TOMBE IPOGEICHE

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   Il corridoio (dromos) è talvolta semplice e lineare con lati paralleli, ad indicare la via da percorrere, altre volte divergenti o meglio convergenti (dipende dalla prospettiva) a forma trapezoidale quasi a raccogliere il defunto e gli officianti racchiudendoli fra due braccia. I battenti della porta di ingresso determinano chiaramente l'intenzione di voler chiudere la tomba dopo l'inumazione, per evitare l'attacco di animali o l'intrusione di terzi, ma soprattutto di staccare il sacro con il profano, l'al di là dalla vita terrena.La simbologia sta talvolta proprio sull'architrave della porta che dall'anticella porta alla camera centrale, in bella vista e di grandi dimensioni ad indicare il luogo di stazionamento per la cerimonia collettiva, dopo di che ognuno andrà nel proprio alloggio individuale.

doppie corna, con disco solare? L'antropomorfo

La camera centrale può avere altre architetture come a voler riprodurre l'abitazione dei vivi, in modo che l'estinto possa come dire sentirsi a suo agio, quasi a casa propria. Ed ecco allora la volta con il trave grosso centrale e lateralmente i travetti, e sulla porta gli stipiti con sopra la raffigurazione del "Dio Toro" il "Dio Sole" ad indicare la porta del trapasso, che divide il terreno materiale con lo lo spirito trascendentale. Il tutto coperto di tinta rossa, l'ocra, che simboleggia il sangue, la linfa che dà la vita, perciò necessaria insieme al grembo materno della "Terra Madre" a far rinascere a nuova vita il morto. In qualche domus il pavimento della camera centrale è abbassato rispetto al piano di campagna, e a quello delle celle sepolcrali laterali, forse per permettere al sacerdote o allo sciamano un migliore stazionamento al momento di adagiare il defunto nella sua cella.Davanti a queste celle talvolta si nota la presenza di un gradino "inginocchiatoio" o meglio piccolo altare che contiene oggetti sacri o le suppellettili che costituiscono il corredo funerario.

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