IL PAESE
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Carnevale 1928: era l'occasione per ritrovarsi insieme a bisbocciare; divertirsi con poche cose, tutti insieme, adulti e ragazzi, ricchi e poveri. Si preparavano le fave con il lardo, talvolta "a ribisale", e si accompagnavano con sonore bevute di vino ancora novello. Molte famiglie, quasi tutte avevano la produzione propria, sia per quanto riguarda i prodotti da orto e quelli del vigneto. La festa si organizzava in piazza magari a ridosso della pompa della benzina. Poi si organizzavano i balli, e le donne che fino a quel momento erano state a casa scendevano in piazza "caratzadas cun sa mascheriglias" a partecipare alle danze accompagnate da "su sonu e sa chiterra". | ![]() |
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Le auto erano davvero poche, e destavano la curiosità di tutti, grandi e piccini. Le prime auto erano "de s'avvocadu e de su duttore", ma negli anni a seguire anche chi era meno ricco ne comprava qualcuna magari per usarla al noleggio. | ![]() |