Sos RIOS ei sos TRAINOS            (i Fiumi)

      SOMMARIO

 

    
Riu Nigolittu: fluisce dal bacino artificiale omonimo nella tenuta Falchi, quota 392mt. che a sua volta viene alimentato da una sorgiva che nasce nel versante Est di monte Ledda in territorio di Ploaghe, e anche dalle sorgive di funtana Ulimu anche questa in territorio di Ploaghe. Il rio Nigolittu percorre i territori a sinistra di Nigolittu e Pianu Aliderros, a destra s’Elighe Entosu, nuraghe Tetti e Conca e Zuighe . Nella sponda sinistra affluisce un altro rio poco distante dal primo che chiamerò Nigolittu 2, mentre da destra vi è un'altra confluenza di un breve rio che chiamerò Pedru Canu in quanto proviene dall’omonimo territorio.Ora il rio Nigolittu diventa riu sos Cannedos quando percorre i territori a quote più basse intorno ai 350mt.di: a destra sas Carpidas e sa Tanca de sa Linna, a sinistra sa Tanca de sa Cheja, santu Matteu e Mamucada. Il riu sos Cannedos riceve da sinistra un altro affluente che è il riu Crabianu che nasce in località Crabianu sul versante Est di monte Ledda. Dopo aver percorso i territori tra sa Fraigada, sa Tanca de Laura e quelli del versante opposto di sa Tanca de sa Cheja. Sotto sa tanca de sa Linna a destra e Iscanneddu a sinistra il rio sos Cannedos diventa riu Iscanneddu dal territorio omonimo e scorre più a valle lambendo Orria Pitzinna dove sorge la chiesa campestre dedicata a S.M.Maddalena a sinistra mentre a destra vi è Badde de Cheja. Dalla sinistra arriva un piccolo ruscello (trainu) dal territorio di Orria Pitzinna (dove sorgeva l’antico villaggio medievale omonimo) che viene alimentato da sorgive di percolazione dalle pendici di Bullita e di  Pala de s’Ozastru. Dalla destra, quasi di fronte,  a su trainu de Orria Pitzinna vi è l’apporto di una modesta quantità di acqua da un'altra sorgiva della Funtana de tiu Tzanu di acqua salmastra (salamata). Da  questo momento riu Iscanneddu diventa riu Badu Olta percorrendo i territori di Serra ‘e Padru, Culigottu, Gianna de Castru a sinistra, mentre a destra lambisce i territori di Badd’e cheja, Frades de Cerchi Giuncos, Cul’a sole, e Arzolas Rujas. Passando dunque sotto il ponte Fiori della ferrovia prosegue il suo cammino verso i territori di Martis.   Curiosità:
Il tratto di ferrovia (Sassari-Tempio), (circa 500mt.) sta li a ricordare, testimone muto, ciò che i notabili di allora, non vollero che si costruisse nel nostro territorio, per la paura di perdere il loro potere. L’arroganza e l’ignoranza di quelle persone, ritardò di decenni il progresso della nostra comunità, quello culturale e scolastico, insieme a quello commerciale e lavorativo in genere. Oggi di questi prepotenti non è rimasto niente, se non un vago e labile ricordo. Persone insulse e, talvolta di poca caratura morale che non seppero approfittare di varie opportunità per passare con qualche opera di bene a essere ricordati dai posteri. Dove vi è l’affluenza del riu Santa Justa nel riu Iscanneddu si possono notare i resti di opere murarie che costituivano uno sbarramento (diga) per un bacino artificiale di raccolta delle acque. Da qui sul lato destro con una canaletta di raccolta, in parte costruita con pietre e malta in parte scavata nel tufo, le acque venivano condotte più a valle verso un primo mulino poco più avanti della funtana de Tiu Tzanu, (visibili nelle foto in alto) e poi, ancora con una canaletta a valle in un altro mulino dove sono ancora visibili tre ambienti e, fino a qualche anno fa due grosse macine che purtroppo, ora sono sparite e, probabilmente finite in qualche villa sulla costa di qualche sconosciuto ricco-evasore o politicunculo di turno. Intanto il nostro territorio è continuamente sottoposto al depauperamento dei siti di interesse archeologico-culturale e all’azione devastante dei vandali che, possono operare nella più assoluta libertà grazie al disinteresse degli amministratori locali e all’assenza dei controlli degli organismi istituzionali demandati a ciò.