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        su Carrasciale in Tzaramonte e ateros medas logos

 

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Carrasciale chiaramontese primo decennio del 1900

Carrasciale in Anglona Gallura e altre regioni limitrofe : Carne da tagliare. Carre=Carne + Iscialare = consumare a dismisura…

Scia·là·re=largheggiare nelle spese o nell'uso e nel consumo di beni, spesso con un'idea di spreco o di sperpero (anche + in ): è gente abituata a sc.; sc. in feste, in divertimenti; anche in espressioni negative, per sottolineare scarsità di mezzi: c'è poco da scialare! non si possono fare sprechi.

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Carrasciale chiaramontese dopoguerra

 

Carrasecare, il carnevale in Sardegna. Carrasecare, Carrasegare o Carre 'e segare, con questa parola viene indicato il carnevale nelle regioni centrali della Sardegna. Il significato di questa espressione è, letteralmente, "carne da tagliare", "squarciare"

Carnevale

Carrasciale chiaramontese dopoguerra

Il periodo tra la festa dell'Epifania e l'inizio della Quaresima, in particolare il giovedì, la domenica e il martedì anteriori al giorno delle Ceneri in cui sono più frequenti i divertimenti (spesso accompagnati da tradizioni particolari o da manifestazioni folcloristiche).

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Carrasciale chiaramontesedopoguerra, piazza Repubblica

Il termine “carnevale” deriva dalla locuzione latina carnem levare – ovvero, letteralmente, “privarsi della carne” che si riferiva all’ultimo banchetto che tradizionalmente si teneva l’ultimo giorno prima di entrare nel periodo di Quaresima e quindi nel “martedì grasso” che precedeva il “mercoledì delle ceneri”. Si tratta, dunque, di una festa tipica dei Paesi a tradizione cattolica anche se, come spesso accade, la sua saga è stata “rielaborata” a partire da pratiche ben più antiche. Per esempio nell’Antico Egitto erano soliti tenersi periodi di festa in onore della dea Iside durate i quali si registrava la presenza di gruppi mascherati; una consuetudine simile a quelle delle feste in onore del dio Dioniso in Grecia e dei “saturnali” romani, che avevano in comune, oltre che l’uso del travestimento, il fatto di rappresentare un temporaneo “rovesciamento dell’ordine precostituito”, da cui la pratica dello scherzo ed anche della dissolutezza.