<<< Noas e Betzas 2019

ARCHIVIO GENERALE >>>

Complesso Cultuale del Supramonte

1 Aprile 19: se non fosse per la serietà e lo spessore culturale dell'amico P.L.Montalbano parrebbe proprio uno scherzo, cosa invece molto seria,,,anche le persone serie stanno e fanno gli scherzi!

Archeologia. Scoperto in Sardegna, sul Supramonte, un complesso cultuale del Bronzo Recente, ricco di scene scolpite in rilievi con figure divine in processione. E’ presente anche una spettacolare Tomba di Giganti con centinaia di figure scolpite. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia. Scoperto in Sardegna, sul Supramonte, un complesso cultuale del Bronzo Recente, ricco di scene scolpite in rilievi con figure divine in processione. E’ presente anche una spettacolare Tomba di Giganti con centinaia di figure scolpite.


Articolo di Pierluigi Montalbano

 
 

Si tratta di un recesso naturale tra le rocce, composto di due camere decorate da bassorilievi (la principale ampia circa m 18 × 11, la minore 17 × 4) in comunicazione tra loro per mezzo di uno stretto passaggio. La parte prospiciente alle due camere fu bloccata fin dall'inizio da una serie di edifici: si sono riconosciute 3 fasi principali. Tutto è stato realizzato in prossimità di una Tomba di Giganti elegantemente costruita con grandi blocchi isodomi scolpiti che riportano simboli e figure da interpretare. All'inizio il complesso cultuale era costituito prevalentemente dalle scene sulle pareti; un muro ampio circa 1,20 chiudeva l'accesso alle due camere ed era insieme cinta e terrazzamento per lo spiazzo libero. All'interno del recinto non vi era che una piccola casa a una sola stanza. Nella fase successiva si procedette alla costruzione di un vero e proprio complesso templare, simile per impianto ai

santuari provvisti di rotonda con bacile. Attraverso un ingresso da Ovest con scala centrale si accedeva al cortile, che comprendeva un altare e due capanne, una dove c’era una tavola per le offerte, e l’altra, contenente una piccola vasca, probabilmente serviva per abluzioni rituali.

 
 

Dal cortile si passava a un portico a tre luci attraverso il quale si penetrava nello spazio riservato ai riti, il sancta sanctorumPosteriormente erano altri vani illuminati da finestre. La funzione di un edificio che blocca l'accesso esterno alla camera rituale non è chiaro, secondo gli scavatori è un ingresso separato. In un secondo momento fu aggiunto il porticato antistante l’ingresso del tempio, con scala interna (6,80 × 1,80 m) di aspetto monumentale che ricorda da vicino quello del Tempio I. Nella III fase l'edificio centrale fu rimaneggiato riducendo l'area del cortile e creando un ingresso alla camera laterale da quello.

 

La camera principale è decorata da due lunghe processioni di figure divine (in totale 18): ad Ovest gli dèi, ad Est le dee, che si incontrano al centro della parete Nord in una grande scena. A sinistra un dio con una mazza sulla spalla, vestito corto e cappello conico, che calca due figure curve (forse montagne personificate), è volto verso una dea dalla corona turrita, ampio e lungo vestito, che è posta su un felino, forse una leonessa o una pantera. Dalla parte anteriore della divinità spuntano due tori. Dietro alla dea, un giovane dio anche lui rappresentato su una pantera. Seguono due divinità femminili minori, sostenute da un'aquila bicipite ad ali spiegate. 

 

L'identità delle figure sarà argomento di dibattito con ipotesi di avvenimenti storici o di ambientazione nel campo religioso. Lo studio dei segni grafici di cui sono fornite tutte le figure, porterà forse alla soluzione del problema. Tralasciando le varie identificazioni, anche perché si tratta, al momento, di un unicum nell’isola, potrebbe trattarsi della rappresentazione del pantheon nuragico, o di una componente dei popoli residenti in Sardegna. Il committente potrebbe essere un sovrano o un’intera comunità, che decisero di rappresentare nella scena centrale l'incontro tra il dio della natura, la dea paredra e il loro figlio, una triade divina. 

 

Altre figure minori sarebbero legate agli elementi naturali. Quanto alla datazione, i tre gruppi di segni grafici che accompagnano il rilievo delle divinità rispettivamente nella raffigurazione isolata della camera centrale (in cui il sovrano è posto su due montagne, cioè è divinizzato, contrariamente alla norma secondo cui ciò avveniva solo post mortem), in quella della camera laterale (in cui egli è protetto e abbracciato dal dio della natura), ed il gruppo adiacente alla base su cui probabilmente era una statua a tutto tondo del sovrano, indicherebbero il periodo in cui in Sardegna si assiste al rifascio dei principali nuraghi e all’edificazione dei templi a pozzo, intorno al 1200 a.C. naturalmente, ulteriori scavi potrebbero retrodatare di qualche secolo questa ipotesi, scartando certamente periodi successivi per la presenza in situ di ceramiche grigio ardesia di impasto nuragico. 

 

Altre figure di eccezionale interesse sono quelle del dio-spada e dei 6 dèi nella camera laterale. Tuttavia, poiché nessun testo fa menzione di tali divinità, le ipotesi che si faranno rimangono per il momento provvisorie.