TRA STORIA E LEGGENDA:
pag.12
LA STORIA
pag.1 Sommario
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Sa festha Manna in carrela e cheia |
Salma di vecchio |
Ricorrendo la festa del Santissimo Corpo di
Cristo in quelle case ove tra l'anno sia morta alcuna persona, si risuscita la
mestizia, e tutto componesi al duolo. Quindi come insti il passaggio delle
divote schiere preparasi in mezza la stanza una tavola con tovaglia bianca, e in
su questa pongonsi alcune brace dove fumi l'incenso tra quattro candele di cera,
o, come usano altri, delle fave cotte entro una scodella tra due moccoletti.
Intorno alla quale la famiglia piange e prega per l'anima del defunto,
principalmente quando dalla racchiusa porta veggan passar il Santissimo. In
questo punto si è, che coloro che deplorano estinto alcun parente per mano del
nemico osano con ferocità gemendo spiegar pretese di vendetta! Tale spirito di
cristianesimo è in essi!
Comechè detestabilissima sia questa empietà, essa non è scandalosa, quanto
l'altra che veggente il mondo praticano alcuni giovani tra la solennità della
stessa religiosissima processione. I quali come esca dalla chiesa il sacerdote
col Sacramento corrono per la prima strada, dove ei passerà, e fermansi sinchè
il sacerdote arrivi a quel punto. Vedutolo appresso corron per la seconda
strada, e così per nove volte per nove diverse strade, nell'ultima delle quali
prima che su loro arrivi il Santissimo saran degnati di prodigiose visioni.
Imperocchè tengon per cosa certa che vedranno passare le ombre di coloro che
son vivi, ma devon morire entro l'anno, e pure la propria se sia vicino il lor
ultimo giorno, e in tutti i segni e gli indizi della morte qual ella siasi.
(1834, G.Casalis)