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S'Isposalitziu |
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| tando | ei como? | |
Certi usi e certe costumanze probabilmente stanno scomparendo o,
meglio.............sono quasi scomparse. Per esempio quando ci si
sposava, la madre dello sposo insieme al padre e ai parenti più stretti
dava "la benedizione"....
Dopo di che veniva rotto un piatto sbattendolo forte a terra. Questo conteneva grano, in chicchi, confetti caramelle e monete che venivano raccolti in segno ben'augurante. Infatti tutto ciò stava a simboleggiare benessere e salute.Sebbene talvolta con fare noncurante nei confronti di queste usanze, mostravamo onestà intellettuale e rispetto per i più vecchi che proponevano dei riti ai quali loro credevano molto. Non nascondo di aver comunque provato una certa emozione nel sentir recitare il genitore che insieme agli astanti tratteneva le lacrime a stento. |
Con
uno strombazzare di clacson e di voci di bambini festosi ci si recava a
casa della sposa dove, insieme ad essa e, alla presenza dei genitori di
lei, veniva impartita un altra benedizione che, nella fattispecie mia
madre chiese al poeta locale e amico di lingua sarda Bainzu Truddaju,
molto conosciuto nell'ambiente regionale.
“a
chent’annos a chent’annos”
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