IL PAESE

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Il giudicato di Torres di cui l’Anglona faceva parte, aveva cessato di esistere nel 1259, ma ancora nel secolo successivo le curatorie continuavano ad esistere almeno di nome. 

Ora il fatto che non si faccia preciso riferimento alla villa fa sorgere il dubbio che non esistesse il paese vero e proprio, ma si indicasse con questo nome la località di pertinenza dei Doria. D'altro canto il fatto che questi distretti fossero rappresentati da un "abitante di Chiaramonti" avvalla l'ipotesi che non solo il paese esistesse ma fosse addirittura capoluogo di curatoria ; infatti essa era denominata: Curatoria d'Anglona o di Claramonte. 

Un altro indizio che può far dubitare dell'esistenza della villa è il fatto che Chiaramonti non compare nell'elenco delle parrocchie che versano le decime nei secoli XIII° e XIV°. 

Una prima indicazione certa 1'abbiamo nel Codice di San Pietro di Sorres in cui alla scheda numero 8 si parla di Francesco de Nula vicario di Zaramonte. Questo documento è datato 10 agosto 1430.  La tradizione orale vuole che il paese sia stato fondato dai superstiti delle pestilenze che avevano colpito le vicine ville di Orria Manna e Orria Pizzinna e che avevano trovato una migliore sistemazione ai piedi del colle San Matteo. Durante il secolo XIV° infatti molti abitati si erano spopolati proprio a causa delle pestilenze e delle carestie. Nel territorio di Chiaramonti vengono ricordati i resti di antichi villaggi: in località Erva nana, Giulia, San Giuliano, di cui ancora oggi è visibile qualche resto della chiesa, e San Lorenzo; ma non si conosce quando precisamente si spopolarono. Quando la Sardegna passò sotto il dominio aragonese prima, e spagnolo poi, le curatorie cessarono definitivamente di esistere, sostituite dai possessi feudali e il nome Anglona rimase unicamente come indicazione storico-geografica del luogo. 

Nel 1421 Don Alfonso di Aragona infeudava l'Anglona a Bernardo Centeles: essa costituirà in seguito, insieme al Marghine, al Monteacuto e ad Osilo, un feudo chiamato Contado de Oliva appartenente alla nobile famiglia dei Gandia.Il territorio di Chiaramonti continuò perciò, dopo la signoria dei Doria, ad essere assoggettato al regime feudale, che lo caratterizzerà per ben quattro secoli. Nella dominazione spagnola (1479-1700 circa) è difficile orientarsi e organizzarsi perchè non si hanno precisi riferimenti storici. Secondo un censimento del 1627 Chiaramonti faceva parte alla Encontrada di Anglona, governata dal duca di Gandia e conte di Oliva. Per notizie più dettagliate, rimando il lettore che ne fosse interessato, alla pagina di storia.

Le condizioni economiche di fine ottocento e inizi del novecento indussero molte persone all'emigrazione. Le due guerre che si succedettero nel primo cinquantennio del 900, non fecero che aggravare uno stato di necessità di per se stesso imperante. Il flusso migratorio alla fine dell'ottocento si indirizzò su diverse direttive: America, Panama, Argentina e Brasile. Dall'altra parte del pianeta in Australia.  Subito dopo la seconda guerra mondiale verso gli stati del nord Europa. I chiaramontesi si diressero in massa verso il Belgio, la Francia, la Germania e l'Olanda. Molti di loro, negli ultimi decenni, raggiunta l'età pensionabile rientrarono in paese costruendovi nuove abitazioni, riproponendo talvolta se non nella architettura ma nell'arredamento influssi del paese straniero che li aveva ospitati. I loro figli invece, la maggior parte nati nel paese che li ospitava, non hanno sentito l'esigenza di ritornare in patria se non per brevi periodi vacanzieri.

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