TRA STORIA E LEGGENDA

pag:22                                                    TRA STORIA E LEGGENDA

pag.1Sommario

La festa di Santa Giusta era attesa con trepidazione, d'altra parte vi giungevano genti da tutta l'Anglona e anche da altri circondari. Si preparavano i vestiti delle feste e si consumavano dei lauti pasti. La gente arrivava a gruppi: sparuti, tre quattro persone, talvolta numerosi anche più di trenta tra adulti e bambini. Molti a piedi da "sas Cudinas" altri, i nulvesi da "badu e muzeres", i ploaghesi da "monte Ledda", da Chiaramonti  poi, intere famiglie sui  carri trainati dai buoi, ma cosa più eccitante, l'apparire dei cavalli, bardati a festa, coi cavalieri impettiti e a "sa gropperas" belle fanciulle, molte in costume. I cavalli scalpitanti arrivavano davanti al portone della chiesa per il saluto alla Santa, poi ad abbeverarsi per il lungo cammino  fatto dal paese.

-altare maggiore con santa Giusta- La gente a Chiaramonti è molto devota della Santa.Vi giungono anche da molti altri paesi del circondario.
 

Nella piazza antistante la chiesa, la gente si mescolava al chiacchiericcio dei bambini e alla polvere sollevata dai cavalli; i più brindavano in improvvisate osterie, altri mescevano il vino portato appresso. Intanto qua e là  traballanti le bancarelle dei torronai, attorniate dai bambini con occhi vogliosi di quelle leccornie che si vedevano solo alle feste e che la maggior parte di loro, poveri, non avrebbero mangiato nemmeno quell'anno.Il profumo dolce del torrone si mescolava tra quello dei pollini e quello più aspro dei vini ormai acetati e degli astanti impregnati di sudore. Tra la folla altri venditori di suppellettili artigianali, e due piccoli ometti, uno in particolare claudicante  e un poco balbuziente con una sacca unta e bisunta che vendeva delle immagini sacre tra cui anche quelle di Santa Giusta. Nonna Antonina chiama a se mia madre Giovanna, e dandole nelle mani sei soldi (ses soddos), un pezzo da cinque e uno da uno, la prega di recarsi presso una bancarella a comperare pochi pezzi di torrone. "Pur con l'acquolina in bocca pensando al torrone, mi diedi invece alla ricerca dell'ometto storpio dal quale comperai un bella immagine di Santa Giusta per cinque soldi, e con quello rimanente "sos gosos". "Ero felicissima dell'acquisto fatto, ma mi rattristai subito pensando che in quel modo non avrei potuto comperare il torrone per i miei familiari". Ferma sul portone della chiesa tra due bancarelle,  impietrita e con le lacrime agli occhi feci per muovermi per tornare da mamma ma, notai per terra in mezzo alla polvere, una moneta da un franco, feci un passo per raccoglierla e ne trovai ancora un altra da due soldi ...............Comprai il torrone e felice corsi da mamma che mi aspettava poco lontano. Santa Giusta forse, presa da compassione premiò quella povera contadinella che inizialmente preferì la sua immagine sacra alla golosità per il torrone.
( in sardo 1 soddu è uguale  a 10 centesimi, per cui 5 soddos equivalgono a 50 centesimi. 1 franco è uguale a 10 soddos). Rimane da chiedersi chi perse quei danari! forse un altra contadinella.