ASSEGNAZIONE DELLE TERRE DELLA COOPERATIVA IL CARMELO

 

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assegnazioneterrebabbo.jpg (13748 byte)Eravamo da poco tornati dalla guerra. Sette lunghissimi anni lontani da casa, sottoposti a ogni sorta di pericolo che l’ultimo conflitto mondiale rappresentò per chi vi prese parte, ma anche per chi restò a casa. A dire la verità non eravamo nemmeno tanto informati di chi erano i nostri nemici e chi effettivamente fossero i nostri alleati. Molti come me provenivano dalla campagna con un basso grado di scolarizzazione, per questo motivo tendevamo le orecchie a tutte le informazioni che potevamo rilevare. In italiano naturalmente, una lingua per la quale eravamo poco avvezzi, anche se c'è da dire che paragonati ad altri commilitoni di diverse regioni italiane non sfiguravamo per niente. Chi era rimasto a casa perché era vecchio o bambino, ma più di tutti le donne, aveva sopperito alle esigenze della famiglia giacché noi giovani eravamo partiti al fronte. Un po’ qui un po’ là, lungo lo stivale: dal confine francese a nord, a Napoli al sud. Poi a Cagliari insieme ai tedeschi contro gli americani, l’esercito alleato si diceva, incomprensibile per noi contadini, l’appartenenza chissà a quale nazione, poi contro i tedeschi insieme agli americani. Riportammo a casa come si dice la pelle, e l’euforia di rivedere parenti e amici era incontenibile. Bastava un fiasco di vino “ei su sonu o una chiterra a sa sarda, ei sa festa fit fatta”. assegnazioneterremilitari.jpg (43419 byte)

 

Eravamo tornati dalla guerra fiaccati e smagriti, ma con tanta voglia di fare. Quasi tutti possedevamo un piccolo appezzamento di terreno, o meglio per così dire la vigna “sa inza” che però non davano sicurezza alimentare alla famiglia. Ogni pochi giorni il presidente della Cooperativa Agricola Pizente Budroni ci riuniva, in attesa che s’individuassero dei pezzi di terreno da prendere in affitto, con le garanzie non so bene se derivassero dal comune o dallo stato, perché quanto prima si procedesse all’assegnazione dei lotti.

I ricchi sempre opportunisti assegnazioneterretrattore.jpg (20720 byte)a salire sul carro dei vincitori e comunque attenti a fare profitto, cedevano delle terre alla cooperativa, nemmeno tanto fertili pur di spuntare un prezzo d’uso o di affitto migliore di quello che era in corso. Quel fatidico giorno arrivò, mentre lavoravamo allo sbancamento della strada Chiaramonti Erula all’altezza di Giunturas al confine, con sa Coas. Un urlo di gioia e di frenesia sconvolse gli animi e i corpi martoriati da lunghe ore di faticoso lavoro con badile e piccone, sotto un caldo autunnale ancora afoso. I primi territori interessati erano a runaghe Ruju, troppo incolti di cisto e di lentischio che lasciavano intravvedere poco terreno coltivabile. Gli altri erano a “sa Leriga” più lontani dal paese, ma più fertili. Io scelsi per i secondi e in numero di venti trenta persone ci recammo a piedi sul luogo, per perimetrare le parcelle da assegnare. Il problema è che su quei terreni vi era qualcuno a titolo di enfiteusi o mezzadria, per cui con le dovute maniere bisognava convincerlo ad andare via e, infine a lasciare con le buone o con le cattive.

assegnazioneterrearatro.jpg (45172 byte)Effettivamente si trattava sempre di povera gente che come noi aveva un carico familiare, ma che inevitabilmente doveva lasciare a favore di chi aveva dato i migliori anni della propria vita alla patria, per conquistare quella libertà di cui oggi ancora godiamo insieme ai nostri figli e nipoti. Di una cosa sono molto amareggiato che nella nostra misera pensione dell’Inps, non vi sia una voce a fianco di una seppure piccola somma che ci abbia riconosciuto quei lunghi sette anni di guerra donati alla patria, ma mi gratifica la conquista della libertà se pure a caro prezzo che abbiamo dato a voi e alle vostre generazioni.