TRA STORIA E LEGGENDA

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 La devozione che lega il mio amico Sergio a Santa Giusta, e, a seguito di notizie derivanti da un vecchio manoscritto da lui recuperate, mi hanno dato l'imput a cercare le tessere del mosaico, delle ipotizzate due chiese dedicate a Santa Giusta. Il sacerdote Calvia, parroco di Chiaramonti nel 1800, scrive al vescovo o semplicemente ad un altro sacerdote (forse di Santa Giusta di Oristano), che a Chiaramonti vi sono due chiese dedicate alla Santa, di cui una, di Magola ad oriente del paese, e l'altra di Orria Pitzinna o de s'abba ad occidente.


...."Nel villaggio di Chiaramonti che nel secolo undecimo era la città di Castro, vi sono due chiese dedicate a Santa Giusta, una ad oriente l’altra ad occidente del paese. (sac:Calvia)
".


A questo punto bisogna chiedere al prete, casomai si abbiano notizie in parrocchia, o agli anziani, memoria storica del passato se sia esistita una chiesa di Santa Giusta di Magola, o quantomeno se esista un territorio ad est del paese con quel nome. 
Dopo vari tentativi e perlustrazioni per le verifiche, rilevo un manufatto che dovrebbe trattarsi di una acquasantiera o fonte battesimale, in quanto è provvisto di un resto di una colonna centrale al basamento. Una parte della colonna mancante, o di altra simile è all'interno di un muro a secco, distante qualche centinaio di metri dalla prima, e ancora vicino qualche altro manufatto su trachite tenera, a forma di tronco di cono concavo.  Ancora, nel luogo ipotizzato sorgesse la chiesa, sono evidenti le tracce di grosse fondamenta, pietre squadratte, che mal si adattano a povere case coloniche del periodo, e in ultimo il ritrovamento di una croce (di piccole dimensioni) a braccia uguali a detta di chi l'ha vista in argento.

Acquasantiera? al centro. 
Sotto tracce di fondamenta e altro materiale da costruzione.
Santa Giusta de s'abba o de OrriaPitzinna.(sopra).
Roccas de Magola. (sotto).
Cancello di accesso alle proprietà della chiesa.(sopra).
Funtana de Magola.(sotto). 
 

Della presenza di due chiese dedicate alla Santa si trova conferma in "sos gosos de Santa Justa de s'avvucadu Biglianu Satta Quadu, de Zaramonte" di cui riporto la quindicesima, delle sedici sestine che compongono il canto: "In modu particulare-Sa idda e Zaramonte-In grat'amenu horizonte-Ti cherfesit dedicare-Duas chejas pro pregare-A tie meraculosa-" 


Vincenzo Mameli di Olmedilla, nel 1768 rileva alcune tracce di popolazioni ?...e di chiese ma non menziona in modo esplicito ne l'una ne l'altra. Dice però che ha poco tempo a disposizione, per questo motivo credo, gli interessi poco l'argomento chiese, ma di più le cause di ordine pubblico o altro ancora. Solo così si capisce perché non si menzioni almeno S.Giusta de Orria Pitzinna, o Santa Maria Maddalena, anch'esse ridotte a "traccia"?

Da Sa Punta de su Contriu lungo le sopraddette cime si continua sulla destra verso il Monte San Leonardo de Orvei e un po' sulla sinistra si trovano i territori di Orria Manna e Orria Pizinna, nei quali vi erano anticamente delle popolazioni, anzi si dice che vi fosse una città. Vi sono alcune tracce e delle chiese e costituiscono una prebenda che è in parte del canonico penitenziere di Castelsardo, al quale renderà sui centocinquanta scudi. Però, siccome si trovano tra Nulvi e Chiaramonti, che diverrebbero manchevoli se si impiantassero altre popolazioni, il tempo che mi è stato prefissato è molto scarso e per ciò è necessario lasciarli per continuare le nostre montagne di San Leonardo e del Sasso a mezzogiorno e a levante di Chiaramonti, fra le quali sta questo villaggio e vi sono valli con qualche pianura e acque correnti e sorgenti perenni,....( dalla relazione di Vincenzo Mameli de Olmedilla sul principato di Anglona del 1769, ma che in realtà è stata effettuata l'anno prima)

A questo punto però mi viene in aiuto il Gazzano che in storia della Sardegna fa menzione di una chiesa dedicata a Santa Giusta a Runaghe Longu.......

s. Nico1ò e s. Giusta presso Runaghe Longu. ( Gazzano storia della Sardegna 1. 111 c. XII ) dove è la donazione delle chiese di s. Maria e di s. Giusta di Orria pitinna per Maria de Thori zia del giudice del logudoro Comida (an.1210) a s. Salvatore de' Camaldoli in mani del prior maggior Donno Martino con l’aggiunta   di tutte le loro pertinenze servi ancelle case, salti vigne ecc.

Ora se il toponimo Magola sembra sparito o privo di consistenza, comincia invece a prendere corpo per diversi motivi: primo, perché Runaghe Longu (e non Nuraghe) e Magola sono il medesimo territorio, che chiaramente con la modernità si è modificato a causa della costruzione di reti viarie primarie e secondarie e di  aziende razionali che insieme ai miglioramenti e trasformazioni fondiarie hanno distrutto o contribuito a far sparire i resti delle rovine delle chiese o delle cumbessias che a runaghe Longu era possibile rilevare fino a poco tempo fa.
Secondo, perché Magola riappare a Santa Giusta  di Orria Ptzinna o de s'Abba,  e precisamente all'interno de "sa tanca de sa Cheja" come nominativo di una bella sorgente "sa funtana é Magola", e nelle immediate vicinanze della chiesa, a mezzogiorno di essa, con la meravigliosa formazione di rocce calcaree a lance e a dentelli denominate "sa roccas de Magola". I due nomi sono quasi, come dire ereditati, poiché la chiesa di S.Giusta di Magola non esiste più, la ricordiamo in questo modo, denominando due cose all'interno dei possedimenti della chiesa, uno, le rocce nelle immediate vicinanze, due, la fontana all'interno di "sa tanca de sa cheja", così detta non perché vi sia ora, o vi sia stata nel passato,  una chiesa nel suo perimetro, ma "de sa cheja",in quanto proprietà della chiesa stessa.
Per ultimo vorrei raccontare in sardo questa curiosità di Giaja Antonina: "giaja mia, mi contaiat, chi n' su tempus antigu sos malaìdos, che tzacaiant sos menbros pienos de materia intro sa ena in ue b'aiat unu candelotto e' chera (o de ozu?) dimandende sa grascia pro lo sanare a Santa Justa....ecc.ecc.
Il Casalis nel 1830 nel dizionario storico geografico statistico commerciale per sua maestà il re di Sardegna racconta.........


.....S.Giusta: Questa trovasi a piè del monte Ledda in un seno di molta amenità , dove fra una bell' ombra da molti pioppi serpeggia il ruscello , e sorgono bellissime acque ; delle quali una presso la chiesa , altre due in una cavernetta sotto l'altare dando la prima di queste poc'acqua untuosa...ecc.ecc.....

Onestamente, allora e sino a poco tempo fa, avevo pensato che nonna un poco per le credenze popolari che si diffondevano facilmente, o in presenza di qualche curato o chierichetto furbacchione che avesse voluto approfittare della situazione, non avesse avuto le traveggole e desse per vera una notizia nata chissà, da quale leggenda.