<<<Noas e Betzas 2019

ARCHIVIO GENERALE >>>

Archeo-Logicamente parlando del nostro territorio chiaramontese

C'è un sito nel vasto territorio comunale che è una vera e propria emergenza archeologica, e che attira la mia attenzione e massima curiosità da sempre! Lo conosco da quand'ero ragazzo, con mio padre Giovanni e altri, eravamo titolari di uno degli appezzamenti di circa un ettaro, della cooperativa locale, e sostavamo per qualche ora a consumare il frugale pranzo, durante le varie operazioni colturali. Erano gli anni sessanta, non possedevo una macchina fotografica e le digitali manco a parlarne...

Il sito insiste nel territorio di sa Leriga, conseguentemente prende il nome da quel toponimo, anche sedalla gente del luogo erroneamente riconosciuto come un runaghe. Cosa alquanto improba data la presenza di numerose formelle-stampi per colate e, la totale assenza della canonica apparecchiatura nuragica se non fosse riferita  alla circolarità delle pietre di medie dimensioni vagamente sbozzate che costituiscono il perimetro di base.

 

Leriga potrebbe essere assimilabile a Lega metallica ? E Furros ai forni per la fusione?

-ox-side.jpg (74801 byte)

Ma se così fosse dove sono i forni e focolari di fusione? Verso est, più in là a qualche centinaio di metri nel runaghe di Furros, un bellissimo trilobato e anche lui come la maggior parte dei siti abbandonati, sottoposto all'azione vandalica e predatoria di improvvisati cercatori di tesori. Aioh a chircare su siddadu! Era la locuzione in voga tra i predatori, spesso da fuori che numerosi circolavano quà e là.

In effetti mi risulta da voci diffuse, che nei primi anni sessantadel novecento furono trovati diversi semilavorati a forma di pelle di bue di rame o bronzo non saprei dire, alcuni dei quali presero la via dell'estero per essere venduti, mentre una parte minore restò a casa di uno degli scopritori...