TOMBE IPOGEICHE

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  Secondo queste indicazioni fornite dall'archeologia, l'uomo nel lasciare questa vita non si annullava completamente. Se essi avessero creduto che ogni sensibilitā si sarebbe estinta con la morte, che l'energia vitale che aveva animato l'uomo sarebbe del tutto scomparsa e che non vi sarebbe stata sopravvivenza nell'aldilā, non si spiegherebbero i loro usi funerari che derivano invece proprio dall'idea di una vita ultraterrena. Anche nella tomba il corpo rigido del defunto conserva qualche cosa della sensibilitā che era stata sua.

      

   -domus de janas:ambienti interni-                       -luna-                               -sole-

        

  E anche se veniva diverso da quell'essere di carne e ossa che si era conosciuto egli non si staccava per questo dagli elementi sottili e saturi di una forza misteriosa che sopravvivevano per un periodo indeterminato o anche infinito quando giā la persona corporea era da lungo tempo ridotta in polvere.

                              

             -vaso di vetro:collo-                         -ciondolo-                                   -ciottola-

L'idea di una persistenza  della vita del defunto divenuta in qualche modo una essenza evanescente, č provata chiaramente  dalla credenza secondo la quale lo spirito impalpabile del morto, racchiuso nel sepolcro ove riposano le ossa scarnificate, mantiene l'aspetto che aveva da vivo conserva tutti i sentimenti e le necessitā che provava prima del suo trapasso. Tutto questo rivela con evidenza quali fossero le pratiche funerarie in uso presso i Sardi e i loro tipi di sepolture che si collegano al culto degli antenati praticato da tempi immemorabili e che risponde alle esigenze di una religione familiare.

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