torna a Non è servito a niente >>>>>                         Pro PALESTINA (16 Settembre 2011)

Avevamo evitato fino ad oggi, fortemente combattuti nello spirito e nella coscienza, di parteggiare per l'uno o per  l'altro popolo: palestinese o israeliano. Eravamo e siamo fortemente convinti che la guerra non risolve alcuna diatriba tra i popoli. Siamo per la Pace, l'Uguaglianza e il riconoscimento dei Diritti Fondamentali dell'essere umano. Eravamo contro la Shoah, contro la persecuzione e l'eliminazione del popolo ebreo, rifiutando qualsiasi lettura di tipo giustificativo dell'orrendo e triste crimine. Per questo non vorremmo essere presi dall'indifferenza. Oggi quel popolo, perseguitato da millenni, infierisce contro un altro popolo vilipeso e indifeso, innocente e perseguitato fino a prevederne l'eliminazione fisica totale. Pur con tutte le considerazioni negative che abbiamo sull'atteggiamento di Hamas, oggi ci sentiamo fortemente PALESTINESI. Invito i miei amici a guardare le foto, dalle quali sapranno trarre il  gaza2018.jpg (26258 byte)giusto insegnamento. (MarPier)

AGGIORNAMENTO del 2018: il conflitto tra israele e Palestina continua più forte che mai con morti da ambo le parti. A farne maggiormente le spese è la striscia di Gaza, dove imperversano le bombe israeliane che uccidono molti bambini e civili. La pace purtroppo è molto lontana!gaza2018a.jpg (9204 byte)

gaza21.jpg (34646 byte) Le foto sono pubblicate nel sito uruknet.de gaza22.jpg (29115 byte)
CAPIRE LA CATASTROFE DI GAZA
Richard Falk, Relatore Speciale delle Nazioni Unite per i Diritti Umani nei Territori Palestinesi
Per 18 mesi l’intera popolazione di un milione e mezzo di persone di Gaza aveva sperimentato un blocco punitivo imposto da Israele, e una serie di sfide che erano state traumatizzanti per la normalità della vita quotidiana. Un barlume di speranza era emerso circa sei mesi fa, quando una tregua concordata con l’Egitto aveva prodotto un effettivo cessate-il-fuoco che aveva ridotto a zero le vittime israeliane, nonostante i periodici lanci alla frontiera di razzi fatti in casa che cadevano senza danni sul territorio israeliano circostante, e che provocavano indubbiamente insicurezza nella città di confine di Sderot. Durante il cessate-il-fuoco, la leadership di Hamas a Gaza ha ripetutamente offerto di prolungare la tregua, propondendo anche un periodo di dieci anni e affermando la propria disponibilità a una soluzione politica basata sull’accettazione dei confini israeliani del 1967. Israele ha ignorato queste iniziative diplomatiche e non ha tenuto fede alla propria parte di impegni previsti dal cessate-il-fuoco, che prevedevano alcuni allentamenti del blocco, che aveva imposto a Gaza l’ingresso con il contagocce del cibo, delle medicine, e del carburante...

 

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Quelli che vogliono ammazzare i testimoni della strage
Pino Cabras - Megachip
L’incitazione è esplicita: uccidere un gruppo di persone, con nome e cognome, abitudini e idee, appartenenze politiche e immagini facilmente identificabili. Chiedono la collaborazione di delatori per completare le liste con gli indirizzi. La schedatura è esplicitamente rivolta ai militari, quelli israeliani, se non ci pensano altri killer, per facilitarli nell’eliminazione fisica di "pericolosi" bersagli: i nemici da colpire sono gli attivisti occidentali – infermieri e altri volontari - che lavorano e sono testimoni di quanto succede nei Territori occupati. Tutto questo lo potete leggere in un sito web, gestito da un gruppo di estremisti, una sorta di Ku Klux Klan ebraico americano: Stop the ISM. Può essere di interesse far notare che fra i bersagli c’è anche un cittadino italiano, Vittorio Arrigoni, di cui abbiamo arrigoniletto i toccanti reportage da Gaza. Il tenutario del sito è Lee Kaplan. ..

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Si piange la morte del gatto
Mohammed Omer
Al telefono da Gaza, Zahrah Salem commenta la notizia che ha appena appreso: tante persone alla Casa Bianca erano "profondamente addolorate" per la morte del gatto India Willie. Come mai, si chiede, nessuno alla Casa Bianca era profondamente addolorato per la morte di tanti bambini a Gaza? Dopo una pausa, aggiunge: "Almeno il gatto non è morto di fame, come i bambini di Gaza". Zahrah Salem, 64 anni, ha quattro figli e 15 nipoti di cui preoccuparsi. Ogni giorno, durante i bombardamenti, benedice il fatto che siano ancora vivi. "Dormiamo tutti nella stessa stanza", spiega. "Perciò, se dovessimo morire, moriremmo tutti insieme. Cosa accadrebbe se noi morissimo e i bambini no, non possiamo lasciarli da soli a soffrire"...
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La vera storia del “colpo di stato” di Hamas
Gareth Porter
Fino alla metà del 2007 vi furono seri ostacoli politici ad una guerra convenzionale su vasta scala da parte di Israele contro Hamas a Gaza: il fatto che Hamas avesse vinto delle elezioni libere ed imparziali per la definizione del nuovo parlamento palestinese, e che fosse ancora il partito dominante all’interno di un governo pienamente legittimo, rappresentava l’ostacolo principale. L’amministrazione di George W. Bush aiutò Israele ad eliminare questo ostacolo, provocando intenzionalmente Hamas affinché si impadronisse del potere. Il piano originario aveva l’obiettivo di spingere il presidente palestinese Mahmoud Abbas a sciogliere il governo Hamas democraticamente eletto – una cosa che Bush cercò di fare per molti mesi senza successo....

 

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Ascolta Israele!
Stefano Sarfati Nahmad, il Manifesto
Hai fatto una strage di bambini e hai dato la colpa ai loro genitori dicendo che li hanno usati come scudi. Non so pensare a nulla di più infame. A distanza di una generazione in nome di ciò che hai subito, hai fatto lo stesso ad altri: li hai chiusi ermeticamente in un territorio, e hai iniziato ad ammazzarli con le armi più sofisticate, carri armati indistruttibili, elicotteri avveniristici, rischiarando di notte il cielo come se fosse giorno, per colpirli meglio...Ascolta Israele! Io non rinnego la mia storia, la storia della mia famiglia che è passata dalla Shoah, ma io oggi sono palestinese. Io sto dalla parte del popolo palestinese e della sua eroica resistenza...

 

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I BAMBINI MUOIONO DI INFARTO E IMPAZZISCONO SOTTO LE BOMBE ISRAELIANE
La denuncia chiara e forte del parroco di Gaza Padre Manuel Musallam

ong.agimondo.it
"Qui non si muore solo per i bombardamenti ma anche per la paura e i bambini sono le prime vittime". Lo dice Padre Manuel Musallam, parroco di Gaza e direttore della scuola cristiana Holy Family, intervistato al telefono. Stamani alle 10, ha raccontato il prete palestinese, una bambina di 12 anni della famiglia Abu Ras e' morta di infarto nella sua abitazione: "Non l'hanno potuta nemmeno portare in ospedale perche' e' troppo lontano", ha spiegato. Venerdi' un'altra studentessa della scuola cristiana Holy Family, Christine Ouadiah Turk, e' morta per la paura in seguito a un bombardamento...

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