TRA STORIA E LEGGENDA
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Gravissima appare la situazione dell'ordine pubblico a Chiaramonti, in
cui è presente una diffusa criminalità. Le risse, i tumulti, i furti e gli
omicidi, che avvengono sia di giorno che di notte, dice il Mameli, non
impressionano i Chiaramontesi. La Giustizia non è temuta né rispettata e il
bandito Juan Fais detta legge dal Sasso a tutta Chiaramonti.Sono infine attestate
connivenze dei banditi con religiosi e addirittura col Delegato di giustizia.Accuse particolarmente gravi vengono rivolte al Delegato di giustizia,
cioè al vertice dell'apparato giudiziario del Principato. Egli impone regalie
ai Capitani dei Barracelli,ai Maggiori di giustizia e ai pastori; sfrutta prestazioni gratuite per la lavorazione dei
suoi terreni e il trasporto dei suoi prodotti; si fa accompagnare, per
esibizionismo, da una numerosa scorta; è assente gran parte dell'anno poiché
se ne va a Sassari dai suoi «protectores» oppure a feste, cacce e altri
svaghi; è fazioso e opprime chi non gli ubbidisce; compie frodi, protegge ladri
e banditi; ha rapporti col bandito Juan Fais.
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Le foto pubblicate in questa pagina NON si riferiscono ai fatti trattati. Si tratta di brave persone di onorate famiglie, tuttavia esse costituiscono una prova del legame che questa popolazione aveva con le armi. | ![]() |
| Il portamento altero e fiero di queste persone sono anche la testimonianza del legame indissolubile alla terra e alla famiglia........ | ![]() |
........che erano un bene sacro perciò intoccabile. Quando l'istituzione pubblica era assente o collusa coi malfattori esisteva un codice d'onore non scritto ma da tuti conosciuto. |
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Fino a pochi decenni fa e ancora oggi, numerose sono le persone che si dilettano con le armi, al tiro al bersaglio e PURTROPPO alla caccia talvolta indiscriminata a tutti gli animali che reca danni irreversibili all'ecosistema distruggendo molte catene alimentari strettamente collegate con l'uomo. | ![]() |
Se questo è il comportamento del magistrato principale, è facile immaginare quello dei giudici locali, cioè i Ministri di giustizia. Riguardo a questi ultimi, il Mameli, dando prova di buon senso, dice che sono scusabili se agiscono con prudenza verso i banditi e i malviventi, poiché altrimenti ne sarebbero le vittime; è tuttavia scandaloso, aggiunge però, che si sia conniventi con essi e che li si aiuti.