TRA STORIA E LEGGENDA

pag:20                                                 (CONTOS DE FOGHILE)                      

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Fino alla metà del 1900 il paese, come la maggior parte dei piccoli paesi della Sardegna, era sprovvisto della corrente elettrica, dell'acqua potabile nelle case, per la quale si andava nelle pubbliche fontane posizionate nei rioni, e anche i servizi igienici. Ognuno si aggiustava come meglio poteva in luoghi appartati lungo il perimetro esterno del centro abitato, in luoghi abbandonati o provvisti di grotte e caverne naturali, spesso presenti nel luogo. Uno di questi  ritiri, era sulla statale verso  Martis, subito dopo "sa culva de su domaniu". Tiu Cì che abitava in "s'istradone", perciò, si recava in quel sito per fare i propri bisogni corporali, attendendo talvolta il proprio turno. Nel tempo fece "amicizia" con uno scarabeo che, puntualmente si recava a procurarsi i propri alimenti. Era l'autunno e le frutta abbondavano copiose nelle vigne e nei frutteti, per cui dopo un abbondante libagione di fioroni, gonfi per l'arsura del gran caldo ebbe un improvviso quanto impellente mal di pancia che lo costrinse ad una immediata ritirata. L'evacuazione fu quanto mai immediata e liberatoria del dolore. In questa situazione rileva un leggero fruscio di frasche a lui noto. Era l'amico scarabeo che si avvicinava circospetto tra un filo di erba e un altro.:-chi....chi...chi si oe non t'as battidu istelzu faghes malos affare- (tr: sono spiaciuto per te ma oggi non è possibile farti la solita palla, devi avere con te un contenitore).