PERSONE E PERSONAGGI

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Salvatore Cossu conosciuto come il Rettore Cossu, (Chiaramonti 1799- Ploaghe 1868), è stata una figura di spicco del primo ottocento. Si sa che le persone umili poco appaiono e cadono nel dimenticatoio anche per le poche cose di cui si dispone.Faccio ammenda per questa mia manchevolezza promettendo di ricercare notizie e fatti che lo riguardino.E' stato rettore a Ploaghe e grande amico del più noto e illustre, Giovanni Spano "su Canonigu piaghesu". A Chiaramonti fino agli anni70, del 900, ebbe intitolata una via che, con col cambio della toponomastica diventò Carruzu Longu, forse per ricordare i carruggi genovesi in relazione con la famiglia dei Doria padroni del castello omonimo sul colle S.Matteo(1200/1300).
Laureato in Teologia presso l'Università di Sassari dopo i primi studi privati a Chiaramonti seguiti da quelli nel collegio degli Scolopi. Diventa parroco di San Pietro Apostolo a Ploaghe e vi rimane per ben 41 anni rinunciando a sedi più prestigiose..." preferendo "vivere in mesu a fizos qui non cum fizastros". Oltre alla sua normale funzione pastorale si interessò dell'istruzione dei fanciulli nella scuola normale ed elementare diventandone sovrintendente direttore e provveditore agli studi. Interessanti i suoi scritti tra i quali "Compendio de sa doctrina Christiana in sardu logudoresu e il  Manuale de sos      principales obbligos de algunos istados qualidades e ufficios", che riguardavano i ruoli svolti dalle persone nella società dal medico al manovale dal ricco al povero, finalizzati al buon comportamento e alla corretta educazione. (da Chiaramonti un paese in collina del Prof.Angelo Tedde).

 

Salvatore Cossu (Chiaramonti 1799 - Ploaghe 1868), dopo una carriera scolastica e accademica caratteristica dell'epoca, (studi abbecedari privati in Chiaramonti, studi delle sette classi boginiane nel collegio degli Scolopi e contemporaneamente istitutore presso i nobili Pilo; magisteriato, bacellierato, licenza e laurea in Teologia presso l'Università di Sassari), raggiunge l'apice della sua carriera ecclesiastica con la vincita del concorso di parroco di San Pietro Apostolo di Ploaghe, da cui non volle spostarsi per sedi più prestigiose, preferendo per 41 anni vivere "in mesu ad fizos qui non cum fizastros".

Onorò la tradizione prestigiosa dei parroci di Ploaghe, rinnovandola sia con l'impegno pastorale sia con la pubblicazione di catechismi in lingua sarda.
Egli, insieme con i 9 viceparroci, non si accontentò di svolgere la sua funzione pastorale ordinaria, ma sviluppò anche quella straordinaria. La sua pastorale s'ispirò alle prospettive educative della Chiesa in Italia tra la Restaurazione (1815) e l'Unificazione (1861). Favorì l'istruzione dei fanciulli assicurando il buon funzionamento della scuola normale ed elementare di cui fu sovrintendente, direttore e provveditore agli studi.

Il coltissimo rettore, stimato collaboratore del canonico poligrafo Giovanni Spano, consapevole che la lingua nazionale della
Sardegna era il sardo, si preoccupò di predisporre un Compendiu de sa doctrina Christiana in sardu logudoresu (catechismo cattolico romano in lingua sarda) e successivamente un manuale deontologico. Nel Manuale de sos principales obbligos de algunos istados qualidades e ufficios, (Manuale dei principali doveri di alcuni ruoli, competenze e incarichi) il maestro elementare, il medico e il chirurgo, il farmacista e il notaio, l'agricoltore e l'artigiano, il commerciante e l'acquirente, il giornaliero e il manovale, il ricco e il povero, il padrone e il servo, il creditore e il debitore, l'ammalato e il testatore, l'erede e l'esecutore testamentario, il testimone e il giudice, gli amministratori di qualsiasi istituzione, il parrocchiano trovano la traccia dei loro doveri di cristiani nelle opere e nei giorni. Entrambe le opere, completandosi, costituiscono il suo capolavoro pastorale e la sua pedagogia che mirava ad educare buoni cristiani e buoni sudditi.

Caduto, tra il 1847 e il 1848, il vecchio ordine sociale egli biasimò gli eccessi anarchici: il processo al clero e alle autorità. Da questi episodi rimase sconvolto, così com'è documentato nel suo Cantu Mistu in ottave, ma ciononostante, da ottimo pastore d'anime, si riprese da questi sconvolgimenti e continuò la sua indefessa opera di educatore di buoni cristiani e di buoni cittadini rispettosi e obbedienti alle leggi.

Il medesimo, nella fusione con il Piemonte, avverti la perdita dell'autonomia della Sardegna anticipando temi propri della questione sarda. Nei "Sermones parrocchiales" insiste sul dovere dei fedeli cattolici di una maggior preparazione dottrinale e culturale anticipando pensiero e azione dei protagonisti del movimento cattolico. Va a suo merito la pubblicazione de Su Poeta Christianu di Bainzu Cossiga1, di Novene e Gosos.

Autorevoli, in Chiaramonti, i suoi interventi contro il concubinato di alcuni notabili.

(note biografiche  di Caterina Satta e Angelino Tedde tratte da “I Doveri del Cristiano nelle opere in lingua sarda del Rettore di Ploaghe Salvatore Cossu)