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s'Attittu

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*Voglia Iddio che possiamo ricambiare, in occasioni liete, l'onore che oggi voi ci avete fatto.

**S'accunostu:
consiste nel fare da mangiare ai familiari del defunto

Carlo Patatu nel suo libro "CHIARAMONTI, le cronache di Giorgio Falchi" riporta...

Rispetto a quanto ha riguardo alle usanze funebri anche in questo villaggio sogliono essere come appresso. Primieramente il morto viene vestito coi migliori abiti e tra le mani giunte sul petto gli viene messo un rosario od un Crocifisso. Attorno poi al cadavere della camera ov'è deceduto, se ne stanno le donne vistite a lutto, dando sfogo al dolore con alti lamenti ed angoscioso pianto.Anticamente, in tale luttuosa circostanza non mancava l'inter­vento delle prefiche (attitadoras) appellate dai Romani mulieres lamentatrices, le quali con versi improvvisati non solo esaltavano i meriti del deceduto, ma altresì ne deploravano l'irrimediabile perdita….. Però, mentre le antiche prefiche erano prezzolate, quelle al contrario della Sardegna non ricevevano rimunerazione alcuna, ed altra mira non avevano che di porgere un estremo tributo di affetto e di compianto alla persona cara irreparabilmente perduta, nonché di far pubblica mostra del proprio talento poetico. Il marito, la moglie, i figli, i parenti e gli amici più affezionati usano di accompagnare il morto sia in chiesa che nel cimitero: però al ritorno le donne sono solite di precedere gli uomini, e non appena varcata la soglia della casa del deceduto, di nuovo prorompono in lamenti ed in pianto. Al contrario gli uomini parenti del defunto se ne stanno in silenzio ed atteggiati a dolore, non lasciando di ringraziare gli estranei con le parole «Deus cherfat de bos contracambiare s'onore chi nos azis fattu in occasione de allegria». *

In tal giorno tengono compagnia alla desolata famiglia i più prossimi parenti, dai quali suol'essere offerto il parco desinare.**

Verificandosi poi la morte di persone facoltose, non mancano quelle che fanno distribuzioni di grano e di danaro ai poveri; reputano in tal guisa di suffragare l'anima della persona cara perduta, acciò nel più breve tempo possa conseguire l'eterna salvezza.

 

La parola Attittu ha diversi significati:
1) Attire: in Anglona significa portare. quindi per trasposizione, portare il morto, accompagnarlo nell'ultima dimora dai parenti e dagli amici.
2) Attitiare: è una parola latina che significa "attizzare" il fuoco. Da noi è "Acchiccare su fogu", rinvigorirlo avvicinando i tizzoni. Assume il significato di rendere più ardente più vivo l'affetto per il morto, ma anche l'odio e il rancore nel caso di morte violenta per mano assassina.
3) Attittare: dare la tetta, l'atto dell'allattare, "dare sa titta", dare la vita che finisce con la morte. Quì si deve inquadrare l'atto del denudarsi il petto, o nella mimica di mostrare il seno. 

In questa usanza si può bene evidenziare l'atteggiamento da assumere per rendere la partecipazione all'evento intensa e profonda con pianto accorato. L'accompagnamento della salma nella sua dimora definitiva col cordoglio e l'affetto di parenti e amici, e il perpetuarsi della memoria rinforzando il ricordo della sua esistenza in vita.

 
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