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Le foto a corredo dell'articolo sono Runaghe Niedda di Perfugas e, Runaghe Ruju di Chiaramonti di Mario Unali

Nuraghi come registri (Rivista Italiana di Onomastica)

Mauro Maxia

(Sassari)

Come tutte le cose difficili da quantificare, la questione del numero dei nuraghi Ŕ una di quelle che appassionano i sardi. Conoscere il loro numero in realtÓ Ŕ impossibile se si considera che molti furono distrutti giÓ diversi secoli fa, specialmente quelli che vennero usati come comode cave di pietre o sopra i quali sono sorti dei centri abitati che ne hanno sepolto le strutture e perfino il ricordo. I nomi tuttora vigenti o rilevabili o solo documentati superano comunque i settemila.

Il dato emerge da una ricerca che attende di essere pubblicata e che chi scrive ha condotto per anni sul territorio e su diverse fonti eterogenee. Tra le categorie in cui si possono raggruppare i nomi dei nuraghi spiccano i fitonimi (886 edifici), gli oronimi (821), gli zoonimi (394), gli idronimi (370). Una delle categorie pi¨ cospicue Ŕ costituita dagli antroponimi che assommano a 467. Questi monumenti, come antichi registri orali, hanno conservato dei nomi personali che non si usano pi¨ da secoli e di cui oggi la maggior parte dei sardi non si rende neppure conto. ╚ questo il caso dei nuraghi detti

Aleri e Baleri ‘Valerio’
, └lvaru, Alvýsi, Bon¨le, Baragliˇlu, Bardalazzu, Baris˛ne, BenÓri
e
Nare ‘Gonario’
, Bellu, Bilardu ‘Gilardo’
, Brundette ‘biondino’
, Chentianu
‘Quintino’
, Azzona
‘Azzone’
, Creschentina
‘Crescentina’
, Cristanu, Cumýda (6 volte) e Cumbýda
‘Comita’
, Diagheddu
‘Giacometto’
, Filýziu
‘Felice’
, Florentina, Francina, Furadu, Gambalancia, Gasparru, GÓrule
‘Carlo’
, IdÓle
‘Vitale’
, Imbýliche eImbýlicu
‘Quirico’
, Lelle¨tzu
‘Raffaelluccio’
, Macariu, Malcheddine
‘Marcellino’
, Malchittu
‘Marcuccio’
, Mannucciu
‘Alamannuccio’
, MariangŔsa
‘Maria Angelesa’
, Maringianu
‘Mariniano’
, Martinzanu
‘Martiniano’
, MellÓghe, Mercuriu  (2 volte)
, Mitri
‘Demetrio’
, NastÓsi
‘Anastasio
, Orgodˇri e Orgoduri oTradˇri
‘Torchitorio’
, Petitu, Ricca, Tirýccu
‘Dericcor’
, Tomeone, UannÚsu
‘Giovannoso’
, Zane ‘Gianni’
, Tziprianu‘Cipriano’.

Alcuni di questi nomi risultano intraducibili. Altri sono ancora in uso pur essendo

antiquati: Aýne ‘Gavino’
, Antiˇgu (7 volte)
, Antýni e Bantýne
‘Costantino’
, Bachis
‘Bachisio’
, Bab˛e
‘Salvatore’
, Bilianu
‘Giuliano’
, Birýu
‘Giovanni Maria’
, CÓralu
‘Carlo’, Chirigheddu
‘Quirichetto’
, Chirigutzu
‘Quiricuccio’
, Deru
‘Teodoro’
, Giacobbe, Elias, Giagu
‘Giacomo’
, Leo, Miali
‘Michele’ (4 volte)
, Mianu
‘Damiano’
, Migaleddu
‘Micheletto’
.Millanu
‘Gemiliano’
, Foriccu
‘Salvatorino’
, Fottianu o Pottianu
‘Sebastiano’
, Ortˇlu e Bortˇlu
‘Bartolomeo’
, Pitzienti
‘Vincenzo’
, Raffa
‘Raffaele’
, Suýa
‘Sofia’
, Tamasu‘Tommaso’
, Toi
‘Tonio’
, ZuniÓri
‘Gianuario’.

Vi sono dei curiosi soprannomi che conservano ancora significati trasparenti e talvolta anche triviali:

Basacunnos
letteralmente ‘baciafiche’
, Bellimpiatta ‘bello in piazza’
Bortapalas‘voltaspalle’
, Buffulinu,
Chizi-Nieddu‘dalle sopracciglia nere’
, Craminalana‘carmina lana’
, Culipesaduletteralmente ‘culo in su’
, Brabudu ‘barbuto’
, Brenticotta ‘ventre cotto’
, Magnafave,
Tzonchedda e Tzoncheddu ‘piccolo assiolo’.

 http://maxia-mail.doomby.com/medias/files/220-248-maxia-minima.pdf