NEWS (notiscias noas e betzas)
La prima Sagra dell'agnello (povero agnello) è andata a gonfie vele. Una presenza inaspettata di un numeroso pubblico in particolar modo straniero e continentale. La Pro Loco guidata da un presidente stakanovista ma, anche supportato da egregi volontari ( compresi i barracelli per il servizio d'ordine), ha messo a segno un altro colpo positivo nel proprio curriculum. Fin troppo però, si è notata l'assenza dell'amministrazione comunale che, pur concedendo autorizzazioni e spazi per la manifestazione, ne ha lasciato molti altri "scoperti" relativi ai monumenti e al territorio. Torno a dire, senza paura di essere smentito e, rischiando di essere ripetitivo che, in quanto a immagine e ad informazione sulle nostre attività e peculiarità chiaramontesi abbiamo molto da imparare. Tutti, nessuno escluso,è perfetto. E, se certe cose non si sanno, copiamole, o ascoltiamo chi ce le dice con molta umiltà.
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Una sagra ben riuscita, La prima dell'agnello che in quanto a simbolo sacrificale ne ha visto davvero tante da tanto tempo fa. Opinabile l'immagine nella locandina più adatta a pubblicizzare un mangime o un pascolo!! | ![]() |
| L'assenza maggiore è stata quella dell'amministrazione comunale che poteva organizzare a supporto della sagra manifestazioni di carattere culturale. | ![]() |
Ci vuole maggiore attenzione all'immagine e, alla sostanza: spesso ci sono persone propositive che, pur non gravando nelle spese, non sono ascoltate. Gli agriturismi locali hanno supportato la grossa affluenza di pubblico che, non tutto, ha trovato il piacere della degustazione. |
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Il rischio che si corre è di diventare un comitato festaiuolo e mangereccio. Non si riesce a dare altro. Non che di cose non ne abbiamo ma, non ci si può cullare nella speranza che gli altri facciano sempre di tutto. Saluto Carlo con Italia, Regina con Emanuele e Canarino. | ![]() |
Il numeroso pubblico si è catapultato in piazza Repubblica con buona grazia dei tre esercizi pubblici che hanno ringraziato. Ma dopo il caffè e il gelato e una breve visita ai giardini pubblici non si sapeva dove sbattere la testa. Nessun cartello che indicasse sui tre colli il castello dei Doria, il mulino a vento e la chiesa del Carmelo: strada facendo le altre chiese o quant'altro si volesse portare all'attenzione degli astanti. Un servizio di navette avrebbe potuto far spola tra i siti al costo di un euro, dove ci si poteva inventare di tutto per intrattenere la gente. Che avrebbe potuto confluire attraverso due strade principali dove, nelle numerose case vuote, i nostri artigiani e artisti avrebbero potuto far mostra dei loro prodotti. La disponibilità di qualcuno ad offrirsi gratis per tenere delle piccole conferenze o simposi supportati da qualche proiezione non è stata raccolta e, come dire, quel poco di cultura del territorio e dei beni architettonici è rimasta lettera morta. Chissà se essa vale un qualsiasi duo marimba (tanto di rispetto per gli artisti) o, se l'esigenza di dare visibilità ed immagine a questo nostro paese, che lo meriterebbe, non vada davvero presa sul serio e fatta qualcosa che rimanga nei ricordi di chi vi ha partecipato, richiamando sempre più gente per le future manifestazioni. Dimenticavo i bravi "piccoli mamuthones" che la fantasia popolare collega a riti religiosi e pagani di streghe arcane e di brutti orchi. Sappiate che noi siamo da tempo ammaliati e la mente di molti vive nel torpore di un incantesimo che, solo il principe della ragione e dell'intelligenza potrà risvegliare. Ateros annos mezus!