore di una visione ad un tempo più antica e più moderna dell’esistere: più antica per la valorizzazione estrema del passato, più moderna perché, attribuendo molto poco peso all’io individuale, lo collega sempre a quello di tanti altri.

 

* Lina Unali è professore ordinario presso la II Università di Roma Tor Vergata.