TRA STORIA E LEGGENDA:
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Sommario
LA STORIA
"Santu Matteu"
Tia Maria Mureddu, sorella di Pasquangela (nonna di mio padre Giovanni) e di Zineda nonna di Francesca Lezzeri era una santa donna nata a Chiaramonti nel 1862. Mio padre, quando mia bisnonna Pasquangela moŕ era ancora bambino, e chiaṃ tia Maria nonna, coś anche mia madre Giovanna quando spoṣ mio padre. Mia madre ricorda le serate d'inverno sedute attorno a "sa fogulaija" ad ascoltare i più vecchi che raccontavano le cose del passato, tramandate oralmente, da chi, nella vita li aveva preceduti.
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Tia Mariedda raccontava della chiesa di San Matteo nell'omonima collina, ormai in rovina e chiusa ai fedeli soprattutto a seguito della caduta della parte alta del campanile
abbattuto da un fulmine. Per questo motivo si costrú la nuova chiesa all'interno del paese presso la quale San Matteo avrebbe dovuto trovare nuova collocazione.
Solo che al momento nel quale cercarono di sollevarlo dalla nicchia, pur essendo baldi giovani forzuti e, per quanti sforzi facessero, non riuscirono a staccarlo dal basamento neanche
di un millimetro. Al che, con la presenza del sacerdote di allora e, dietro sua idea penṣ bene di firmare col proprio
sangue la promessa a San Matteo che, avrebbero quanto prima sistemata la vecchia chiesa, e che subito dopo, ce lo avrebbero riportato. Il tempo peṛ pasṣ ed il prete moŕ senza adempiere al proposito. Fu composto nella bara, ma
irrimediabilmente non si riuscirono a ricomporre del tutto la salma, poiche una enorme lingua lunga e gonfia rimase fuori della bocca. La credenza popolare collegava il tutto, al fatto che il sacerdote non
potete mantenere la promessa fatta a suo tempo al Santo.