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XXV Aprile 07
L'occasione è da considerarsi anche quale commiato ufficiale dalla popolazione chiaramontese del sindaco Schintu che conclude così il suo secondo mandato amministrativo.

 

La Resistenza armata al nazifascismo si organizzò dopo l'armistizio dell'8 settembre, quando dalle fila dell'esercito lasciato allo sbando uscirono i primi gruppi di volontari combattenti, reclutati dalle nascenti formazioni partigiane. Queste furono costituite dai rappresentanti dell'antifascismo, che crearono il Comitato di liberazione nazionale (CLN), al quale si collegarono successivamente i CLN regionali, strumento politico della guerra partigiana, le cui prime azioni furono messe a segno nell'inverno 1943-44 nel territorio alle spalle delle linee tedesche.

Guerra al tempo stesso patriottica e civile, la Resistenza fu espressione di una volontà di riscatto dal fascismo e di difesa dell'Italia dall'aggressione tedesca e coinvolse complessivamente circa 300.000 uomini armati svolgendo attività di guerriglia e di controllo, dove possibile, del territorio liberato dai nazifascisti. I raggruppamenti più numerosi furono quelli organizzati dai comunisti nelle Brigate Garibaldi; gli uomini del Partito d'azione formarono le brigate di Giustizia e Libertà, i socialisti le Matteotti. Operarono inoltre altre formazioni di diversa impronta ideologica: cattolica, liberale, nazionalista e monarchica.

La Resistenza culminò nell'insurrezione generale, lanciata dal Comitato di liberazione nazionale Alta Italia il 25 aprile 1945 in concomitanza con le ultime offensive alleate, e conclusa con la liberazione delle principali città e con la resa incondizionata dei tedeschi (29 aprile).

 

LA LIBERAZIONE CONTINUA CONTRO I POTERI FORTI

La ricorrenza del XXV Aprile è un momento molto importante per tutti gli italiani. Essa va ricordata e fortificata nell'animo di tutti, dei giovani in particolare che, spesso invece la dimenticano o non ne conoscono addirittura l'esistenza. La guerra di liberazione oggi, è viva più che mai, e continua attraverso le lotte sociali per la conquista delle libertà molto spesso negate e, a solo appannaggio dei furbi,  dei potenti e dei poteri forti. Il diritto all'istruzione e al lavoro, insieme a tutto il dettato costituzionale, deve essere un punto fermo, sul quale non si deve assolutamente transigere davanti a nessuno e per nessun motivo. Solo il diritto acquisito, e liberamente manifestato da tutti, anche dei più deboli, è la base, per applicare tutti i doveri di una società libera e democratica.