PERSONE E PERSONAGGI:
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![]() Giovanni Fais nacque a Chiaramonti nel 1708 e vi morì nel 1791. La foto è casuale e non si riferisce alla persona trattata. |
Non ho alcuna simpatia anzi, provo repulsione e disgusto
per chi opera e ha operato nel malaffare. Si sa che qualche mela marcia
si trova sempre all'interno di una cassetta. La storia ha i suoi
personaggi ed esige per quanto possibile "la verità storica",
nel bene e nel male.Questa premessa per dire che tra i nostri
concittadini vi fu un certo Giovanni Fais e, ironia della sorte sposato con
Baingia Unale che di par suo non sfigurava accanto al marito. La
fantasia popolare forse ha accresciuto alcune situazioni contingenti
determinando il Robin Hood di turno che non disdegnava di presentarsi
tale al popolino, talvolta aizzandolo contro la giustizia e le
istituzioni regie, fomentando disordini e azioni banditesche. |
Notizie
del famoso Giovanni Fay di Chiaramonte.
(V. Angius in G.Casalis,Torino
1850).
Questi in età di 15 anni per omìcìdio commesso dentro Nulvi in
complicità di suo fratello Antonio fu dannato nel capo , e in sua contumacia
esposto alla pubblica vendetta. Non valse mai nessun'arte o
forza à coglierlo ed ópprimerlo , e solo un tradimento che pure sospettò,
lo tolse di vita nell'anno settantacínquesimo di sua età ' e forse altro e
tanto del secolo scorso.
Tra
questa pubblica persecuzione ei contrasse
matrimonio con Chiara figlia di Francesco Unali capo di squadriglie, ed ebbene,
Leonardo , Antonio , Catterina , Leonarda , Mattea. Le donne si distinguevano
per bellissime forme, grazie, e
spirito ; gli uomini per un aspetto virile per coraggio e destrezza. Il primo fu
ordinato prete , ma ritraendo quanto l'altro fràtello assai dal padre meritò
che il governo lui spesso da un luogo in un altro sospingesse in esilio. Chiara
degna madre di questi figli degna sposa del Fay , emola de' più forti , ed
altrettanto e altrettanto coraggiosa quanto la nobile D. Lucia Tedde-Delitala
ne massimi pericoli in cui trovossi il suo Giovannì cosi sapeva maneggiare armi
che gli era spesso e difesa e utilissimo ausilio. Pari al valore fu in lei
conosciuta la prudenza la quale spesse volte lui e suoi satelliti traeva da
luoghi e lacci di perdizione con
stupore dei nemici. Concorsi or dunque intorno al Fay quanti quella e nelle
vicine contrade erravano diffidenti della giustizia, ei che tutti superava per
robustezza, animo e destrezza d' ingegno, otteneva facilmente un assoluto impero
sui medesimi. Però a lui temuto da tutte le genti d' intorno
pastori offerivano tutti gli anni tal doni che avean certa sembianza, di
prestazioni baronali: barrancelli faceano parte de' loro guadagni e tutti i più
ricchi proprietari gratificavano. In queste maniere egli comincio a formarsi una
gran fortuna che aumentava con frequenti rapine. E perchè non accadesse che il
fisco un giorno non s’impadronisse
di queste sostanze mal acquistate segnava le greggie e gli armenti col nome
del figlio sacerdote. Con le quali violenze che e nuocevano ai dritti di altrui
proprietà erano l'altre più crudeli che nuocevano alla sicurezza delle
persone; onde temevasi in lui il ladrone e l'omicida. Tuttavolta cotanta
malignità non era senza mistura di bene, e spesso comparendo tutt' altro che
era , Cosi operava e parlava che fosse in lui ammirata la generosità la fede la
urbanità. Molti che, da lui fuggendo, in lui incognito eransi incontrati , e
seco di lui dicevano tutto il male che sapevano ritornando indietro dopo averlo
riconosciuto ne diventavano affettuosi lodatori. Lo stesso duca di s. Pietro
caduto, fra le sue genti fu dipoi tanto grato alle dí lui cortesie , che
avrebbegli, ottenuta la libertà se l’avesse potuto indurre a lasciare in
balia la di loro trista sorte i suoi seguaci.Molte oneste persone
tolse il medesimo da gravi
pericoli , e non temè però di provocar contro se l'odio e le armi di altri
capi di squadriglie, rintuzzando l'audacia de più scellerati di, loro
satellizio.